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GIÙ AL NORD
di Dany Boon
Soggetto: Dany Boon
Sceneggiatura: Dany Boon, Alexandre Charlot, Franck Magnier
Fotografia: Pierre Aïm (A.F.C.)
Montaggio: Luc Barnier, Julie Delord.
Scenografia: Alain Veissier (A.D.C.)
Costumi: Florence Sadaune
Musiche: Philippe Rombi
Interpreti: Kad Merad, Dany Boon, Zoe Felix, Anne Marivin, Philippe Duquesne
Produzione: Claude Berri e Jérôme Seydoux
Distribuzione: Medusa Film
Nazionalità ed anno: Francia 2008
Durata: 106' mm
Data di uscita: 31 ottobre 2008
Titolo originale: Bienvenue chez les Ch'tis
Sito ufficiale
Sito italiano
In Francia, paese d'origine, Giù al Nord ha ottenuto un successo clamoroso: 140 milioni di euro, record nazionale di tutti i tempi. In molti altri paesi ha ugualmente raggiunto grandi successi.
Eppure il tema della commedia è semplice, semplice ed universale. Prendete un uomo qualunque, direttore di un ufficio postale, molto innamorato di sua moglie, sempre depressa, pronto a fare ogni cosa per renderla felice, persino accettare un trasferimento nel profondo e freddo Nord. Ecco il tema che si arricchisce delle diversità culturali, il Nord e il Sud a confronto, tra pregiudizi e sorprese inaspettate.
Insomma una bella commedia sull'umanità, sulle differenze culturali presenti in ogni paese, sui preconcetti che dividono le persone di diversa origine, pronti poi all'integrazione e alla conoscenza del "diverso".
Certo, molto si perde con la traduzione in italiano, il film gioca spesso sul dialetto francese del Nord lo "Ch'tis", per creare battute divertenti e scenette quasi da cabaret. Ed è Giampaolo Letta, vicepresidente Medusa, a chiarire i retroscena di un doppiaggio, quantomai delicato: "Abbiamo fatto molte prove, cercando "equivalenti" dialettali italiani, ma alla fine abbiamo optato per una "non lingua", capace di conservare fascino e senso dell'originale".
Strategia creativa e di successo, rende discretamente l'idea del "fraintendimento linguistico" senza italianizzare il film con i nostri dialetti.
Punto di forza del lungometraggio resta l'intelligenza "ironica", in grado di trattare un tema razziale, odioso, sui pregiudizi culturali, in modo leggero e divertente. Forse è proprio questo il segreto di tanto successo: la semplicità, capace di far ridere e riflettere allo stesso tempo. Tutto sottolinea la dimensione umana delle persone, credute dapprima bruti ignoranti, conosciute poi come ospitali e sempre disponibili verso l'ospite.
Opera seconda di Dany Boon, con lo stesso Dany Boon e Kad Merad, Bienvenue chez les Ch'tis (titolo originale) oltralpe è già un fenomeno sociale. Occupa ampi spazi su ogni genere di media, il turismo nella Francia settentrionale è aumentato del 10%, anche le vendite del formaggio tipico ha registrato un incremento del 40 per cento. Marketing ma non solo, insiste il regista e attore del film "Giù al Nord è un lungometraggio sulla tolleranza, in un mondo in cui persiste l'intolleranza e il pregiudizio un'opera del genere può aiutare ad aprire gli occhi. Siamo bombardati da troppe informazioni, ormai non riusciamo più a immagazzinarle, non c'è il tempo. Il cinema forse favorisce l'approfondimento, in questo caso anche a conoscere l'altro, ovviamente con i suoi difetti".
Dany Boon è un personaggio molto popolare in Francia. Attore comico sul palcoscenico e poi al cinema, diventato famoso soprattutto grazie alla televisione. Il suo cavallo di battaglia, neanche a dirlo, è la parodia dell'uomo del nord.
Al grande schermo offre la sintesi delle sue creazioni: popolare, mai volgare, riesce a far dimenticare allo spettatore per un paio d'ore i problemi del mondo. Una sana boccata d'aria.


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