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“THE ORPHANAGE”, UN NUOVO HORROR IN ARRIVO DALLA SPAGNA

Esce venerdì 14 novembre per Keyfilms il film dello spagnolo Juan Antonio Bayona, pellicola prima pluripremiata in patria

“THE ORPHANAGE”, UN NUOVO HORROR IN ARRIVO DALLA SPAGNA

Potrebbe essere il compagno di corso di un qualsiasi studente universitario, l'avversario in una partita di calcetto, il vicino di tavolo al baretto del quartiere. Invece il ragazzo in tuta dell'Adidas e capello arruffato che si presenta a Roma dopo la proiezione di The Orphanage è proprio il regista Juan Antonio Bayona (nella foto), autore di una pellicola prima che ha affascinato Guillermo del Toro, tanto da indurlo a presentarla, e incantato la Spagna, che gli ha tributato ben sette Goya, l'equivalente iberico del nostro David di Donatello), tra cui quello di Miglior Regista Esordiente e di Miglior Sceneggiatura.
Tutto questo per un film dall'impianto classicheggiante, girato alla vecchia maniera. "Lo stile per me non è premeditato - spiega il regista - è un qualcosa di istintivo. Quando lavoro su un film me lo immagino sullo schermo, e così lo giro, e in questo caso forse ho assorbito lo stile classico dei vecchi film di suspense. Oggi ci sono registi che usano immagini più trasgressive, una costruzione più complicata, mentre per me oggi le storie vanno raccontate in questo modo, quello che poi io ho appunto usato".
Ma al di là dello stile, The Orphanage si inserisce nella recente prolifica e vivissima (ri)nascita dell'horror spagnolo, che trova i propri migliori interpreti in Balaguerò in Amenàbar, ma non solo. "Sicuramente c'è un altro regista, Serrador, che è maestro nel genere e che ha fatto La Residencia, a cui mi sono ispirato. Poi ovviamente le influenze di Amenabar e del suo The Others sono evidenti".
Umile Bayona, che non si vergogna di ammettere che deve molto a chi finora ha lavorato sui film di genere in Spagna, anzi, ne fa motivo di vanto, come ragione d'orgoglio è il suo rapporto con il proprio maestro del Toro, del quale si sente doppiamente debitore. "Lo conosco da 15 anni - spiega - ero minorenne e mi infilavo nei festival del cinema spacciandomi per giornalista tanto era l'amore per i film, e proprio in una di queste occasioni l'ho intervistato. Lui rimase colpito dalle mie domande e da lì ci siamo mantenuti in contatto per tutto il periodo nel quale ho frequentato la scuola di cinema. Guillermo è sempre stato entusiasta per quello che facevo, tra corti e video, e ha deciso di produrre il mio primo film. Poi gli è piaciuto al punto tale di volerlo presentare".
Nel futuro di Bayona qualche progetto interessante: "Ho un paio di progetti in mente, uno con Del Toro e prodotto dalla Universal, che parla di un'epidemia di paura e di odio che si sparge per gli Stati Uniti, una risposta della gente alla paura instillata dal governo nei cuori e nelle menti dei cittadini. Poi ho un altro progetto in Spagna, perchè voglio rimanere legato al mio paese e continuare a fare film lì, anche se di questo per ora mi vietano di parlare".

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