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PIETRO GERMI – I GRANDI REGISTI DEL CINEMA ITALIANO – Cofanetto con 4 film
di Pietro Germi
IL BRIGANTE DI TACCA DEL LUPO
di Pietro Germi
Cast: Amedo Nazzari, Fausto Tozzi, Saro Urzì, Cosetta Greco, Aldo Bufi-Landi, Amedeo Trilli, Natale Cirino, Vincenzo Musolino, Alfredo Bini
Nazionalità e anno: Italia, 1952
Distribuzione: Dolmen Home Video
Edizione: italiano
Sottotitoli: italiano per non udenti
Audio: dual mono
Schermo: letterbox 4/3 1.33:1
Durata: 93'
Extra: Ricordo di Pietro Germi: Mario Monicelli racconta la sua amicizia con il regista (5'07"); Recensioni del tempo; Filmografie.
Note: Buono l'audio, equilibrato ed equalizzato per un suono cristallino ed assolutamente pulito da qualsiasi imperfezione in questa nella versione rimasterizzata.
Bene anche la qualità dell'immagine, con un Bianco e Nero ben tarato nei toni, dall'ottimo contrasto grazie al buon lavoro di restauro per un immagine luminosa che non presenta nessun problema di rilievo.
Il film è proposto nel formato letterbox.
Extra non copiosi, ma il ricordo di Monicelli su Germi è una stilla di grande saggezza e di grande passione verso un uomo mai soddisfatto di se stesso.
Regione: 2
Sito ufficiale: http://www.dolmenhv.it/
Sito ufficiale: http://www.emik.it/
Titolo originale: Il brigante di Tacca del Lupo
Qualità artistica: Buona/Ottima
Qualità immagine: Buona
Qualità audio: Buona
Qualità extra: Buona
L'UOMO DI PAGLIA
di Pietro Germi
Cast: Pietro Germi, Franca Bettoja, Luisa Della Noce, Edoardo Nevola, Saro Urzì, Romolo Giordani, Milly Monti
Nazionalità e anno: Italia, 1958
Distribuzione: Dolmen Home Video - Collana Cristaldi Film
Edizione: italiano
Sottotitoli: italiano per non udenti
Audio: dual mono
Schermo: letterbox 4/3 1.33:1
Durata: 104'
Extra: Intervista a Mario Sesti (16'54"); Presentazione cinematografica originale (4'38"); Filmografie.
Note: Buono l'audio, equilibrato e senza grandi imperfezioni, nitido e ben definito per un ascolto di buona qualità.
Bene anche la qualità dell'immagine, con un Bianco e Nero ben tarato nei toni e nelle sfumature, ben contrastato. Non si notano grandi imperfezioni.
Il film è proposto nel formato letterbox.
Extra più che soddisfacenti. Interessante l'intervista a Mario Sesti, straordinario il trailer originale, un piccolo film...
Regione: 2
Sito ufficiale: http://www.dolmenhv.it/
Sito ufficiale: http://www.emik.it/
Titolo originale: L'uomo di paglia
Qualità artistica: Buona
Qualità immagine: Buona
Qualità audio: Buona
Qualità extra: Buona
DIVORZIO ALL'ITALIANA
di Pietro Germi
Cast: Marcello Mastroianni, Stefania Sandrelli, Daniela Rocca, Leopoldo Trieste, Odoardo Spadaro, Lando Buzzanca, Sandra Milo
Nazionalità e anno: Italia, 1961
Distribuzione: Dolmen Home Video - Collana Cristaldi Film
Edizione: italiano
Sottotitoli: inglese, francese, italiano per non udenti
Audio: dual mono originale, dolby-digital 5.1
Schermo: widescreen anamorfico 1.77:1
Durata: 100'
Extra: Germi e il suo cinema - Le tematiche (0'32"), L'amore per le cose (0'16"), Festival e premi (0'28"), La moralità attraverso il cinema (0'53"), Poco amore per le cose (0'34"); Ciak provini: Stefania Sandrelli (5'14), Daniela Rocca (3'37"); Speciale Sandra Milo (4'44"); Intervista a Stefania Sandrelli (5'56"); Intervista a Lando Buzzanca (6'46"); Intervista a Ennio De Concini (7'08); Galleria fotografica (1'58"); Locandina originale (); Premi Cristaldi Film (1'04").
Note: Buono l'audio, equilibrato e ben tarato nei volumi, nitido e ben definito per un ascolto di assoluta qualità.
Bene anche la qualità dell'immagine, con un bianco e nero ben tarato nei toni e nelle sfumature, ben contrastato, per una visione intensa e coinvolgente.
Il film è proposto nel corretto formato originale.
Extra... che dire. Strepitosi. Interviste in quantità innumerevoli, locandine, galleria fotografica, etc... tutti da vedere ed ascoltare...
