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LES NUITS FAUVES (NOTTI SELVAGGE)
di Cyrill Collard
Cast: Cyrill Collard, Romane Bohringer, Corine Blue, Carlos Lopez, Claude Winter, René-marc Bini, Maria Schneider, Clémentine Célarie, Laura Favali
Nazionalità e anno: Francia/Italia, 1992
Distribuzione: RaroVideo
Edizione: francese, italiano
Sottotitoli: italiano
Audio: dolby-digital 2.0
Schermo: letterbox 4/3 1.66:1
Durata: 122'
Extra: Intervista a Corine Blue (19'14"); I protagonisti - Interviste varie - Nella Banfi (produttrice), Romane Bohringer, Manuel Teran (direttore della fotografia), Jean-Jacques Jauffret (aiuto regista) (53'13"); Trailer originale (2'06").
Note: Prodotto di discreta qualità. Audio buono, che esce nitido e abbastanza potente dalle casse. Ed anche se è soltanto un DD 2.0 da un bell'impatto sonoro nell'ambiente.
Meno bene l'immagine, che risulta un po' troppo rossastra abbattendo gli altri colori e rimanendo troppo bruciata. Non perfetto anche il contrasto. Però non si nota grana in eccesso come anche l'immagine è abbastanza brillante. Quindi una visione non perfetta ma neanche da disprezzare.
Il film è in uno strano formato letterbox... Peccato.
Ottimi gli extra, che sono il punto forte del prodotto. Assolutamente da vedere dal primo all'ultimo secondo.
Regione: 2
Sito ufficiale: http://www.rarovideo.com/
Titolo originale: Les nuits fauves
Qualità artistica: Buona/Ottima
Qualità immagine: Discreta
Qualità audio: Buona
Qualità extra: Cult
Uno dei film più "tesi e pesi" degli ultimi decenni. Un melò durissimo sulla vita e sulla morte che non si dileggia in un inutili dissertazioni ma va sempre al cuore del problema... Al cuore e ai sentimenti che compongono le nostre vite come quelle dei disperati e dissennati protagonisti del film. Dissennati ma che amano anche follemente la vita e in quest'ultimi "respiri" della stessa danno tutto pur di goderne di ogni più piccola sfumatura... Un dramma. Ma anche un inno alla vita. Si... Un inno ad un vita vissuta in fretta e che si vuole "vivere in frett"a perché davanti si ha un "tempo limite" che non da nessuna eternità: lo spauracchio dell'AIDS non congela la vita del protagonista ma lo sprona come non mai ad assaporare ogni più piccola stilla dell'esistenza...
Una malattia che non perdona, almeno nei primi anni '90, anni in cui fu realizzato il film. Una malattia che non lascia scampo e fa cadere l'essere umano in uno stato catatonico mentale e che porta al lento disfacimento fisico. Una malattia che è lo specchio del nostro secolo, subdola e meschina frutto della promiscuità sessuale e della poca cultura che esiste sul sesso e suoi sui derivati. Ma in Les nuits fauves questo aspetto è messo a latere. La cosa più importante è questo senso disperato, immenso di vivere senza pensare più alle conseguenze. Non farsi "seghe mentali" sul domani ma vivere il presente per quello che è, in ogni modo e ogni luogo. Quindi scevri da pudori, bugie, meschinità.
Un disperato bisogno di sentirsi vivi, laddove si è già morti. Di "riprendersi" quella vitalità che a lungo ha congelato i sentimenti e le emozioni e se ciò vuol dire vivere al massimo e al limite la vita non fa nulla, ben venga. I "danni collaterali" son nulla in confronto a quello che dietro alla porta ci aspetta...
Il film di Cyrille Collard è un film fatto "di pancia", con le emozioni che strabordano dalla pellicola come un fiume in piena. Emozioni vere da far apparire il film quasi un docudrama (e in parte lo è anche perché parlano della vita dello stesso Collard, che sarebbe morto subito dopo la fine del film) in tutta la sua durezza e la sua sincerità cruda. Potrebbe sembrare quasi una guasconata o esagerato, in realtà Les nuits... racconta "soltanto" una trance di vita di uomini e donne, di sentimenti ed emozioni che spesso, molto spesso, vengono lasciate marcire nel cassetto del "si farà"... Ma Jean, Laura e tutti gli altri che compongono questo "quadro" non vogliono saperne di essere congelati... vogliono tutto adesso e senza alcuna remora. Disperazioni mista a desiderio. Dramma misto a felicità. Dolore misto a sesso...
Un film unico che ha avuto il coraggio di parlare per primo di uno dei mali del nostro periodo. Ma senza enfasi e senza pudore solo per quello che è questo male terribile... Un grande film (forse sopravvalutato) da non perdere....



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