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L'OSPITE INATTESO

di Tom McCarthy

Sceneggiatura: Tom McCarthy
Fotografia: Oliver Bokelberg
Montaggio: Tom McArdle
Musiche: Jan A.P. Kaczmarek
Costumi: Melissa Toth
Interpreti: Richard Jenkins, Hiam Abbass, Haaz Sleiman, Danai Gurira
Produzione: Groundswell Productions, Next Wednesday Productions, Participant Productions
Distribuzione: Bolero Film
Nazionalità ed anno: Usa, 2008
Durata: 103'
Data di uscita: 5 dicembre 2008
Titolo originale: The visitor
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Trailer

L'OSPITE INATTESO
3

Il professor Walter Vale è un antipatico e avvizzito docente di Economia presso l'università del Connecticut. Vedovo da cinque anni, ha perso qualunque scintilla di passione verso il lavoro, la vita e tutto il resto. L'equilibrio precario che incastra la sua quotidianità grigia e monotona s'infrange per puro caso: ed ecco una catena di insospettabili anelli congiungere individui agli antipodi, fino a stravolgere la percezione del mondo di ciascuno e la lente più o meno distorta con cui guardarsi attorno.
Tornato nella sua casa newyorchese per affrontare di malavoglia un congresso di settore, infatti, Walter trova l'appartamento abitato da una coppia di sconosciuti, il siriano Tarek e la sua compagna africana Zainab, palesi vittime di un raggiro. Accettando di ospitare i due giovani clandestini finché non saranno in grado di trasferirsi, Walter compie un primo passo al di fuori del suo ermetico guscio. L'amicizia tra loro sorge a passo di musica (e a un passo dal cliché), ma l'arresto ingiustificato del solare Tarek pone il professore davanti ad una scelta: lasciare che la vicenda segua il suo corso o interessarsene in prima persona. Mettendosi in gioco fino in fondo, Walter visiterà Tarek in carcere e incontrerà l'affascinante madre del suo insolito amico, ulteriore ospite inattesa. Assieme affronteranno l'aspetto peggiore della paranoica burocrazia Usa post 9/11 e una tenera parvenza d'affetto naif, che non guasta mai.
Felicemente accolto sia al Sundance che al Toronto Film Festival, L'ospite inatteso è già riuscito a conquistare le platee Usa con la quieta forza di un racconto ben costruito e un gioco non banale lungo il fil rouge della multiculturalità. Il tema è già stato ampiamente esplorato, si dirà: ma, grazie al discreto talento dello sceneggiatore e regista Tom McCarthy, ecco una buona storia reggere l'impatto col grande schermo a suon di tamburi afro e musica classica. Il retrogusto dolceamaro di questo monumento al senso di colpa liberale riesce nel didascalico intento senza appesantire particolarmente la narrazione. L'interpretazione del primo attore Richard Jenkins, caratterista visto di recente nel delizioso A prova di spia coeniano, vale senz'altro una menzione per intensità e verosimiglianza, come pure quella dei validissimi comprimari: il cast è il vero punto di forza di un'opera armata delle migliori intenzioni, ma anche di un'ingenuità semplicistica e un po' retorica nel tratteggiare la redenzione dell'odioso professore nell'arco di poche accidentali battute. Merita visione e, forse, lacrimuccia commossa: ma, a luci accese in sala, meglio rimboccarsi le maniche.

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