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NESSUNA VERITÀ

di Ridley Scott

Sceneggiatura: William Monahan
Fotografia: Alexander Witt
Montaggio: Pietro Scalia A.C.E.
Musiche: Marc Streitenfeld
Scenografia: Arthur Max
Costumi: Janty Yates
Interpreti: Leonardo di Caprio, Russel Crowe, Mark Strong, Golshifteh Farahani, Oscar Isaac, Ali Suliman, Alon Aboutboul
Produzione: Scott Free/De Line Pictures
Distribuzione: Warner Bros Picture Italia
Nazionalità ed anno: USA, 2008
Durata: 128'
Data di uscita: 21 Novembre 2008       
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NESSUNA VERITÀ
2
Iraq (e dintorni), mon amour. Sdoganata la frontiera della guerra work in progress contro il terrorismo, le incursioni del cinema in quei lidi sono sempre più frequenti. Scott porta avanti le lancette del tempo e torna sul luogo del delitto: crociate ieri, crociate oggi poco cambia. Ancora meno cambia lo sguardo dell'ultimo cinema di Scott: orizzontale e superficiale, il regista britannico va in automatico lungo il circuito più facile confezionando uno dopo l'altro pacchi regalo dallo stesso contenuto ma dal diverso imballaggio: dai toni blu/neri di American Gangster a quelli giallo/arancioni del Medio Oriente c'è solo la differenza intrinseca di ogni copia-carbone, ma per il resto tutto viene giocato sulle stesse frequenze.
Nessuna verità porta il vestito della festa, quello che abbaglia gli invitati nella speranza di portarsi qualcuno a letto, perfino tra i più difficili. C'è il tema della verità e della bugia, delle fiducia e della moralità, perfino, Dio ce ne scampi, la tortura e l'amore, ultimi scialbi ritocchi per conquistare proprio tutti. Occhiolini sbattuti ogni un due tre: c'è anche la telecamera, eco sbiadita di un Redacted già redatto, che dovrebbe fare la parte del testimone eccellente salvo dimenticarsene quando arriva il settimo cavalleggeri della Hollywood schiaccia sassi: gli Indiani sono sempre i cattivi, è una cosa chiara come il sole. John Wayne/Di Caprio ha anche una conversione sulla via di Damasco: meglio l'amore in Giordania, la squaw che ho incontrato, lei non è come gli altri, lei è buona.
Pseudo western con esplosioni sparatorie rapimenti torture alla conquista della frontiera medio orientale, dove la legge sono io, dove tutto è pittoresco sfondo dipinto sulle pareti degli studios e le divise sono tutte lucide e pulite, il distintivo che risplende al sole. Manca il melbooksiano svelamento del gioco retorico, ma Nessuna verità è Retorica a partire dal titolo mal italianizzato o meno che sia:  nessuna orda di cowboy uscirà dal set invadendo gli altri, facendo esplodere il sistema dall'interno.
Alla fine della storia i cowboy continueranno a sparare agli Indiani, perché è questo l'ordine naturale delle cose. Nei deserti a ridosso della Monument Valley, come in Iraq o in Giordania che sia.

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