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IL PRINCIPIO DELL’INCERTEZZA
di Manoel de Oliveira
Cast: Leonor Baldaque, Leonor Silveira, Isabel Ruth, Ricardo Trepa, Ivo Canelas, Luis Miguel Cintra, José Manuel Mendes
Nazionalità e anno: Portogallo, 2002
Distribuzione: Dolmen Home Video
Edizione: italiano, portoghese
Sottotitoli: italiano
Audio: dolby-digital 5.1
Schermo: widescreen anamorfico 1.66:1
Durata: 127'
Extra: Biografia del regista e degli attori principali.
Note: Buono l'audio, nitido e pulito per poter assaporare anche le più piccole sfumature tonali delle voci degli attori. Un suono rotondo e ben tarato nei volumi.
I colori sono appena troppo saturi, ma nel complesso ben equilibrati e brillanti. Un po' meno nelle scene più scure dove l'immagine sgrana leggermente. Immagine luminosa.
Corretto il formato proposto sul DVD.
Extra ridotti all'osso ma va bene così.
Regione: 2
Sito ufficiale: http://www.dolmenhv.it/
Sito ufficiale: http://www.emik.it/
Titolo originale: O principio de incerteza
Qualità artistica: Buona/Ottima
Qualità immagine: Discreta/Buona
Qualità audio: Buona
Qualità extra: Sufficiente
Rapporti tra uomini e donne. Relazioni che sembrano essere e non sono. Il tutto giocato sul sottile filo di quell'equilibrio incerto che porta l'apparire ad essere e l'essere ad apparire. Un giochino da trapezio ma che la dice lunga sul film e sulle intenzione del grande vecchio del cinema mondiale: quel Manoel de Oliveira che non si stanca mai ne di stupirci e ne di fare cinema in un rinnovamento continuo di temi sul suo stile collaudato e sicuro... Tanti piccoli quadri dove la fissità dell'azione, dei movimenti e dell'anima la fa da padrona. Quadri intervallati o scanditi da immagini altrettanto fisse come i campi larghi sulla città (diurni e notturni) o come l'immagine dall'interno del treno, da uno scompartimento con le immagini fuori che scorrono veloci e indistinte di un paesaggio che potrebbe essere qualsiasi cosa. Questi intermezzi servono a scandire i tempi dilatati all'eccesso di queste storie che si intrecciano e si sovrappongono una sull'altra in quei sottili giochi perversi che sottendono l'amore e i sentimenti in generale. Cosa significa un matrimonio? Tutto e niente. Sposarsi vuol dire legarsi ad una persona. Ma è solo una condizione sociale o un vero legame? Un unione che serve a stringere due persone? No. È solo un qualcosa che si fa ad uso e consumo degli altri. La chiesa, l'altare, lo scambio di anelli, il pranzo... Immagini e situazioni "offerte" alla società che richiede tali cose. Se poi l'amore latita è un "danno collaterale" trascurabile. Come l'amore tra Camilla e Antonio. Lei un ricca decaduta, lui un ricco ricco. Ma lui non l'ama e ha una relazione con vanessa, una donna algida e calcolatrice che ha in piedi una casa di appuntamenti con Antonio, giovane di origini modeste da sempre innamorato di Camilla. Quindi uno scambio di sentimenti dove l'amore è solo un qualcosa che aleggia sopra questi personaggi ma che non si posa su nessuno. E de Oliveira con la sua consueta "pesante leggerezza" ci mostra queste anime in pena che attraversano le schermo nella loro fissità di intenzioni. Una fissità che tiene congelato il tempo e le anime in quella fase di sospensione che non porta a nulla se non all'immobilità totale. Una quasi paralisi che eccede e che porta ad eccessi non graditi e che rimangono sempre compressi in quella poetica tipica dell'autore portoghese. Quella poetica che lo porta ad usare generi e stilemi per arrivare ad una definizione assoluta di storie e personaggi che suggono ad ogni definizione esatta. Quindi de Oliveira entra nei generi e li asserve ai propri scopi con quel tocco leggero e intenso che solo lui sa dare... e questo Il principio dell'incertezza non sfugge a questa legge in un affresco duro, intenso e glacialmente straziante...



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