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LA BANDA BAADER MEINHOF
di Uli Edel
Sceneggiatura: Bernd Eichinger, dal libro di Stefan Aust
Fotografia: Rainer Klausmann
Montaggio: Alexander Berner
Musiche: Peter Hinderthür, Florian Tessloff
Scenografia: Bernd Lepel
Costumi: Birgit Missal
Interpreti: Martina Gedeck, Moritz Bleibtreu, Johanna Wokalek, Nadja Uhl, Peter Jan Josef Liefers, Stipe Erceg, Niels Bruno Schmidt, Vinzenz Kiefer, Simon Licht, Bruno Ganz, Alexandra Maria Lara
Produzione: Nouvelles Editions, G.T.Film Production
Distribuzione: BIM
Nazionalità ed anno: Germania, 2008
Durata: 150'
Data di uscita: 31 ottobre 2008
Titolo originale: Der Baader Meinhof Komplex
Sito ufficiale
Sito italiano
Note: 3.Festival internazionale del film di Roma - Selezion ufficiale\Anteprima
Il decennio 1967-1977 fu per la Germania Occidentale un periodo caratterizzato da violente manifestazioni, bombe, attentati mortali, rapimenti, rappresaglie. L'intero repertorio terroristico travolse un'intera nazione, con propaggini estere, e non solo in Europa. I figli della generazione nazista trovarono nell'imperialismo americano il cuore di tutti i mali, e lo combatterono quasi ad ogni costo. Andreas Baader (Moritz Bleibtreu), Ulrike Meinhof (Martina Gedeck) e Gudrun Ensslin (Johanna Wokalek) sono i fondatori della Rote Armee Fraktion (RAF), protagonista assoluta di quegli anni di piombo.
L'odierna nazione tedesca sa guardare al proprio passato, e quando prova a raccontarlo - al cinema come nelle produzioni televisive - il risultato è molto spesso davvero ottimo. Negli anni abbiamo visto all'opera Edgar Reitz, che con Heimat ha narrato la nascita di una nazione, senza ometterne i momenti più bui, e in tempi più recenti Florian Henckel von Donnersmarck con Le vite degli altri e Adolf Winkelmann nel film per la tv Contergan hanno sollevato i veli che nascondevano altre scomode questioni della recente storia tedesca (lo spionaggio ad opera della Stasi nella DDR, i disastrosi effetti - su ventimila bambini - del talidomide assunto dalle madri in gravidanza).
Der Baader Meinhof Komplex affronta gli anni di piombo del terrorismo tedesco, territorio ancora non pacificato della memoria storica (la moglie del banchiere Ponto, ucciso dalla RAF, ha restituito al mittente la medaglia al valore del marito per protesta verso il film); il produttore e sceneggiatore Bernd Eichinger ha dichiarato che aveva in mente questo film fin dal 1978, e che il suo interesse per la storia della RAF risale ai tempi in cui era studente di cinema a Monaco, nei primissimi anni settanta. Una gestazione piuttosto lunga e articolata, che l'ha condotto infine a trarre infine il film dall'omonimo libro di Stefan Aust, pubblicato nel 1985 e tutt'ora considerato un testo di riferimento classico, il documento più valido su quei sanguinosi anni settanta.
Il film, dalla durata apparentemente proibitiva di due ore e mezzo, scorre incredibilmente veloce grazie all'ottimo ritmo e alla validissima interpretazione di tutto il cast. In molti hanno riscontrato più di qualche affinità con l'italiano Romanzo criminale di Michele Placido: l'inevitabile struttura corale, la violenza esplicita, il respiro stesso dei fatti narrati, forzatamente simili nel raccontare l'ascesa e la caduta di un manipolo di combattenti oltre ogni legge.
Le vicende narrate in Der Baader Meinhof Komplex prendono il via nel giugno del 1967, quando a Berlino, nei pressi della Deutsche Oper, lo studente Benno Ohnesorg viene ucciso a sangue freddo dalla polizia nel corso di una manifestazione degenerata in modo violento. Da questo episodio nasce il coinvolgimento della giornalista di sinistra Ulrike Meinhof nei confronti del movimento studentesco antiautoritario e anticapitalista: sempre più velocemente la donna si libererà della propria vita precedente (un marito, due figlie piccole, un lavoro) fino ad affrancarsene del tutto per dedicarsi interamente alla RAF, fondata con Andreas Baader e la sua fidanzata Gudrun Ensslin con lo scopo di diffondere la resistenza armata contro la situazione politica tedesca, accusata di connivenza e subordinazione nei confronti del capitalismo statunitense. Gli esiti, come è noto, saranno nefasti, anche per la progressiva perdita di "popolarità" dell'opinione pubblica.
Il film è stato ben accolto dalla critica del Festival, e dal 31 ottobre sarà nelle sale italiane; a portarcelo sarà la BIM, che si dimostra fiduciosa verso un buon successo di pubblico, distribuendolo in ben 140 copie.



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