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HARIKOMI (STAKEOUT)

di Yoshitaro Nomura

Cast: Minoru Ohki, Takahiro Tamura, Seiji Miyaguchi, Hideko Takamine, Kin Sugai
Nazionalità e anno: Giappone, 1958
Distribuzione: Minerva - RaroVideo
Edizione: giapponese
Sottotitoli: italiano
Audio: dual mono 2.0
Schermo: widescreen anamorfico 2.35:1
Durata: 111'
Extra: Intervista al critico Tamaki Tsuchida (18'52").
Note: Prodotto di buona qualità. Audio potente e ben distribuito grazie ad una buona masterizzazione del suono che esce compatto e brillante nonostante sia un dual mono. Bene la qualità dell'immagine, appena sgranata, ma da un buon bianco e nero, molto nitido e ben definito, dall'ottimo contrasto per una visione pregevole.
Buoni gli extra anche è solo un'intervista. Ma tutta da ascoltare su questo maestro del cinema mondiale.
Regione: 2
Sito ufficiale:
http://www.01distribution.it/
Sito ufficiale:
http://www.rarovideo.com/
Titolo originale: Harikomi
  

Qualità artistica: Cult
Qualità immagine: Discreta/Buona
Qualità audio: Buona
Qualità extra: Buona

3
HARIKOMI (STAKEOUT)
5

Il grande Nomura (Yoshitaro) ci da un grande lezione di cinema con questo noir atipico e fuori da ogni schema, dove tensione e sentimenti sono in stretta connessione tra loro. Una storia che vede come protagonisti persone qualunque, che fanno cose assolutamente usuali e che si nutrono delle funzioni basiche della vita in un grande affresco di vite sospese e in attesa di qualcosa che possa cambiare il olro flebile corso di vita... Vite che sono "tutte" in attesa di un evento: dai poliziotti che sono appostati nella pensione davanti alla casa dove il ricercato che stanno cercando potrebbe "apparire", sino alla donna che abita la dentro e dove è moglie schiava di un uomo avido che l'ha sposata solo per fare da madre ai suoi figli. Una donna in attesa che forse torni il suo vecchio amore per "iniziare" a vivere. Quindi sono vite sospese nel tempo e nel luogo, in quel limbo che non porta a nulla se non all'annullamento delle individuo con conseguente azzeramento dei sentimenti. Come quelli del poliziotto, che in quei lunghi giorni di attesa ha modo di riflettere sul suo rapporto mai "esploso" con al sua fidanzata, che è rimasta tale per tempo immemore. Quindi un lassismo fisico come quello dei sentimenti e degli amori. Amori che non hanno il loro iter abituale e "normale" ma che si perdono nei meandri di vite non vite che lasciano dietro di loro il vuoto...
Amori, passioni, sentimenti, emozioni azzerate dalla paura di viverle sino fondo, ma anche di paura di vivere la vita. Quindi si preferisce rimanere in quella situazione stagnante che fa rimanere impantanati nelle fosse e nelle trappole che la vita riserva,s senza, però, la precisa volontà di fare qualcosa per uscirne...
E questa è la grande lezione che ci da Nomura con questo suo cinema alto, fatto di sentimenti che non vengono "detti" ma vengono mostrati nella loro interezza con la forza delle immagini. Una declinazione di vero cinema che raggiunge vette altissime nel lungo inizio del viaggio in treno dei due poliziotti nel loro spostamento da Tokyo sino alla piccola cittadina (un viaggio che dura un'eternità e che ci mostra un altro mondo) e nel finale, raro esempio di sintesi cinematografica per immagini che ci mostra l'illusione e il disincanto... Un film sontuoso che non si può non vedere...

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