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KETTO TAKADANOBABA
di Masahiro Makino, Hiroshi Inagaki
Fotografia: Hideo Ishimoto, Rokusaburo Mitsui
Interpreti: Tsumasaburo Bando, Tokuma Dan, Komako Hara, Shunzaburo Iba
Produzione: Nikkatsu
Distribuzione internazionale:Nikkatsu
Nazionalità ed anno: Giappone, 1937
Durata: 64'
Formato: 35mm, b/n
Lingua: giapponese
Non è raro, nelle neonate cinematografie, che le influenze vengano tutte dalle tradizioni teatrali dei rispettivi paesi determinando storie e stili, inquadrature e recitazioni, musiche e montaggio. La cosa che colpisce di più di Ketto Takadanobaba di Masashiro Makino con la stretta collaborazione di Iroshi Inagaki è la sorprendente consapevolezza del linguaggio del cinema. Nonostante temi e stili i riprendono ineviatbilmente, almeno in parte, quelli del teatro Nō e della sua versione più popolare e grottesca, il Kabuki, la camera si muove libera dagli stilemi teatrali, imponendosi sia visivamente che ritmicamente per le sue trovate assolutamente innovative per l'epoca.
Su tutte la scena della corsa, dove viene riproposta (o quasi) la stessa sequenza più volte per dare l'idea della lunghezza della strada percorsa e incrementando in questo modo anche la suspense (in montaggio alternato lo zio che combatte da solo contro venti). Non ci si stupisce allora che da film come questo (e da autori come questi, di calibro mondiale) sia nata una delle cinematografie più belle e affascianti del mondo dando vita ad autori come Akira Kurosawa, Yasuhjiro Ozu e Kenji Mizoguchi (che attingerà direttamente dall'immaginario di Makino e company). Siamo al Big Bang del cinema giapponese: eppure la maturità di Ketto ancora oggi impressiona per freschezza, recitazione, trovate di sceneggiature, personaggi (il personaggio protagonista, Yasubei, avrà tra l'altro fortuna, divenendo un personaggio seriale e trovando la sua vetta nel film del 1959 Samurai Vendettadi Kazuo Mori) montaggio e regia, che solo in un'ora scarsa riescono ad emozionare e divertire lo spettatore, alternando momenti seri a faceti, calmi e frenetici. Ma soprattutto riesce a ribaltare situazioni ed ad imporre un personaggio nell'immaginario collettivo, stupendo continuamente il pubblico e facendolo affezionare agli interpreti, delineati con brevi ma precisi tratti, senza mai perdersi in fronzoli ed in inutili digressioni. È vero, siamo al grado zero del cinema giapponese (basti pensare a Ugetsu Monagatari di Mizoguchi, estremamente complesso ed articolato, o a Rashomon di Kurosawa) ma in questa estrema semplicità, limpida come acqua si rispecchia un grande cinema capace, ieri come - soprattutto - oggi di coinvolgere ed appassionare lo spettatore, che, attonito, assiste una volta di più all'eterna magia del cinema.
Hiroshi Inagaki nasce a Tokyo il 30 dicembre 1905. Regista e sceneggiatore, inizia la carriera cinematografica - come attore - in tenerà età, partecipando a moltissimi film muti. A soli ventidue anni è "promosso" regista, e grazie al produttore Mansaku Itami (futuro padre del celebre regista Juzo Itami) Inagaki inizia a girare molti film, con una frequenza di tre lungometraggi all'anno, affiancando a questa attività anche quella di sceneggiatore - camuffato dietro uno pseudonimo - per il regista Sadao Yamanaka. Grazie all'opera di Inagaki, Itami e Yamanaka, insieme quanto singolarmente, il cinema giapponese della prima metà del novecento si definì nei generi - basti pensare che, per tutti gli anni trenta, siamo nel momento di massimo splendore del genere Jidai Geki, ambientato per lo più nel periodo Tokugawa (1603 - 1867) e trattato da Inagaki secondo la tradizione storica e letteraria - ed è ormai accertata la futura influenza sui film di Kenji Mizoguchi. Inagaki, che nella sua prolifica ha diretto moltissimi film, nel 1954 vinse l0Oscar per il Miglior Film Straniero con Miyamoto Musashi (noto con il titolo internazionale di Samurai).
