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NEVER BACK DOWN
di Jeff Wadlow
Sceneggiatura: Chris Hauty
Montaggio: Victor Du Bois, Debra Weinfield
Fotografia: Lukas Ettlin
Musiche: Michael Wandmacher
Interpreti: Sean Faris, Djimon Hounsou, Amber Heard, Cam Gigandet, Evan Peters, Leslie Hope
Produzione: Summit Entertainment, Mandalay Pictures, BMP Films, Mandalay Independent Pictures
Distribuzione: Medusa
Nazionalità ed anno: Stati Uniti, 2008
Durata: 110'
Data di uscita: 28 novembre 2008
Titolo originale: id.
Sito ufficiale
Teen-movie testosteronico che esalta gli stereotipi di genere, Never Back Down ha per protagonista il sintetico Ken della Mattel, a cui la Fata Turchina ha concesso di diventare un bambino vero e andarsene a vivere a Orlando. Giunto nella patria di Topolino, Ken/Jake si accorge di essere approdato nel paradiso dell'adolescente maschio, popolato di ragazze in minikini anche a Natale e di macchine scintillanti.
Tutti sembrano avere un tenore di vita da membro cadetto della famiglia Onassis, ma il meglio equipaggiato è Il Bullo della Scuola, prevedibilmente accoppiato con La Bella&Bionda della Scuola, e in sovrappiù (e qui sta il nucleo tematico della storia) campione di arti marziali miste.
Jake, invece, è un vero outsider: va in autobus, sfoggia camicie a quadrettoni, è figlio di madre vedova che di mestiere fa la cameriera (di conseguenza non vive in un palazzo con le torri merlate e due piscine, ma in un dignitosissimo appartamento multivani), esibisce persino una qual cultura in materie classiche, rispondendo a una domanda sull'Iliade (trasecoliamo). Eppure si fa la fama del fico. E perché mai? Perché un suo solerte ex-compagno di scuola ha postato su YouTube il video di lui che nel corso di una partita di football finita in rissa fa a letteralmente a pezzi un avversario. Il Bullo della Scuola non mette dunque tempo in mezzo e lo fa a sua volta a pezzi nel corso di un improvvisato e apparentemente amichevole incontro di arti marziali miste. Jake attinge al suo notevole patrimonio di rabbia interiore (si sente in colpa per la morte recente del padre beone) e si attrezza per la tremenda vendetta, addestrandosi in una palestra dove si trova un mentore, anch'egli psicologicamente involuto e irrisolto causa traumi passati in cui c'entra una figura paterna. Lo scontro finale si avvicina, ma nel frattempo a Jake va di bene in meglio: La Bella&Bionda molla Il Bullo e si luma Jake in una scena porno-soft; la madre di Jake smette incomprensibilmente di preoccuparsi che glielo riportino a casa in una pozza di sangue e gli paga la palestra; il mentore ci pensa un po' su e giunge alla conclusione che sì, va bene che Jake si faccia riportare a casa in una pozza di sangue dopo un illegalissimo torneo di arti marziali miste in cui si suppone debba consumarsi il suddetto scontro finale. Perché Jake è un buono, e combatte solo per non doverlo fare più: la dinamica maestro-allievo si capovolge quando quest'ultimo incita il mentore a combattere per superare i traumi passati.
Achtung spoiler: il trauma passato del mentore consiste nel non aver dissuaso il fratello lottatore da prendersi a manate con un avversario inferiore ma riottoso, che una volta sconfitto era tornato a casa, aveva preso l'artiglieria e aveva fatto fuori il fratello del mentore. Dal canto suo Jake ha un avversario evidentemente psicopatico e riottoso, che Jake ha intenzione di sconfiggere sanguinosamente in modo da ristabilire la pace. Il parallelo non regge, ma il mentore se la beve, e contento lui.
Contenti un po' meno noi, costretti ad assistere a due ore filate di machismi sfacciati in confezione deluxe, con montaggio sincopato, lo spot della proloco di Orlando e pure una deriva buonista d'accatto. Deriva che serve allo spettatore per sentirsi un po' meno in colpa, dato che il picco emotivo del film consiste evidentemente in due ragazzini che si spaccano le ossa (si vede chiaramente in inquadrature-radiografia che fanno il verso a Cinderella Man), madre, fidanzata e mentore permettendo.



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