Regione: 2
Sito ufficiale: http://www.dolmenhv.it/
Sito ufficiale: http://www.emik.it/
Titolo originale: Divorzio all'italiana
Qualità artistica: Cult
Qualità immagine: Ottima
Qualità audio: Ottima
Qualità extra: Ottima
SEDOTTA E ABBANDONATA
di Pietro Germi
Cast: Stefania Sandrelli, Saro Urzì, Aldo Pugliesi, Lando Buzzanca, Leopoldo Trieste, Umberto Spadaro, Rocco D'Assunta
Nazionalità e anno: Italia, 1964
Distribuzione: Dolmen Home Video - Collana Cristaldi Film
Edizione: italiano
Sottotitoli: inglese, francese, italiano per non udenti
Audio: dual mono originale, dolby-digital 5.1
Schermo: widescreen anamorfico 1.77:1
Durata: 113'
Extra: Montaggio alternativo: Il sogno (1'23"), Al bar (1'31"), Secondo tentativo dal pretore (3'15"), Festeggiamenti in casa (1'50"); Cinegiornale (1'59"); Intervista a Stefania Sandrelli (6'06"); Intervista a Lando Buzzanca (6'23"); Ciak provini di Stefania Sandrelli (1'47"); Galleria fotografica (1'28"); Locandina originale; Premi Cristaldi Film (1'04").
Note: Buono l'audio, equilibrato e senza grandi imperfezioni, nitido e ben definito per un ascolto di buona qualità.
L'immagine presenta un bianco e nero ben tarato nei contrasti e nitido, con tutte le gradazioni che intercorrono tra i due (non) colori per una visione di rara nitidezza.
Il film è proposto nel corretto formato originale.
Extra... che dire. Come sopra... Strepitosi, sontuosi, straordinari... volete qualche altro commento!
Regione: 2
Sito ufficiale: http://www.dolmenhv.it/
Sito ufficiale: http://www.emik.it/
Titolo originale: Sedotta e abbandonata
Qualità artistica: Buona/Ottima
Qualità immagine: Ottima
Qualità audio: Ottima
Qualità extra: Ottima
Cofanetto straordinario che riunisce 4 dei migliori film di uno dei più grandi italiani di sempre. Un regista mai troppo celebrato, nonostante spesso si parli di lui in termini lusinghieri, ma alla fine sempre messo un po' troppo a latere.
Un autore che ha saputo spaziare nei generi come pochi in Italia e nel Mondo... e che a noi piace definire il "Kubrick italiano", senza peccare di presunzione ne noi e tantomeno Pietro Germi che si è sempre definito un onesto artigiano... Quindi un bel regalo da fare agli amanti del vero cinema... per le prossime feste natalizie... Confezione anche ad un prezzo contenuto per fare una bella figura con pochi sghei!!!
Il brigante di Tacca del Lupo
Che grande regista Pietro Germi... uno dei più grandi che ci siano mai stati in Italia e come spesso diciamo, quando parliamo di Germi, "non ci stancheremo mai di incensarlo e annotare, con sempre più grande rammarico, di come spesso ci si dimentichi di inserirlo nel novero di chi può sedere sull'Olimpo delle "deità" cinematografiche. Un autore "scomodo", difficile, ma geniale. Un personaggio altrettanto scomodo, scorbutico, che forse non sapeva farsi apprezzare ma che è di diritto uno dei più grandi registi italiani e internazionali che ci siano mai stati dalla nascita del cinema. Un autore che ha attraversato i generi, che li ha ri/codificati, che ne ha creati, mai domo e sempre alla ricerca di nuove e stimolanti imprese. Un profondo conoscitore del cinema e in particolare del cinema americano. Un cinema che si avvicina molto al suo modo di intendere il prodotto filmico, con quel suo vigore, con quella sua rabbia esplosiva che anche qui, ne Il brigante di Tacca del Lupo, trova i suoi giusti e naturali sfoghi. Un film sanguigno, un film alla ricerca della verità. Un film che cerca di sviscerare "un problema", come quello dell'integrazione Nord e Sud, ancora dolente e vivido nella cultura italiana.
Quindi, Il brigante..., è un film di un'attualità sconcertante, che i nostri politici e politicanti di adesso dovrebbero vedere per capire meglio il nostro paese e, quindi, identificare, i mezzi più adatti per governarlo... Invece i nostri si sperdono dietro le solite beghe di piccoli uomini che corrono dietro ad un potere effimero (ma per loro no) a scapito della gente comune. Quella gente comune che ritroviamo nel film. Gente comune che ha una grande dignità e che è pronta a tutto pur di mantenerla.
