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CON LA MATITA E CON IL CUORE: ECCO PONYO

Niente computer graphic nell'ultima opera di Hayao Miyazaki, in Concorso con una tenera storia d'amore infantile

CON LA MATITA E CON IL CUORE: ECCO PONYO

A quattro anni da Il castello errante di Howl Hayao Miyazaki torna a incantare le platee di ogni latitudine, con un film "pensato guardando agli interessi di tutta la gente del mondo", e un'attenzione particolare ai più piccoli. "Prendo energia dai bambini intorno a me, anche dai figli dei membri del mio staff", dichiara con il consueto stile asciuttissimo che lo contraddistingue ad ogni incontro con la stampa il maestro dell'animazione giapponese.
Le proiezioni stampa - ieri sera e stamattina - di Ponyo on the Cliff by the Sea si sono concluse tra gli applausi (e qualche lacrimuccia), tanto che la simpatica canzoncina-sigla sul finale si percepiva a malapena; in giornata il film sarà proiettato per il pubblico in Sala Grande, e non è difficile immaginare una replica di emozionati consensi. Ci sono voluti centosettantamila quadri, questa volta rigorosamente realizzati a matita, perché  "il digitale indebolisce la vera forza dell'animazione, bisogna saperci rinunciare", per raccontare la tenera, romantica e avventurosa vicenda che vede protagonisti Ponyo, dolce e magica pesciolina rossa, e Sosuke, vivace bimbetto di cinque anni dotato di un grande, grandissimo cuore. Per molti aspetti la storia ricorda "la Sirenetta": Ponyo desidera diventare umana e abbandonare gli abissi marini e, soprattutto, il dominio paterno; eppure Miyazaki assicura di essersi accorto della somiglianza con la favola di Hans Christian Andersen soltanto in un secondo momento. Più dichiarata, invece, e sottolineata anche nei temi musicali ad opera di Joe Hisaishi, l'ispirazione al teatro wagneriano: ne sono esempio il tema della distruzione (e dell'equilibrio) del mondo, o l'accettazione della diversità (la piccola Ponyo è una bimba-pesce a tutti gli effetti) da parte della comunità umana. Senza contare che nelle profondità marine risponde al nome di Brunilde:"Torna a casa cavalcando pesci e onde, Brunilde mi è sembrato un buon nome", dichiara il maestro.
A sessantasette anni Miyazaki non pare intenzionato a smettere di regalare al mondo le sue bellissime storie incantate, e gliene siamo tutti grati; ha già in mente qualche aggiornamento nel suo staff - ma glissa sui nomi - in quanto "dal prossimo film avrò più di settanta anni, e dovrò farmi aiutare dalle nuove generazioni".

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