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DONNIE DARKO – The Director’s Cut

di Richard Kelly

Cast: Jake Gillenhall, Jena Malone, Drew Barrymore, Mary McDonnell, Holmes Osborne, Katharine Ross, Patrick Swayze, Noah Wile, Maggie Gillenhall
Nazionalità e anno: USA, 2004
Distribuzione: Moviemax Home Video
Edizione: italiano, inglese
Sottotitoli: italiano, inglese, italiano per non udenti
Audio: dolby-digital 5.1, DTS
Schermo: widescreen panoramico 2.35:1
Durata: 128’
Extra: Diario di produzione con il commento di Steve Poster, direttore della fotografia; backstage; Promo, Scene extra.
Note: Perfetto l’audio, pieno, dal suono caldo che ammalia come la storia. Ben distribuito sulle uscite, potente e robusto. Ottima anche la qualità video, con colori ben definiti ed un ottimo contrasto. Rispecchia in pieno la versione cinematografica con la bellissima fotografia di Poster. Ottimi gli extra, molto interessante il diario di produzione, come le scene extra. Un prodotto di altissimo livello compreso il packaging.
Regione: 2
Sito ufficiale: www.moviemax.it


Qualità artistica: Ottima
Qualità immagine: Ottima
Qualità audio: Ottima
Qualità extra: Ottima
DONNIE DARKO – The Director’s Cut
5
Come definire un film del genere? È quasi impossibile dargli un giusta collazione nel panorama cinematografico. Donnie Darko è un film e/straniante, straziante, delicato, fantascientifico, strepitoso, sociale, individuale, doloroso, gioioso, martellante, lisergico, misterioso, sognante, fuori di zucca… come la zucca che Donnie prepara per Hallowen.
Ma può essere un film tutto ciò? Si e no. In questo caso si. Era da tempo che non vedevamo un film che ci entusiasmasse a tal punto. Un film complesso, difficile, non digestivo, che può risultare come una grande abbuffata di cibo tanto è pieno di rimandi, citazioni, trame e sottotrame, riferimenti storici, riferimenti ad altri film. Una storia molto colta che ti prende alla sprovvista dopo un inizio esangue ma che poco alla volta ti trascina in un vortice di “fredde” emozioni che però stranamente ti “scaldano” il cuore e il sangue, con l’adrenalina che va a mille… Sembra quasi che parliamo di un action movie, ma non è così. Donnie Darko è anche un action  movie ma non nella comune accezione del termine, ma nella sua vasta complessità di scrittura a più strati come se fosse una torta millefoglie, che più la mangi e più ne vorresti mangiare per scoprire cosa c’è sotto l’altro strato… Dicevamo, prima della digressione culinaria e mangereccia, che Donnie è un action movie. Si. In quanto Kelly opera continuamente un “azione” della “mente e del cuore” con azioni che incidono profondamente sulla storia. Una storia impossibile, incredibile, stupefacente che lascia di continuo in sospeso e poi a bocca aperta dall’alto della sua struttura “circolare/ellittica” infarcita di “sfasature temporali”… Già il tempo che scandisce in modo preciso ed inequivocabile la storia. A Donnie mancano esattamente 28 giorni 06 ore 42 minuti e 12 secondi per trovare la verità, per salvare il mondo. Ma perché proprio lui? Lui è il prescelto, il predestinato, come ognuno di noi ha un ruolo ben preciso nel gran disegno della vita ed il suo è quello di essere portatore di salvezza. Ma di quale salvezza, qual è il pericolo che incombe sugli uomini? Donnie cerca di trovarlo nel poco tempo che ha, insieme a lui il suo misterioso amico che solo lui vede Frank, un ragazzo dalla testa di Coniglio, che lo insegue, lo trova per dirgli cosa fare. È un suo transfert. Il ragazzo è in cura psichiatrica ed è schizofrenico. La sua famiglia lo capisce e non. Siamo dalle parti di American Beauty, ma molto più fuori di testa. Giorni ed ore che passano velocemente e nelle quali poco alla volta si disvela il terribile segreto che si nasconde nel piccolo centro dove vive Donnie. Donnie che alla fine riuscirà ad ottenere quello che vuole: la libertà…
Una libertà che è il sogno di tutti, ma quella di Donnie è pagata a caro prezzo (e non diciamo di più) in un finale tutto da vedere e che mette tutti i tasselli ad incastro nella loro giusta posizione… Un folgorante esordio per Richard Kelly, un film che la dice lunga sulla preparazione culturale e tecnica del ragazzo, che da vita a questo film complesso e geniale, scritto e girato con intelligenza ma anche col cuore. Una storia che “devi” amare perché ti trascina dapprima lentamente e poi sempre più velocemente in questo “finto” mondo parallelo che poi non è altro che una parafrasi del mondo reale, di quello nel quale viviamo. Le cose che mette a nudo Donnie infatti sono i vizi della cultura americana ma dell’umanità in genere, un mondo privo di virtù o quasi (solo pochi ne sono degni), dove di de/generati, gli ignoranti, superstiziosi, invidiosi si dividono il potere. Un mondo a parte al quale Donnie si oppone con tutte le sue forze. Ma sarà poi vero che Donnie riuscirà a cambiarlo? O tutto rimarrà come era? A voi capirlo…
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Bellissimo e torcibudella. Una grande riflessione sulla vita e la morte.


Gio, 06/04/2006 - 00:26

Un film noioso, lento, pasticciato, che vuole affrontare troppe tematiche e non ne chiude una. Brutto!

Dom, 09/04/2006 - 13:07