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Takeshi’s (Qi Jian)
di Takeshi Kitano
Regia: Takeshi Kitano
Soggetto: Takeshi Kitano
Sceneggiatura: Takeshi Kitano
Fotografia:
Montaggio:
Musica:
Scenografia:
Costumi:
Interpreti: Takeshi Kitano
Produzione: Office Kitano
Distribuzione:
Formato: 35mm., col.
Nazionalità ed anno: Giappone, 2005
Durata: 108’
2 e mezzo
Sull’onda del clamore ottenuto lo scorso anno da Ferro Tre di Kim Ki Duk, film presentato effettivamente a sorpresa nel concorso dell’edizione passata del festival, il direttore Marco Muller ha voluto ripetere anche questa volta l’operazione così di successo lo scorso anno. Quest’anno però il segreto era di quello di Pulcinella. Che si trattasse infatti dell’ultimo film dell’osannato Takeshi Kitano ad essere inserito in concorso “all’ultimo momento” lo sapevano anche i gondolieri, perché quindi stupirsi, come alcuni fanno, se un noto mensile di cinema lo aveva annunciato già a luglio?
Ciance a parte, questo Takeshi’s poco sorprendente lo è in tutti i sensi e Kitano che fa Kitano citando Kitano (scene ed ispirazioni copiate dai suoi precedenti film) è qualcosa di insopportabilmente noioso. Anche per i fan, che è tutto dire.
La trama semplice in se ma complicata nel suo dipanarsi sullo schermo narra di un cassiere, sosia del notissimo Beat Takeshi ed attore di pochissimo successo, a cui un giorno viene inaspettatamente proposta una parte da protagonista. Talmente esaltato dal suo nuovo ruolo comincia ad immaginarsi nei panni di Beat Takeshi e al centro delle sue avventure cinematografiche.
Un gioco di specchi con riflessi di ego(centrismo) che sicuramente farà scomodare la buonanima di Fellini che invece sta a Kitano come il polo nord al polo sud, ovvero agli antipodi.
Ciò a cui assistiamo è una serie ininterrotta di sparatorie, più o meno oniriche, la cui differenza risiede solo nel colore dei capelli del protagonista. E non basta, questa volta, che il simpatico regista giapponese sappia girare e non abbia nulla da dimostrare in questo senso. Non bastano i soliti ralenty, non bastano le trovate comiche.
Sarà per la prossima volta, quando Kitano avrà davvero qualcosa da raccontare.
Beta Takeshi, uomo di spettacolo di successo, vive una vita surreale e piena di contraddizioni come ogni uomo schiavo della celebrità. Nello stesso tempo Kitano, un suo sosia biondo, è un attore timido e sconosciuto che per sopravvivere fa il cassiere in un negozio sperando di essere scoperto e divenire popolare.
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