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L’ASSASSINO DI SISTER GEORGE – THE KILLING OF SISTER GEORGE
di Robert Aldrich
Cast: Beryl Reid, Susannah York, Coral Browne, Ronald Fraser, Patricia Medina, Hugh Paddick, Cyril Delevanti
Nazionalità e anno: USA, 1968
Distribuzione: 01 distribution
Edizione: italiano, inglese
Sottotitoli: italiano
Audio: dolby-digital 2.0
Schermo: widescreen anamorfico 1.85:1
Durata: 133’
Extra: Assenti.
Note: Ottimo l’audio che esce fluido ed armonico dalle casse. La qualità video risente del tempo con colori spenti, non perfettamente tarati e con un’eccessiva sgranatura. Gli extra non ci sono ma per un film del genere non importa, l’importante è avere il film. In Italia uscì una versione tagliata della durata complessiva di 112 minuti, qui viene proposta la versione integrale del film di 133 minuti.
Regione: 2
Sito ufficiale: www.01distribution.it
Qualità artistica: Buona
Qualità immagine: Ottima
Qualità audio: Ottima
Qualità extra: Discreta
4 e mezzo
Il genio di Aldrich ci offre questo film dai toni “duri e sgradevoli” sul mondo della televisione e dell’entertainment più in generale. Un film che ha come sottotrame temi forti come il mondo al femminile e i rapporti lesbici. All’epoca della sua uscita in Italia il film fu tagliato di oltre 20 minuti, questa versione reintegra le sequenze eliminate e ritorna al montaggio originale di Aldrich.
Come detto un film sulla televisione e sui programmi tv e sui rapporti amorosi tra donne, che Aldrich disvela in tutta la loro durezza, tra rapporti sado-maso (verbali e comportamentali) e di assoluta dipendenza l’una dall’altra. Un tema scottante (pensando che il film ha circa 40 anni) che Aldrich non ha paura di mostrare, anzi rimesta nel gran “pastone” fondendo i due temi in unico assieme, dandogli una forza e una crudezza che solo lui poteva offrire. Una perfetta messa in scena di questa rappresentazione impietosa e variazione sul mondo dello spettacolo. Un mondo rappresentato come una realtà/irreale corrotta e squallida, con risvolti espliciti nella grottesca rappresentazione del rapporto tra June (la vecchia attrice) e Alice (la sua giovane amante e succube dall’altra). “Mai rivolta contro l’establishement era stata più angosciosa ed impotente, sterile nella sua inerzia” (Claver Salizzato), una rivolta che Aldrich mostra senza "veli" per offrire allo spettatore uno spaccato di verità in un mondo grottesco e squallido. Il personaggio di June, l’attrice di mezza (ed oltre) età che nella metafinzione interpreta Sister George nel serial televisivo per la BBC, è un personaggio perdente, sin dall’inizio si manifesta questa sua condizione. Beve, si ubriaca, sottomette in modo meschino la sua amante Alice perché sente che l’età corre impietosa, come corre il serial e cui lavora da oltre 4 anni e dove ormai ha fatto il suo tempo. Un ruolo, quello di Sister George che deve sparire e la produzione non trova di meglio che farlo sparire con la sua morte che avviene in un incidente stradale. Dal momento che June sa di “dover morire” e quindi uscire dalla trasmissione aumenta il suo tasso alcolico e il suo rancore verso la tv e verso l’umanità intera, compresa Alice. Questa dapprima cerca di starle accanto, ma quando si vede rifiutata e soprattutto maltrattata andrà con un'altra donna, Mercy Croft, una dirigente della BBC. June rimarrà sola con i suoi ricordi, la sua amarezza e il suo odio verso gli altri ma anche verso se stessa. Ormai è sola e quindi non può che rivolgere tutto il suo dolore che verso se stessa. Film da non perdere assolutamente sia perché è un anticipatore dei tempi, sia perché attraverso la forte struttura teatrale Aldrich mette in piedi un dramma greco imponente e impotente, ma di grandissima levatura artistica. I dialoghi, molto lunghi, non sono mai banali, tutt’altro e i silenzi (pochi) sono altrettanto incisivi. Un film fatto di chiaroscuri come tutta la vicenda… Un grandissimo film di uno dei nostri registi preferiti (ma questo non dovremmo dirlo, forse)…
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popper79 ha scritto:
Anch'io sono un amante di Aldrich e di tutto il cinema americano degli anni '60/'70, e questo film era da tempo che lo cercavo perché era uno dei pochi che non ero riuscito a vedere. Quindi grazie a te per la buona recensione e grazie al distributore per averlo editato e grazie, soprattutto ad Aldrich per averlo fatto...
Lun, 03/04/2006 - 16:59



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