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ALLA RICERCA DELLA GUERRA DIMENTICATA: VALZER CON BASHIR
Presentato a Roma lo splendido documentario d'animazione Valzer con Bashir, applaudito a Cannes e nel mondo da pubblico e critica, che narra del tragico eccidio a Sabra e Shatira durante la Guerra in Libano dei primi anni '80
È un Ari Folman quasi completamente afono (ma straordinariamente loquace) quello accolto a Roma per presentare il uso ultimo film, Valzer con Bashir, documentario d'animazione (che mescola disegno tradizionale, animazione Flash e animazione 3D - ma non il rotoscopio, ci tiene a precisare) che tratta lo scottante argomento della prima guerra in Libano e in particolare dell'eccidio dei profughi palestinesi a Beirut, avvenuto nei campi profughi di Sabra e Shatila nel 1982.
Quello intrapreso da Folman è un percorso autobiografico, che vede lui stesso come protagonista alla ricerca di una memoria dolorosa e rimossa nei meandri dell'inconscio: inizia così una ricerca spasmodica per ricostruire quei terribili giorni, una ricerca fatta di interviste ad ex-commilitoni, testimoni, giornalisti che quel giorno e in quei giorni si trovavano a combattere in Libano, a Beirut, nei pressi di Sabra e Shatila.
"Fare cinema è una terapia più efficace che andare da uno psicoterapeuta per qualche seduta. Fare cinema rende tutto più dinamico, più fluido rispetto allo stare seduto su un lettino" spiega Folman, che quei giorni li ha vissuti in prima persona, ancora diciannovenne, alle prese con qualcosa che lo avrebbe segnato per tutta la vita. Oggi i carri israeliani sono ancora in movimento, verso Gaza, verso i territori palestinesi con i quali Israele è in lotta da più di sessanta anni. "Nel film scagiono i soldati israeliani dalla complicità in quel tremendo massacro che fu opera dei Falangisti cristiani, anche se non scagiono il Governo che do a intendere sapesse ben più quanto fece trasparire a proposito di quel massacro" mentre per quanto riguarda l'attualità "Israele, e il mondo in generale è fatto da persone che sono contro la violenza nella maniera più assoluta e persone che credono che la violenza sia un giusto mezzo per risolvere problemi. Oggi sono in maggioranza quest'ultimi che trovano qualsiasi giustificazione ai loro crimini. Sono critico nei confronti del mio governo, ma anche con la parte avversa. Nessuno si è mai impegnato seriamente per risolvere questo problema. Tra la diplomazia e le trattative alla fine si è scelta la soluzione più semplice: bombardare. Il problema è che non c'è nessuna pietà, non si vede la sofferenza, tutto è pianificato, progettato, perfino i morti: che so, si pianificano 500-1000 morti. Loro fanno la guerra come io gioco una partita a scacchi. È una pazzia, una atrocità".
"Fare cinema è una terapia più efficace che andare da uno psicoterapeuta per qualche seduta. Fare cinema rende tutto più dinamico, più fluido rispetto allo stare seduto su un lettino" spiega Folman, che quei giorni li ha vissuti in prima persona, ancora diciannovenne, alle prese con qualcosa che lo avrebbe segnato per tutta la vita. Oggi i carri israeliani sono ancora in movimento, verso Gaza, verso i territori palestinesi con i quali Israele è in lotta da più di sessanta anni. "Nel film scagiono i soldati israeliani dalla complicità in quel tremendo massacro che fu opera dei Falangisti cristiani, anche se non scagiono il Governo che do a intendere sapesse ben più quanto fece trasparire a proposito di quel massacro" mentre per quanto riguarda l'attualità "Israele, e il mondo in generale è fatto da persone che sono contro la violenza nella maniera più assoluta e persone che credono che la violenza sia un giusto mezzo per risolvere problemi. Oggi sono in maggioranza quest'ultimi che trovano qualsiasi giustificazione ai loro crimini. Sono critico nei confronti del mio governo, ma anche con la parte avversa. Nessuno si è mai impegnato seriamente per risolvere questo problema. Tra la diplomazia e le trattative alla fine si è scelta la soluzione più semplice: bombardare. Il problema è che non c'è nessuna pietà, non si vede la sofferenza, tutto è pianificato, progettato, perfino i morti: che so, si pianificano 500-1000 morti. Loro fanno la guerra come io gioco una partita a scacchi. È una pazzia, una atrocità".
Tornando al film: "Ho fatto di tutto per evitare che la gente uscisse dal cinema pensando soltanto: ‘Bei disegni, una musica fica, mi è piaciuto'. Nonostante io abbia scelto l'animazione per raccontare questi fatti, quello che ho raccontato è reale, tragico, atroce [Folman si riferisce al finale, di cui non riveleremo nulla, n.d.a.]. Se anche qualche spettatore tornato a casa si informerà su quegli eventi, io avrò adempiuto al mio dovere".
In ultimo, soffermandosi sulla splendida colonna sonora, uno dei grandi punti di forza della pellicola: "Mentre scrivevo ascoltavo continuamente questo compositore inglese, Max Richter, molto malinconico, che mischia classico ed elettronico. Alla fine l'ho rintracciato e gli ho chiesto di comporre la colonna sonora del film: lui ha accettato e ci siamo messi subito al lavoro per finire prima di iniziare il film, perché volevo che i disegnatori potessero ascoltare le musiche mentre disegnavano, per capire l'atmosfera che avevo in mente. Per quanto riguarda Bach [un suo lullaby tratto dalle variazioni Goldberg, è uno dei temi principali del film] l'ho utilizzato perché quando ero piccolo i miei genitori non ce lo facevano ascoltare perché lo ritenevano troppo tecnico, senza passione e sentimento, così, riscopertolo in età adulta, me ne sono innamorato fino ad utilizzarlo in questo film"
Valzer con Bashir, distribuito da Lucky Red, uscirà prudentemente (aggiungiamo noi: stupidamente) in sole 21 copie il 9 gennaio, per poi rilanciare dalla seconda settimana, sperando in eventuali nominations agli Oscar.
In ultimo, soffermandosi sulla splendida colonna sonora, uno dei grandi punti di forza della pellicola: "Mentre scrivevo ascoltavo continuamente questo compositore inglese, Max Richter, molto malinconico, che mischia classico ed elettronico. Alla fine l'ho rintracciato e gli ho chiesto di comporre la colonna sonora del film: lui ha accettato e ci siamo messi subito al lavoro per finire prima di iniziare il film, perché volevo che i disegnatori potessero ascoltare le musiche mentre disegnavano, per capire l'atmosfera che avevo in mente. Per quanto riguarda Bach [un suo lullaby tratto dalle variazioni Goldberg, è uno dei temi principali del film] l'ho utilizzato perché quando ero piccolo i miei genitori non ce lo facevano ascoltare perché lo ritenevano troppo tecnico, senza passione e sentimento, così, riscopertolo in età adulta, me ne sono innamorato fino ad utilizzarlo in questo film"
Valzer con Bashir, distribuito da Lucky Red, uscirà prudentemente (aggiungiamo noi: stupidamente) in sole 21 copie il 9 gennaio, per poi rilanciare dalla seconda settimana, sperando in eventuali nominations agli Oscar.
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