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L’ARCA DI NOÈ

di Juan Pablo Buscarini

Soggetto e  sceneggiatura: Enrique Cortés, Barbara Di Girolamo, Axel Nacher, Fernando Schmidt
Musiche: Andrés Goldstein, Daniel Tarrab
Montaggio: Massimo Croce, César Custodio
Produzione: Patagonik Film Group
Distribuzione: Eagle Pictures              
Nazionalità ed anno: Argentina/Italia, 2007
Durata: 88'
Data di uscita: 3 ottobre 2008
Titolo originale: El Arca
Sito ufficiale

L’ARCA DI NOÈ
1 e mezzo

Qualche anno fa una compagnia male assortita di calciatori, complice Fiamma Izzo in qualità di direttrice del doppiaggio, tentò di annacquare la comicità demenziale dell'ottimo Shaolin Soccer, con un'edizione italiana che a chiamarla "creativa" c'è da essere accusati di oltraggio all'eufemismo. A vedere il trailer del cartone animato L'Arca di Noè, si poteva pensare che ci riprovassero. Difatti, ecco un sorridente Rino Gattuso intervenire tra i personaggi animati e incitare il pubblico alla visione del film: che ci debba toccare Ringhio in veste di doppiatore di umano o di animale biblico?
E invece, après le deluge, di Rino manco l'ombra. Rimane la perplessità sui perché di questa sponsorizzazione: passi l'intimo di Dolce & Gabbana, passi la telefonia mobile, ma che Gattuso arrivi a fare il testimonial del diluvio universale ci sembra quantomeno ingeneroso. Anche se, potenza dei fenomeni nazional-popolari, tre frasi in croce del summenzionato hanno fatto sì che qualche parola in più la si spendesse anche su L'Arca di Noè, cartone animato argentino (ma con più di una presenza italiana sia fra i realizzatori che tra i produttori) eminentemente dimenticabile.
La storia è presto detta: Noè, buono, caro e perennemente indebitato causa irrefrenabili tendenze altruistiche, vive con la moglie, i tre figli e le tre nuore, e già questo ne fa un candidato papabile alla canonizzazione. Un giorno Dio, che è obeso e di colore (ma biondo), lo coinvolge nell'happening del millennio, ovverosia la fine del mondo, e gli affida la costruzione del Titanic, su cui caricare se stesso, la famiglia petulante e ingrata, e qualche migliaio di bestie. Sul fronte animale, lo sdentato re leone Parrucco raccoglie l'appello di Noè e invia sull'arca le bestie richieste, guidate dal figlio Tanga, un principe ereditario vanitoso e perennemente infoiato, che ha per consulente d'immagine uno scimpanzé gay. Sull'arca la convivenza è difficile, tanto più che è sempre d'attualità la vecchia storia della catena alimentare: ergo, sopravviveranno il tenero porcellino, l'agnello pasquale egli altri quadrupedi edibili alla bramosia dei carnivori? E il leone Tanga metterà da parte shampoo, balsamo e creme idratanti per diventare un re altruista e responsabile? E Noè una volta tanto ci darà la soddisfazione di sterminare a colpi d'accetta la sua famiglia? Già una volta John Huston si era trattenuto, ma la speranza è dura a morire.
Il baraccone di uomini e animali promette divertimento e spunti irriverenti, ma non trova mai la nota giusta su cui affiatarsi, mentre i continui riferimenti all'accoppiamento sbilanciano pericolosamente sul fronte adulto un film che sarebbe stato ammissibile solo sotto la soglia dei dieci anni. Qualche battuta divertente è riservata a Bibbio, il braccio destro di Dio, coautore indovinate di che libro, ma in generale il lato edificante rimane la spina nel fianco della storia, con una scrittura che è più a suo agio nella parodia. Ma, più di tutto, la nota dolente è l'animazione, di una piattezza indescrivibile, e sempre più grossolana via via che ci si avvicina alla conclusione, mentre sul versante dell'edizione italiana la traduzione è tirata via, a tratti addirittura incomprensibile. Dopo essersi cimentati poco e male in una versione italiana di una versione spagnola di I will survive, i nostri tralasciano di tradurre la canzone finale, di conseguenza i personaggi, che avevano parlato fino a quel momento una quindicina di dialetti, tutti innegabilmente italici, d'improvviso cantano in spagnolo. E che cosa sarà mai, dall'arca a Babele il passo è breve.

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Qualche anno fa una compagnia male assortita di calciatori, complice Pino Insegno in qualità di direttore del doppiaggio, tentò di annacquare la comicità demenziale dell'ottimo Shaolin Soccer,

SALVE SONO PINO INSEGNO NON HO MAI DIRETTO QUESTO FILM ERO L'UNICO DOPPIATORE PROFESSIONISTA PRESENTE L'UNICO CHE LO HA DOPPIATO  IN ITALIANO,PERCHE DA SEMPRE CONTRARIO AI DIALETTI E AI COSIDDETTI TALENT.LA SOMMA PERCEPITA E' STATA DEVOLUTA DA TUTTI IPARTECIPANTI AL DOPPIAGGIO IN BENEFICENZA.SAPPIATE CHE QUESTE SCELTE DI FAR DOPPIARE ATTORI E PERSONAGGI FAMOSI E' SEMPRE PRESA DA OLTRE OCEANO.PER QUALSIASI DELUCIDAZIONE SONO A VOSTRA DISPOSIZIONE. MA VI PREGO PRIMA DI METTERE IL MOSTRO IN PRIMA PAGINA INFORMATEVI. GRAZIE

PINO INSEGNO

Sab, 04/10/2008 - 10:50

Gentile signor Insegno,

non possiamo che scusarci e provvedere a una tardiva correzione (la direzione del doppiaggio era, nella circostanza, affidata a Fiamma Izzo e non a lei come precedentemente riportato dalla redattrice), ringraziandola per la dovuta segnalazione.
Che il compenso dei VIP coinvolti nell'operazione Shaolin Soccer sia stato devoluto in beneficenza è cosa nota ed encomiabile, ma non giustifica a tutt'oggi la qualità a dir poco scadente dell'edizione italiana. Non tanto per i tagli, quelli sì decisi oltreoceano dalla Miramax per il mercato europeo (circa 20' in meno), quanto per l'utilizzo di dialetti, le battute inventate di sana pianta, la parziale modifica della colonna sonora e la venatura sottilmente xenofoba del tutto (anni fa dedicammo uno speciale sull'argomento, tanta e palese era la carne al fuoco), tutte cose difficilmente ascrivibili a superiori volontà estere. Meno che mai, va da sé, alla sua.
Cordiali saluti,
Gianluigi Ceccarelli


Sab, 04/10/2008 - 13:04

Gentile signor Insegno,

mi associo alle scuse portate dal nostro vicedirettore Ceccarelli per l'errore commesso. Sicuramente saremo (ancora) più attenti al fine di evitare altri spiacevoli inconvenienti (anche perchè solo dagli errori si può imparare e quindi migliorare) che ledono non solo il soggetto (o l'oggetto) dell'errore ma anche noi. A tale proposito la voglio anche ringraziare per la sua tempestiva segnalazione.
In ogni caso il nostro Gianluigi Ceccarelli è gia stato esplicito nel porgere le nostre scuse e ad operare le pronte correzioni.
Sperando che l'errore commesso non sia stato lesivo della sua persona, visto anche il "pronto intervento" operato, le invio i miei più cordiali saluti.
Mauro Conciatori


Sab, 04/10/2008 - 19:58