Ma questo è solo uno degli aspetti del film. Un aspetto che ce lo rende "attuale ed immediato"... nelle sua folle e cieca violenza del potere. Un potere (legale ma non giustificato) che si oppone ad un altro (illegale ma che forse in parte trova una sua giustificazione) in uno scontro che porta sangue e dolore, ma ala fine anche un po' di giustizia e quindi di serenità. Germi ci racconta di "quella" Italia nascente, che sta cercando di trovare un'identità e una coesione mai avuta prima (e che non ha tuttora, purtroppo, visto che siamo divisi ancora nell'Italia dei Comuni) per dar vita ad un grande sogno chiamato "Italia". Un luogo che da sempre è esistito come entità geografica ma mai come entità politico/sociale (e quest'ultima preme molto a Germi). Una nuova entità che deve crescere, imparare a muovere i primi passi dopo aver dato i primi vagiti. Ma camminare con le propri gambe non è facile. Forse si deve cercare una mediazione. Ed è quello che con piglio del grande autore Germi mette nel film: una ferrea volontà di riuscire dove nessun ci è riuscito. Non senza difficoltà ma l'importante è riuscire. Germi lo fa con grande rigore, con passione, con amore. Crea una grande struttura che poco alla volta si chiude in un vero e proprio moloch storico dalla narrazione secca ed asciutta, senza tante concessioni allo spettacolo (e forse per questo è ancora più spettacolare)... Questa grande caccia all'uomo che si snoda in paesaggi ostili ma affascinanti viene portata sino agli estremi, con un'efficacia stilistica di grande impatto emotivo e visivo... Una piccola grande perla del nostro cinema. Un film da ri/vedere per costringere tutti a ricordare cosa vuol dire essere una nazione... "la nascita di una nazione"... saremo patriottici, saremo retorici, ma non crediamo di esserlo, ma ci piace finire così... cercando di avere negli occhi tumidi di lacrime quelle immagini che ci indicano la strada da seguire...
L'uomo di paglia
Storia di ordinario tradimento per questo film di Pietro Germi (anche protagonista del film come in molti casi nella sua filmografia) che nel 1958 vinse il prestigioso Nastro d'Argento per la Miglior Regia e per il Miglior Commento Musicale. L'uomo di paglia entra di diritto a pieno merito tra i migliori film del maestro in quel sottofilone, del suo vasto humus cinematografico, che è il melodramma, che per qualche film ottenne tutta l'attenzione di Germi, ma tradotto in modo del tutto personale, lontano dai drammoni che andavano tanto di moda in quegli anni. Una storia che parla d'adulterio, un tema scottante per quegli anni, anche se l'adulterio arriva da parte dell'uomo e non dalla donna. Un adulterio che è contrario alla morale dell'epoca, ed anche alla morale dello stesso Germi, che lo mostra in tutta la sua crudezza dove il protagonista non ha nessuna via di scampo da quell'imbuto sentimentale nel quale si è andato ad infilare il protagonista del film.
Un protagonista, Andrea, dedito alla famiglia e che ama follemente il figlioletto e la moglie Luisa. Ma quando il bambino deve passare un periodo di convalescenza dopo una brutta polmonite, e va a Fiumicino insieme alla mamma, dai nonni, per Andrea di aprono dei vuoti incolmabili. L'uomo si sente solo e nonostante la compagnia del suo migliore amico cede alla bellezza e alla gioventù di Rita. Una passione intensa, forte, che corre veloce, ma quando tornano da Fiumicino la moglie e il figlio la situazione cambia. Andrea è ossessionato da Rita, ci pensa in continuo, ma non può fare a meno delle sue responsabilità di marito e padre. Ma la passione è più forte di ogni altra cosa... soprattutto Rita non riesce a fare a meno dell'uomo che ama... un amore folle...
Amore e dintorni, ciò che "non si dovrebbe" mai fare nel rispetto di se stessi e delle persone che ti stanno accanto. Ma l'uomo "è predatore" e non riesce a fare a meno di cacciare prede "ambite", specie in quegli anni dove rapporti clandestini come questo venivano vissuti con molto rigore morale ma con poca furbizia. Molto ardore ma poca ragione in una confusione di sentimenti che Germi descrive molto bene narrando "il fattaccio" con una poetica quasi da noir (sua grande passione), con la voce del protagonista che racconta in prima persona la storia. Una storia lineare, che Germi "stende" sulla pellicola con grande passione e grande perizia, tra grande qualità artistica e immensa qualità artistica, non tralasciando nulla di questo "peccato" che macchia la vita di un uomo, un peccato che porterà delle conseguenze che lasceranno un segno indelebile nella vita del protagonista. Segno che è la logica conseguenza delle azioni, azioni compiute per amore. Un amore incompiuto. Ma nell'amore esiste qualcosa di "compiuto"? No, tutto è casuale, tutto è segnato tra le pieghe del tempo. Un tempo che ruba l'anima e che distorce la percezione della vita. Storie di vite, non solo storie d'amore, che sono frutto di qualcosa di sano che diventa insano nell'attimo in cui non può essere compiuto. E a nulla valgono i pentimenti, se non ad aumentare il dolore e spargerlo ovunque...
