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GALANTUOMINI
di Edoardo Winspeare
Soggetto: Edoardo Winspeare, Alessandro Valenti
Sceneggiatura: Andrea Piva, Alessandro Valenti, Edoardo Winspeare
Fotografia: Paolo Carnera
Montaggio: Luca Benedetti
Musiche: Carmen Consoli
Scenografia: Sabrina Balestra
Costumi: Silvia Nebiolo
Interpreti: Donatella Finocchiaro, Fabrizio Gifuni, Gioia Spaziani, Beppe Fiorello, Marcello Prayer, Lamberto Probo, Giorgio Colangeli
Produzione: Acaba Produzioni, in collaborazione con RAI CINEMA e il contributo della Direzione Generale per il Cinema del Ministero dei Beni e delle Attivita' Culturali
Distribuzione: 01 Distribution
Nazionalità ed anno: Italia, 2008
Durata: 100'
Data di uscita: 21 novembre 2008
Titolo originale: id.
Sito ufficiale
Trailer
Note: 3. Festival Internazionale del Film di Roma - in concorso
Lui e lei, ragione e sentimento, le caserme e la macrocriminalità, il mare e i pomodori secchi. A voler mutilare con leggerezza il bel film di Edoardo Winspeare si riesce facilmente gridando al cliché, a patto d'ignorare i numerosi pregi che costruiscono un impianto solido e un racconto scorrevole. Occorrerebbe invece valutare con buonsenso il panorama cinematografico circostante: a quest'ora della notte, in un'Italia sempre più incomprensibilmente povera di spunti e perizia, un film ben fatto è automaticamente un buon film.
Un cast efficacemente in parte traghetta il bilancio in positivo, nonostante l'originalità mancata della già raccontatissima storia, e le spalle virtualmente larghe di Winspeare sdrammatizzano eventuali recriminazioni. "È un melò costruito su uno scheletro noir. Ho conosciuto personalmente donne boss mentre tenevo lezioni di cinema in carcere: da anni volevo raccontarne il fascino perverso e la forza in un mondo fatto di maschi stupidi e cialtroni", chiarisce il regista in conferenza stampa alla III edizione del Festival Internazionale del film di Roma. "Per prepararci alle riprese abbiamo parlato moltissimo con due grandi magistrati salentini, Cataldo Motta e Leone De Castris", racconta il protagonista maschile Fabrizio Gifuni: "tenevamo soprattutto alla credibilità della storia, perciò volevamo avere un'idea precisa del ventaglio di possibilità che si potessero presentare ad un personaggio come il mio Ignazio De Raho, integerrimo giudice innamoratosi della donna braccio destro di uno dei vertici della Sacra Corona Unita". A prestar volto e durezza a Lucia Rizzo, questo crudele quanto sensuale oggetto d'amore impossibile e ricambiato, è Donatella Finocchiaro, che sorride: "Mi sono tolta qualche soddisfazione interpretando una donna di potere tanto forte: comanda incontrastata sugli uomini e ha una sua individualità ben definita, pur all'interno di una struttura di regole deviate quale quella della criminalità organizzata. Ho trovato la giusta ispirazione negli occhi fieri delle donne salentine". È infatti la Puglia anni Novanta a riempire lo schermo di estetica desaturata e tutto il cielo azzurro delle migliori cartoline nostrane. "Non è questione di stereotipi", puntualizza il regista. "Impossibile non riprendere la bellezza paesaggistica, è parte inscindibile della splendida terra dalla quale provengo. Volevo portare sullo schermo l'isola felice della mia infanzia e i contrasti violenti che l'hanno macchiata dalla fine degli anni Ottanta in poi. Oltre ad essere una vicenda di amore impossibile, Galantuomini è anche l'affresco di una perdita d'innocenza di portata più vasta". Dipinto con tocco felice, ci permettiamo d'aggiungere noi.



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