Nonostante i riconoscimenti e i successi, negli anni settanta iniziano le prime difficoltà nel reperire finanziamenti per i suoi film - come per Furin Kazan (Samurai Banners, 1969); esattamente come il grande Akira Kurosawa, Inagaki è ora un regista che ha fatto il proprio tempo, i cui film sono diventati troppo costosi per essere prodotti. Il consequenziale rifugio nell'alcolismo aggravò maggiormente la sua situazione lavorativa ed economica, e contribuì alla sua morte, avvenuta a Tokyo il 21 maggio 1980.
Figlio di Shozo Makino, pioniere dell'industria cinematografica giapponese, Masahiro Makino (1908 - 1993, noto anche con il nome Masatada Makino) iniziò a recitare nei film di suo padre ancor prima di andare a scuola, per poi divenire suo assistente alla regia. Firmò il suo primo capolavoro, Roningai (1928, t.i. Street of Masterless Samurai), a soli vent'anni. Estremamente poliedrico, ha diretto dal 1926 al 1972 oltre 230 film di ogni genere, specializzandosi negli action movies con protagonisti eroi solitari, di solito samurai in lotta contro le ingiustizie o gangster in cerca di vendetta. Ben nota divenne la sua tecnica di regia, che alternava lente sequenze sentimentali a concitati momenti di azione.
Filmografia essenziale:
Hiroshi Inagaki
1928 Hôrô zanmai (aka The Wandering Gambler)
1937 Chikemuri Takadanobaba (aka Kettô Takadanobaba; aka Ketto Takadanobaba;
aka Takadanobaba Duel)
1952 Sword for Hire (aka Sengoku burai)
- Samurai Trilogy
1954 Samurai I: Musashi Miyamoto
1955 Samurai II: Duel at Ichijoji Temple
1956 Samurai III: Duel at Ganryu Island
1955 The Lone Journey aka The Road (aka Tabiji)
1957 Ninjitsu (aka Yagyu bugeicho)
1957 Rickshaw Man
1958 Yagyu Secret Scrolls (aka Yagyu bugeicho Ninjitsu) - part 2
1959 The Birth of Japan (Nippon Tanjō, aka The Three Treasures)
1962 Chushingura
1969 Samurai Banners (aka Fūrin Kazan)
Masahiro Makino
1927 Seishun o suritorareta hanashi
Gakusei gonin otoko
1928 Rônin-gai - Dai-ichi-wa: Utsukushiki emono (aka Jobless Samurai; aka Street
of Masterless Samurai)
1929 Rônin-gai - Dai-ni-wa: Gakuya-buro - Dai-ippen
Kanashiki kare
Rônin-gai - Dai-ni-wa: Gakuya-buro - Kaiketsu-hen
Rônin-gai - Dai-san-wa: Tsukareta hitobito
1937 Chikemuri Takadanobaba (aka Kettô Takadanobaba; aka Ketto Takadanobaba;
aka Takadanobaba Duel)
1943 Ahen senso (aka The Opium War)
1948 Nikutai no mon (aka Body at the Gate)
1958 Shimizu Minato no meibutso otoko: Enshûmori no Ishimatsu (aka The
Traveling Ruffian)
1967 Kyokotsu ichidai (aka The Chivalrous Life)
1969 Nihon kyokaku-den: hana to ryu (aka The Flower and the Dragon)
1972 Junko intai kinen eiga: Kantô hizakura ikka (aka Cherry Blossom Fire Gang;
aka Kantô hizakura ikka; aka The Red Cherry Blossom Family)


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