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CULMINA L’ATTIVITÀ DELLE “GIORNATE” CON L’APPELLO DI EMERGENZA CULTURA

Help me... Help me...Help the cinematography!!! Save from Hell!!!
Ieri si sono conclusi gli appuntamenti alla Villa degli Autori, con il coordinamento "EMERGENZA CULTURA" che ha proposto l'incontro "VERSO UN NUOVO UMANESIMO - Riaprire il dialogo tra i linguaggi". L'appuntamento, incentrato sull'importanza del riconoscimento della cultura come elemento centrale della vita civile e democratica del nostro Paese, si è posto come proseguimento del discorso iniziato, il 28 marzo scorso al Teatro Valle di Roma, con il convegno Emergenza Cultura dal quale è scaturito il manifesto Progetto per un Nuovo Umanesimo. A Venezia questo discorso si è tradotto in un incontro con la Biennale, il mondo del cinema italiano e internazionale, le istituzioni e le associazioni di teatro, di letteratura e musica contemporanea, nella prospettiva della creazione di un laboratorio permanente che ponga la cultura come scelta strategica per una società in trasformazione.
A parlarne, il regista Ugo Gregoretti in qualità di Presidente dell'Associazione Nazionale Autori Cinematografici (ANAC), ha ricordato i punti salienti dell'iniziativa e, con sagace ironia, ha annunciato la data del secondo importante convegno che si svolgerà a Roma, al Bioparco (ex Giardino Zoologico), il 30 settembre prossimo, nel quale verrà ribadita la partecipazione attiva di personalità e associazioni rappresentative non solo del cinema ma di tutte le forme espressive del panorama culturale italiano.
In rappresentanza dell'Associazione per Teatro Italiano, Benedetta Buccellato, ha evidenziato la problematica della cultura: "totalmente scissa dalla vita civile e sociale del nostro Paese". È una questione nota e annosa cui l'iniziativa sta tentando di suggerire soluzioni non soltanto teoriche ma finalmente concrete e attuabili. "È importante non parlare solo del teatro" ha spiegato "perché i problemi sono di tutte le arti visive e non sono tanto connessi alla povertà dei vari campi artistici quanto alla mancanza di strategie".
L'obiettivo, quello di rivolgersi alla classe politica. "Non è più accettabile" ha proseguito "che la politica veda nella cultura un investimento che produca un ritorno economico, ma dovrebbe far sì che le risorse siano ben spese senza imporre modelli o percorsi".
A proseguire il discorso Nino Russo (Anac) che si è fatto portavoce delle parole di Carlo Lizzani, assente giustificato perché impegnato nella preparazione del suo prossimo film. Una lettera impregnata di un umanesimo sociale e politico quella del regista, nella quale viene esortata una riproposizione verso un dialogo fra i linguaggi artistici, perché l'interdisciplinarità è una comunanza vitale per tutti i settori. C'è, in quelle parole, una legittima preoccupazione per la deriva culturale in cui versa la nostra società: un vero e proprio genocidio che l'Italia sta cavalcando con sempre maggiore evidenza. "Se nel '68 chi non aveva letto un libro o visto un certo tipo di cinema si vergognava" ha concluso Russo "oggi questa mancanza è invece vista come un valore".
Questa situazione di crisi, ha fatto riflettere Russo, è anche alla base di alcuni fatti drammatici che stanno accadendo negli ultimi anni: "c'è un collegamento stretto tra una società che ha una deriva culturale e i fatti tragici che accadono nel mondo".
Paolo Baratta -Presidente Biennale di Venezia- intervenuto all'incontro ha sottolineato come continuamente "ci si pone il problema di essere una vetrina seria e qualitativa per gli autori. Mentre svolgiamo questo lavoro ci troviamo in difficoltà di dialogo con il mondo che ci circonda che tende a considerare la cultura come momento di consumo e la creatività come una sorta di macchina per trasformarci in transiti di novità". Il presidente ha sottolineato una sua personale attenzione per sollecitare un interesse culturale, "anche se è difficile coltivare la creatività in un Paese in cui lo sforzo pubblico non è molto rilevante". La creatività è "un patrimonio umano sul quale deve esserci un momento di sviluppo, perché aiuta a tenere increspato il mondo e non farlo diventare piatto". Purtroppo nella nostra società si è creato un vallo invalicabile tra il momento in cui c'è l'apprendimento a quello in cui ci viene richiesto di mettere in pratica quanto imparato. "È su questo" ha concluso "che stiamo lavorando: per cercare di fornire ai giovani la stampella per attraversare questo fosso".
Russo, cogliendo al balzo il discorso del presidente della Biennale ha voluto sottolineare che "in Italia ci sono due grandi istituzioni culturali: la rai e la biennale di Venezia", per far nascere considerazioni critiche sulla diversità di approccio alla cultura da parte dell'uno e dell'altro canale, prima di passare la parola a Rocco Cesareo. Il Sindacato Nazionale Scrittori, di quale è rappresentante, mostrando grande speranza verso l'iniziativa di Nuovo Umanesimo perché la situazione attuale ha ribadito "è di grande emergenza, quasi di non ritorno". La problematica è sempre legata alla pirateria perché "non si riesce a creare una legge di sistema che tuteli l'aventi diritto e gli utenti e l'85% degli italiani ritengono del tutto logico scaricare qualsiasi cosa da internet".
Con la stessa buona speranza si è espresso Bruno Torri, Presidente del Sindacato dei Giornalisti Cinematografici, che ha sottolineato la necessità di "recuperare la capacità di essere attivi e propositivi e riconquistare quella visione dialettica dei problemi per spingersi non solo verso la protesta ma anche verso la proposta". Insistere sulle contraddizioni dunque e cercare delle spinte ottimistiche che possano guidare nella direzione del produrre cultura.
Alle dichiarazioni di Torri, si è riallacciato quasi in chiusura Emidio Greco (vicepresidente Giornate degli Autori) evidenziando che l'errore comune è quello di cercare "di inseguire un principio economicistico che non produce nulla. L'emergenza cultura" dalle parole di Greco, si traduce in un "bisogno di riacquistare un'incidenza nella società che oggi è ridotta a zero". Due le osservazioni avanzate: l'atteggiamento importante, quando si parla di investimento, è nel riuscire a vederlo come "un investimento nella cultura per produrre cultura". Altra considerazione ha toccato il tema della diminuzione qualitativa delle opere come conseguenza di una ricerca di consenso. "Il prodotto" ha affermato Roberto Perpignani, Presidente Federazione Italiana delle Associazioni Cineaudiovisivo, a cui Greco ha passato la parola "dovrebbe nascere dal dialogo tra i vari linguaggi, perché è solo nello scambio che si può sperare di produrre qualcosa".
In chiusura, Fabio Ferzetti (Delegato generale Giornate degli Autori), riassume un po' la crisi delineata in questo incontro, in una "mancanza di sforzo nel cercare di capire i cambiamenti della società". Dalle parole di Ferzetti è scaturita una speranza forte verso quel "pulviscolo di persone che questa domanda di cultura la auspicano in modo positivo e creano canali di informazione alternativi e non trascurabili" attraverso i quali riesce a passare un certo tipo di informazione. "Quella dei blog ad esempio" ha continuato "è una realtà tutt'altro che marginale ed è su queste che si deve puntare". L'unico problema di questi canali alternativi sta nel fatto che si può generare una certa dispersione perché "oggi non abbiamo più circuiti di informazione saldi ai quali ci si può rapportare". In alternativa c'è una "grande fame" ha concluso che può essere impulso per "lavorare su queste piccole realtà effettive e informi e farle crescere".

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