Menu principale

Login utente

Commenti recenti

Scambia informazioni

Syndicate content

EDITORIALE SETTEMBRE 2008

I have a dream...

EDITORIALE SETTEMBRE 2008

I have a dream... di un mondo migliore... I have a dream... di un mondo dove non ci siano guerre... I have a dream... di un mondo dove i popoli e le genti siano parte di un'unica entità... I have a dream... di un cinema migliore, di un cinema che  assuma valenze universali e possa essere qualcosa che unisca i popoli, che sappia divertire, che possa far pensare, che faccia riflettere. Un cinema universale e con le stimmate di un qualcosa di unico... Può sembrare arrogante quello che si scrive, ma parafrasando una delle frasi più celebri mai dette da uomo ci piace descrivere quello che vorremmo e non potendo (e non volendo) fare un discorso ampio che vada a toccare i cuori di noi, poveri umani, (compito che lasciamo ad altri) ci limitiamo a prendere quella frase per traslarla nel mondo cinematografico in una sorta di ambizioso pensiero che possa racchiudere i nostri sogni (e segni) di come il cinema si debba porre nei confronti di se stesso e del mondo che racconta. Un mondo (quello cinematografico) che racconta la vita attraverso una metarealtà che a volte anticipa pensieri e fatti che avvengono nella vita reale. Un mondo, quello cinematografico, che esiste non solo per essere "arte in movimento" o pura evasione ma anche per tracciare strade inesplorate a "noi umani".
Un cinema che salvaguardi se stesso e sia in grado di essere struttura portante (ed importante) del mondo nel quale agisce.
Già a Venezia si vede come il cinema sia sempre più attivo nei confronti di se stesso (salvare 100+1 film del cinema italiano ad esempio) nella "protezione" di opere "in via di disfacimento". Oppure di come il cinema francese cerchi di tracciare delle linee guida per sopravvivere ai problemi che lo attanagliano. O ancora di come il cinema americano, da sempre visto come il "diavolo tentatore", batta strade differenti per non essere solo entertainment ma anche "altro"...
Non abbiamo nulla contro il cinema di evasione e intrattenimento, anzi è necessario per la sopravvivenza del cinema stesso, però non può e non deve essere solo quello. Un percorso che troppo spesso negli ultimi tempi è stato percorso. Il cinema è industria ma deve e può anche pensare ad essere "altro".
Ecco, noi chiediamo che sia altro. Che ci sia, in particolare in Italia, una volontà di non appiattire il modus operandi ma di incentivare quel cinema che a Cannes ci ha ricoperto di gloria. Non vogliamo che sia solo un momento da vivere in fretta ma che sia qualcosa di solido. E a Venezia si sta percorrendo la stessa strada. Una strada che non deve essere lasciata, ma deve essere percorsa sino in fondo per (ri)creare un cinema italiano che possa di nuovo primeggiare al mondo e dare quell'apporto di crescita al paese (vero Ministro Bondi?) che solo la "forza dell'immagini può dare" (ci sembra un po' di destra ma è vero)...
I have a dream... di un cinema italiano che sia unico, incredibile, straordinario e sognante... un cinema che si riprenda il suo posto nella scala di valori per volare più in alto per trasformare i sogni in realtà e poter dire The dream is now...

accedi o registrati per inviare commenti