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PRANZO DI FERRAGOSTO

di Gianni Di Gregorio

Sceneggiatura: Gianni Di Gregorio
Fotografia: Gian Enrico Bianchi
Montaggio: Marco Spoletini
Musiche: Ratchev & Carratello
Scenografia: Susanna Cascella
Costumi: Silvia Polidori
Interpreti: Gianni Di Gregorio, Valeria De Franciscis, Marina Cacciotti, Maria Calì, Grazia Cesarini Sforza, Alfonso Santagata.
Produzione: Matteo Garrone per Archimede
Distribuzione: Fandango
Nazionalità ed anno: Italia, 2008
Durata: 75'
Data di uscita: 3 settembre 2008
Titolo originale: id.
Sito italiano

PRANZO DI FERRAGOSTO
3

Esordire a 59 anni suonati è una scommessa. Esordire a 59 anni con un film che parla di anziani, anzi, di anziane, è una doppia scommessa. È Gianni Di Gregorio, assistente di Matteo Garrone e sceneggiatore di lungo corso, questa scommessa l'ha sicuramente vinta, confezionando un film delicato, leggero ma non banale, rapido non solo in virtù dei suoi 75 minuti ma soprattutto per la sua efficacia e capacità di colpire. Certo, non c'è da gridare al capolavoro, ma la godibilità è assicurata. Queste allegre vecchiette, con i loro problemi, le loro manie, le loro dipendenze e pretese, riescono ad affascinare ed ammaliare. Il povero Gianni infatti (interpretato dallo stesso regista) si trova in condizioni economiche difficili e con una madre anziana da accudire. L'amministratore del condominio gli chiede così di poter ospitare per un paio di giorni a cavallo di ferragosto la madre, in cambio di un decurtamento dei debiti. Si presenta però anche con la vecchia zia, e poco dopo anche il dottore chiede a Gianni di potergli affidare la madre. Piano piano insomma la casa si riempie, fino a che il protagonista si ritrova con quattro donne anziane a cui badare. Ma tutto sommato, tra gag piuttosto divertenti e situazioni imbarazzanti, non sembra esserne troppo dispiaciuto.
Fuori dall'appartamento dove si svolgono la maggior parte delle scene, c'è Roma, Trastevere in particolare, bella come non mai d'agosto. I negozi sono chiusi, c'è un silenzio irreale, sono tutti in ferie: un elemento che fa da contrasto alla confusione che si crea a casa di Gianni. E Di Gregorio dimostra di saper giostrare i vari elementi che compongono il film in maniera magistrale, senza mai farsi sfuggire nulla di mano, muovendo fili intorno al suo stesso personaggio senza nessun impaccio.
Insomma, Pranzo di ferragosto è un film sicuramente da vedere, forte di alcune scene esilaranti, e della capacità di non scadere mai nel ridicolo (e non è facile quando si tratta di argomenti di questo tipo).

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