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SE CHIUDI GLI OCCHI
di Lisa Romano
Soggetto e sceneggiatura: Lisa Romano
Fotografia: Stefano Paradiso
Montaggio: Giuseppe Pagano
Scenografia: Maria Laura Artini
Costumi: Beatrice Giannini
Musiche: Roy Paci
Interpreti: Giovanna Di Rauso, Anna Foglietta, Nino Frassica, Mehmet Gunsur, Ignazio Oliva, Alisa Bystrova, Yoon C. Joyce, Guia Jelo
Produzione: Fabrizio Lori e Pacifica Artuso per Matrix Film
Distribuzione: A.B. Film
Nazionalità ed anno: Italia 2008
Durata: 90'
Data di uscita: 28 novembre 2008
Titolo originale: id.
Sito ufficiale
Note: Annecy Cinéma Italien 2008: Grand Prix; Festival Du Film Italien De Villerupt 2008: In concorso
Veronica è single, ha 35 anni e un figlio di 17. La sua vita è serena e regolare: lavora in un negozio di dischi, contemporaneamente si prende cura di suo figlio Andrea, con il quale cerca di instaurare più un rapporto di amicizia che quello classico tra madre e figlio e, appena può, coltiva la sua grande passione per la musica cantando nei locali. Improvvisamente la sua vita ha un brusco cambiamento.
Una macchina sbanda, invade la corsia che Veronica sta percorrendo alla guida della sua auto e finisce in mare. In stato di shock, la donna continua a guidare senza fermarsi, cercando solo di fuggire da tutto e da tutti. Arrivata a casa però è distrutta e si confida tra le lacrime alla sua migliore amica Sara. La quale, pragmaticamente, cerca di "coprire le prove", così aiuta l'amica a mettere la macchina in garage. La situazione si complica quando, durante le operazioni di recupero dell'auto in mare e del conducente, si viene a scoprire che nel bagagliaio della vettura vi era un cadavere di una donna vittima di un espianto d'organi. La polizia decide di non diffondere la notizia del cadavere ed avvia le indagini avvalendosi di un collaboratore esterno alla polizia. Veronica, mentre guarda il telegiornale viene a scoprire che, l'uomo alla guida della vettura finita in mare si trova ricoverato in coma all'ospedale. A questo punto vorrebbe andare a trovarlo ma la sua amica le sconsiglia di farlo, per non destare sospetti nella polizia di un suo coinvolgimento nella vicenda. Nel frattempo Sara, che è attrice di professione, tra un provino e l'altro alla ricerca di un ruolo da interpretare, rincontra Alì, un attore turco conosciuto qualche tempo prima in un cast pubblicitario. Per Sara è amore a prima vista, ma scoprirà presto che è proprio Alì a svolgere alcune indagini per conto della polizia e che sta alla ricerca della donna vista quel giorno sul luogo dell'incidente. Così per Sara e Veronica l'unica via d'uscita non rimane che la fuga che si rende ancor più facile quando Sara viene in possesso di un portafoglio di un cinese coinvolto nel traffico d'organi. Convince così Veronica a travestirsi da cinese con l'aiuto di un truccatore e a prenotare un volo verso una vita migliore.
Un'opera prima che si muove su molti (forse troppi) binari. Un film che vorrebbe essere una commedia, un giallo, un noir, un film romantico con tanto di storia d'amore tra un turco e una siciliana. Ma sembra che l'intento principale della regista Lisa Romano sia stupire in ogni istante lo spettatore, portandolo sempre in un nuovo "contesto", senza però rendersi conto che fuori contesto poi ci finiscono i personaggi. Troppe parole, troppi dialoghi didascalici, troppe immagini compiaciute che, se per un attimo attirano l'attenzione dello spettatore, alla fine lo distraggono dalla storia. A perdere il ritmo molto spesso è anche la recitazione delle protagoniste che risulta a volte eccessiva nelle fasi drammatiche, quasi surreale durante i provini di teatro sperimentali a cui si presenta Sara, e infine grottesca quando nel finale c'è la trasformazione di Veronica in un uomo d'affari cinese. Sempre misurata e perfettamente calibrata è, invece, l'interpretazione di Nino Frassica che, pur non avendo un ruolo da protagonista, risulta un anello chiave della storia. Credibile e piacevole anche la prova di Mehmet Günsür, "l'infiltrato", che ritrae un uomo straniero perfettamente integrato in un contesto sociale diverso dal suo.
Peccato perché in un film, dotato di una colonna sonora bella e suggestiva dove si ritrovano fuse sonorità attuali ed echi della tradizione siciliana, la scommessa, di unire attori di diverse nazionalità e contaminare la sceneggiatura con più generi filmici poteva vincersi, non fosse stato per la voglia di stupire a tutti i costi e per l'inserimento di una dimensione metateatrale che invece di alleggerire il contesto finisce per appesantirlo.



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