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SOLO UN PADRE… ED UN BEBÈ
Il nuovo film di Luca Lucini, protagonista Luca Argentero, esce al cinema venerdì 28 novembre (Warner)
Non fatevi ingannare dal marchio di Tre metri sopra il cielo. Solo un padre, ultimo film del "mocciano" Luca Lucini, è una pellicola matura, che tratta con delicatezza e garbo un tema nuovo per il cinema italiano, quello dei "ragazzi padre". "L'equilibrio tra il dramma e la commedia - dice Lucini - era la sfida che mi ero posto quando ho letto il romanzo da cui abbiamo tratto la storia, che aveva già in sè questa doppia atmosfera, dove quella più leggera nascondeva un dramma. Ero preoccupato dal risultato finale ma alla fine la sensazione è quella di star assistendo ad una vita vera".
Obiettivo confermato anche da Luca Argentero, protagonista e insolito papà: "La pellicola tenta di ricalcare l'onda della vita, gli alti e i bassi che accadono nella vita di tutti. Ho guardato il film da spettatore e ho riconosciuto una vita normale, ed è questa la sua forza". Lo troviamo così dietro ai bagnetti e ai pianti notturni della piccola Sofia, vero centro e motore di tutta la storia. "Fare il padre ha problematiche particolari - racconta Argentero - per fortuna Lucini è un giovane padre, e tante cose me le ha indicate lui. Maneggiare un esserino di sette mesi con naturalezza è importante, perchè all'inizio sei tutto timoroso di fargli male, per cui hai paura di tenerlo in braccio. Dopo un po' per fortuna ho preso confidenza con le due gemelline che fanno Sofia nel film, ed è stato fantastico".
Importante spalla è Diane Fleri, che con il suo brio e la sua energia contribuisce in gran parte alla rinascita morale e sentimentale del protagonista: "Il mio lato francese - racconta - per cui sono una giovane donna arrivata da oltralpe per fare ricerca, non è una nota di sceneggiatura, l'abbiamo deciso con Luca prima di iniziare a girare". Poi tiene ad aggiungere che "sono testimonial di AiB, associazione che si occupa di tutti i bambini abbandonati. E' un modo di aiutare gli altri, il prossimo, cosa che cercavo di fare da tempo, ed è fantastico che coincida con l'uscita di questo film che racconta in modo così bello i bambini".
Una notevole importanza nella pellicola la riveste il lavoro di Argentero, quello del chirurgo dermatologo, e Torino, città nella quale è ambientato il film. "Il protagonista ha questo lavoro un pò metaforico, di medico estetista che cerca di nascondere i difetti delle persone, rifargli una vita nuova artificialmente, e riveste un'importanza fondamentale nel film. Abbiamo ragionato molto su dove ambientarlo, volevo una città invernale e Torino era perfetta."



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