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YADASHT BAR ZAMIN (Tracce sulla Terra)
di Ali Mohammad Ghasemi
Regia: Ali Mohammad Ghasemi
Sceneggiatura: Ali Mohammad Ghasemi
Fotografia: Ali Mohammad Ghasemi
Montaggio: Ali Mohammad Ghasemi
Musica: Jean-Guy Véran
Interpreti: Hossein Moslemi, Asiyeh Bakhshizad, Shirin Ghasemi
Produzione: Iranian Young Cinema Society, Ali Mohammad Ghasemi
Formato: 35 mm., col. e b/n
Nazionalità ed anno: Iran, 2005
Durata: 78'
Un padre disperato, quando gli nasce una figlia morta, chiede a Dio la spiegazione dell’evento drammatico. Ma non ha risposta. Un giorno, osservando gli uomini del proprio villaggio che si divertono in modo scomposto e volgare, capisce che Dio gli sta inviando un messaggio: il figlio gli è stato sottratto per non farlo vivere in quel mondo osceno, e lui come un’arma divina dovrà uccidere tutti i bambini del villaggio per lo stesso motivo, trasformandosi in un “serial killer religioso”, che quando verrà scoperto dalla folla inferocita subirà le conseguenze delle sue gesta orribili perpetrate in nome di Dio.
Film intenso sul fanatismo religioso, e sulle sue conseguenze estreme, ambientato in un Iran insolito, fatto di vento, neve e nebbia, che ben accompagna il corpo della storia, tra improvvise folate di follia religiosa, mente annebbiata dal dolore e dalla cieca lealtà nelle fede, e fioccanti parole che nelle sue infinite litanie tramortiscono lo spettatore sino a renderlo partecipe di questa storia particolare sia nel plot che nell’ambientazione. Un dolore che sgorga incessante dalla pellicola per tutto il tempo, prima quello del padre che vede la propria nascitura già morta, poi il dolore delle madri che perdono i loro figli in virtù di “un’illuminazione” distorta della religione. Una profonda e amara riflessione sul mondo odierno fatto di poche certezze e poca realtà e molta fede nell’ignoto e nell’invisibile, ma d’altronde cosa ci si può aspettare da un mondo che sta ricreando le Crociate?
Ali Mohammad Ghasemi è nato nel 1970 ed ha iniziato la sua carriera cinematografica a soli 15 anni, spaziando dalla fotografia, al montaggio, alle riprese. Ha diretto cinque cortometraggi, selezionati in numerosi festival internazionali, il penultimo dei quali, Biganeh Va Boumi, è stato presentato alla Semaine de la Critique di Cannes nel 2001.


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