Divorzio all'italiana
Forse uno dei film simbolo della cinematografia italiana ma anche della storia e della cultura del nostro paese. Divorzio all'italiana tra ironia, humour, e tocchi grotteschi, racconta, attraverso il costume italico dell'epoca, una trance poco edificante di come si passa(va) da un amore all'altro, da un matrimonio all'altro quando il vecchio non era più gradito!
Un mondo folle, pieno di pregiudizi, bigotto e profondamente maschilista che viene messo "a ferro e fuoco" dal genio di Germi che non risparmia niente e nessuno, in questo ben assecondato da un immenso Marcello Mastroianni nel ruolo del marito fedifrago che vuole un'altra donna e cerca il sistema di liberarsi della virtuosa moglie. Un Mastroianni che con i suoi tic, le sue smorfie, le sue mille espressioni ben incarna il prototipo dell'uomo medio italiano privo di scrupoli nel farsi nell'amante e, quindi, di sposarla. Ma prima si deve "disfare" della compagna. Un uomo privo di scrupoli in un mondo maschilista e arrogante. Quell'arroganza tipica di un certo mondo che non vuole (voleva) perdere il suo ruolo di preminenza sociale. Ma per questo anche soggetto a prese in giro, e il finale del film è emblematico di tutto, una postilla importante e decisiva per capire a 360 gradi un certo modo di pensare e di vivere.
Una società che nasconde le proprie vergogne nelle mura di casa e mette in mostra i propri "trofei" in maniera fintamente "delicata" e "discreta".
Divorzio all'italiana è l'emblema di un certo mondo del passato ma anche di un mondo odierno che non è poi cambiato molto. Apparentemente si ma nella sostanza no. Quindi formalmente differente ma che poi adotta i comportamenti uguali a quelli di 50 anni fa....
Un'opera grandiosa che è decisamente uno dei punti di riferimento per capire una certa mentalità e un certo modo di comportarsi degli italiani. Il tutto facendo ridere ma facendo anche riflettere e molto. Un grande Germi, immenso nel raccontare questa storia simbolo, che non perde mai l'occasione di far "riflettere" sui mali endemici della nostra società....
Sedotta e abbandonata
Sempre profondo Sud... ma potrebbe anche essere profondo Nord, perché dobbiamo andare contro la solita idea che al Sud vengono perpetrate cose di cui vergognarsi e quindi da nascondere. Forse al Sud è tutto più evidente, più macroscopico mentre al Sud tutto deve tacere, tutto si nasconde, tutto deve essere obliato e quindi vendicato... E Sedotta e abbandonata è il prototipo di un mondo al maschile che approfitta della donna asservendola al proprio piacere (o così crede) e dopo averla conquistata la lascia... e qui scatta il matrimonio "riparatore" del guaio combinato.
Il frutto di una giornata d'amore, in un caldo e sonnacchioso pomeriggio, è una gravidanza imprevista e che metterebbe in imbarazzo tutta la famiglia. Quindi il matrimonio visto come elemento di "riparazione" al problema. Ma se il ragazzo si oppone cosa accade? E poi se lo stesso ragazzo è anche fidanzato con la sorella della ragazza il tutto si complica sempre di più portando il subbuglio sia nella famiglia della ragazza che del ragazzo... Ma alla fine ci sarà un finale? Grande sorpresa e grande finale ricco di colpi di scene degni di un noir...
Un disastro di proporzioni inimmaginabili... al quale si deve ricorrere ai ripari. Quindi la sorella dovrebbe andare in sposa ad un nobile decaduto. Mentre Peppino e Agnese dovrebbero convolare a giuste nozze.
Ma queste nozze sono garanzia di una felice unione? No... certo che no, ma il costume dell'epoca (ma anche adesso non siamo tanto sicuri che sia poi molto dissimile) imponeva ciò ed una ribellione a queste convenzioni non è cosa che si accetta molto facilmente.
Una commedia grottesca che tra il dramma accennato e qualche sana risata mette in mostra un mondo bigotto, ricco di pregiudizi e che cerca in tutti i modi di rimettere a posto le cose. Germi tra farsa e duri giudizi mostra un quadro deprimente e depresso dove ognuno cerca di scaricare le colpe su altri. Un mondo che non ha più dignità, che non ha più reali valori ma solo quelli che il mondo impone. E il grande autore lo fa con straordinaria eleganza e con immenso vigore creando dei personaggi intensi e a tutto tondo che non lasciano adito a dubbi in questo quadro ricco di sfumature... un mondo che giustifica tutto in virtù dell'onore. Ma poi alla fine è così importante l'onore?!? Chissà...


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