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A ROCK ‘N ROLL(A) STORY
Il nuovo film di Guy Ritchie, autore di The Snatch, Rocknrolla, non si distacca di molto rispetto ai suoi lavori precedenti, tra atmosfere pulp e contaminazioni pseudo tarantiniane. Eppure qualcosa, molto poco, è cambiato
Ritmo scanzonato, intreccio circolare, bande di idioti e mezze tacche, ironia all'inglese, atmosfere pulp pop. Rocknrolla è un film di Guy Ritchie alla Guy Ritchie: non aggiunge e non toglie nulla alla poetica (?) del regista inglese che continua imperterrito sulla strada del sottogenere del pulp tarantiniano all'inglese, strada già ampiamente tracciata dai suoi precedenti lavori quali Lock & Stock e The Snatch.
E tuttavia il passo avanti, seppur quasi invisibile ad occhio nudo, è percepibile: se l'impianto tecnico narrativo rimane pressoché invariato il tutto si fa più serio e meno ingenuo, i personaggi sono idioti ma non troppo, irreali e pure più vicini alla realtà, le atmosfere più cupe, il ritmo è frenetico eppure anche dilatato, quasi fermo. Se da una parte viene automatico pensare ai Coen della recentissima black comedy Burn after Reading, altrettanto visibile è lo scarto tra quel film e Rocknrolla, ancora troppo sopra le righe per leggervi attraverso il retroterra di una società alla deriva e priva di qualsiasi punto di riferimento. Semmai questo appare in controluce, tra le pieghe narrative e i personaggi di Rocknrolla, che da quella società attingono e di cui sono (in)volontarie parodie e prototipi esemplari,
Ma il tono, nonostante tutto, rimane incantato e lo sguardo appartiene tutto al sotto-genere prediletto di Ritchie di cui è maestro cantore. Il gioco del film è tutto in superficie e l'intrattenimento puro più che sfiorato, il che rende rockenrolla un film molto ben confezionato tanto tecnicamente che a livello di intreccio.
Capace di creare dei personaggi stereotipo declinabili per tutte le avventure, cosa di cui si è reso conto anche Ritchie, tanto da dichiarare un sequel (Il vero Rocknrolla) a fine film, Rocknrolla è l'ideale pilota lungo per una serie televisiva di tutto rispetto e certamente apprezzabile puntata per puntata. Ma oltre questo non si va e il film rimane un pulp fracassone leggermente più maturo che si lascia guardare per tutti i suoi 114' e che se non altro non lascia mai insoddisfatti.
Per il resto, lo status quo è assicurato.
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