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TIFFANY E I TRE BRIGANTI
di Hayo Freitag
Sceneggiatura: Hayo Freitag, dal libro di Tomi Ungerer
Montaggio: Lars Jordan, Sascha Wolff
Musiche: Kenneth Pattengale
Interpreti: (voci di) Sara Labidi, Paolo Marchese, Luigi Ferraro, Fabrizio Vidale, Graziella Polesinanti, Ruggero Valli, Mattia Nissolino, Massimiliano Alto
Produzione: Animation X Gesellschaft zur, Produktion von Animationsfilmen, Animation X, Medienfonds GFP, Toon City Animation, X-Filme Creative Pool
Distribuzione: Bim
Nazionalità ed anno: Germania, 2007
Durata: 75'
Data di uscita: 7 novembre 2008
Titolo originale: Die Drei Räuber
Sito italiano
I tre briganti eponimi si chiamano Potente, Nolente e Volente, e sono tre ceffi blu non solo di barba alla luce della luna, ma di aspetto e temperamento ben più mite quando sono fuori servizio. Tiffany li incontra di notte nel bosco e, lungi dallo spaventarsi, fa carte false per farsi rapire e portare nel loro favoloso antro, dove conservano il ricco bottino di trent'anni di onorata carriera. Del resto, molto meglio i briganti dell'orfanotrofio a cui Tiffany, i cui genitori sono morti da poco, era destinata.
Ma una volta scoperto che non c'è nessun ricco padre da cui riscuotere il riscatto, i briganti rilasciano l'ostaggio, salvo poi intenerirsi e correre in soccorso di Tiffany e di tutti i bambini maltrattati nel lager-orfanotrofio da una perfida direttrice ipoglicemica...
Forse non c'è da stupirsi che Tiffany e i tre briganti sia un film assolutamente delizioso. A monte c'è il libro per bambini I tre briganti, del talentuoso illustratore alsaziano Tomi Ungerer, che fu pubblicato nel 1961 e che è ormai assurto allo status di classico per l'infanzia. Ma dall'albo di Ungerer, di poco più di trenta pagine, al lungometraggio animato il passo non è breve, e la piena riuscita del film di Hayo Freitag è da attribuirsi in gran parte alla qualità dell'animazione, che riesce a fondere perfettamente la semplicità del tratto alla forza immaginifica. Pur senza evadere (quasi) mai dai confini di un immaginario prettamente infantile, Tiffany e i tre briganti è assolutamente godibile anche da un pubblico adulto in virtù della sua intelligenza creativa: un bosco notturno è trasformato in un mosaico di particolari, e dalle campiture scure occhieggiano rubinetti che escono dai rami degli alberi, scoiattoli che spengono lampadine, unicorni dall'andatura sinuosa, rane policrome. Oppure, la catena di montaggio di uno zuccherificio si anima, e i macchinari che spremono e impastano sembrano avere bocche, denti, fiato.
Favola nera col lieto fine, accompagnata da un'atmosfera di basilare terrore che fa molto fratelli Grimm, Tiffany e i tre briganti vanta anche un tema musicale finalmente lontano dalle consuete nenie pop che infestano certi sottoprodotti per i molto minorenni. Secondo le intenzioni dei realizzatori, la musica doveva suonare come una sorta di "Tom Waits per bambini", e in questo caso è opportuno plaudere non solo alla riuscita dell'intento, ma anche alla bontà dell'intenzione... Insomma, portate il pupo al cinema.



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