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MADAGASCAR 2

di Eric Darnell, Tom McGrath

Sceneggiatura: Etan Cohen
Montaggio: Mark A. Hester
Musiche: Hans Zimmer
Interpreti: (voci originali di) Ben Stiller, Chris Rock, David Schwimmer, Jada Pinkett Smith, Sacha Baron Cohen, Alec Baldwin
Produzione: DreamWorks Animation
Distribuzione: UIP
Nazionalità ed anno: USA, 2008
Durata: 89'
Data di uscita:
19 dicembre 2008
Titolo originale: Madagascar: Escape 2 Africa
Sito italiano

MADAGASCAR 2
3

Li avevamo lasciati sulle spiagge del Madagascar a bordo di una nave senza carburante, convinti di essere sulla strada di casa. Ma, per fortuna di Alex il leone, Marty la zebra, Gloria l'ippopotamo e Melman la giraffa, i pinguini sono ancora in giro, e hanno un piano. Il risultato è la nascita della AirPinguin, compagnia aerea di un solo velivolo, che decolla dalla foresta dei lemuri grazie a una elaborata propulsione a fionda.
A bordo, insieme alla banda di New York, salgono anche l'inquietante re Julien (peccato perdersi il doppiaggio originale di Sacha Baron Cohen) e il suo galoppino Maurice, mentre il lemure lacrimoso e autolesionista Mort è costretto a viaggiare appiccicato alla carlinga. La meta è ovviamente la Grande Mela, ma i nostri non ce la faranno nemmeno questa volta, e finiranno per precipitare in una riserva naturale in Africa. Che sia la volta buona per un ricongiungimento con la Natura?
Talvolta i sequel sono una stanca ripetizione di un primo capitolo di successo, qualche altra volta i primi capitoli di successo finiscono per sembrare, a conti fatti, un banco di prova per sequel meglio riusciti. È questo il caso del secondo Madagascar, che ripropone a un pubblico di qualsiasi età le gag più efficaci del primo film (la vecchietta aggressiva, l'ipocondria di Melman, la comicità surreale di re Julien e l'indicibile mancanza di scrupoli dei pinguini) e le inserisce in una struttura narrativa più complessa e meglio ritmata. Il plot centrale non è decisamente niente di nuovo: anzi, c'è una tale inflazione di problematici rapporti padre-figlio nella produzione a cartoni animati degli ultimi anni che non si sentiva la mancanza di un'ennesima ripetizione. In pratica, la riserva dove precipitano gli animali civilizzati non è altro che il luogo di origine di Alex, che ritrova mamma Leonessa e papà Re Leone. Salvo che quest'ultimo non si immaginava proprio di avere un figlio performer e ballerino, e lo vorrebbe possibilmente più mordace. Mentre lo scontro leonino si consuma, però, ne succedono di tutti i colori, dal triangolo tra Gloria, Melman e un ippopotamo sexy che risponde al nome di Moto Moto all'inopportuna presenza di un gruppo di newyorkesi nella giungla, dai sacrifici del re Julian agli dei della pioggia ai pinguini imprenditori che negoziano col sindacato delle scimmie.
Ogni personaggio è ben delineato e adeguatamente sfruttato, l'umorismo verboso raggiunge il picco, la possibile lezione morale dello scontro natura-civiltà viene ancora una volta rimandata e, dovunque siano, i newyorkesi sono sempre la razza più pericolosa. Tra le battute memorabili, un'uscita di Gloria, novella Carrie Bradshaw, che ci informa che le due cose di cui New York è carente sono i parcheggi e gli ippopotami maschi.

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