Menu principale

Login utente

Commenti recenti

Scambia informazioni

Syndicate content

INJU, LA BETE DANS L'OMBRE

di Barbet Schroeder

Sceneggiatura: Eitan Arrusi, Jean-Armand Bougrelle, Frédérique Henri, Barbet Schroeder
Fotografia: Luciano Tovoli
Montaggio: Luc Barnier
Scenografia: Fumio Ogawa
Costumi: Fumiko Sugaya (consulenza artistica di Milena Canonero)
Musiche: Jorge Arriagada
Interpreti: Benoît Magimel, Minamoto Lika, Shun Sugata, Maurice Bénichou, Ryo Ishibashi
Produzione: Cross Media, La Fabrique de Films, SBS Films
Distribuzione internazionale: UGC International
Distribuzione italiana: UGC Distribution
Nazionalità ed anno: Francia, 2008
Durata: 105'
Formato: 35mm, colore
Lingua: francese/giapponese

INJU, LA BETE DANS L'OMBRE
1 e mezzo

In-Ju: un po' maschio e un po' femmina. Di certo giapponese, di certo un po' mostro dei nostri tempi. L'ispirazione del veterano cineasta francese Barbet Schroeder proviene dall'omonimo romanzo di Edogawa Ranpo, scittore della pop-cultura nipponica, adulato dai molti nonostante la malvagità che gli viene attribuita. Fascino perverso, tante ombre e sesso bilingue, giacché i protagonisti sono un prof /romanziere francese (Benoit Magimel) appassionato ed esperto di cultura made in Japan e una geisha di alto rango (Lika Minamoto).  Parigi prima e Kyoto poi (soprattutto) in sottofondo. Meta-storie per meta-cinema, falso mistery- thriller a basso tasso di suspense. Poca catarsi e comprensione quasi immediata degli incastri. Il risultato di Inju - La bestia nell'ombra (ancora senza distribuzione per le sale italiane) è un'operazione poco convincente, giustificabile solo ad una condizione: che ne venga intesa la sua ironia complessiva. Il gusto, infatti, è una riproposta dell'estetica dei gialli anni Cinquanta, specie per l'accompagnamento musicale; ne consegue la malizia con cui viene osservata dallo spettatore odierno, già addestrato ad ogni genere di mistero incastrato, con flash back e forward, e cambiamenti repentini di  rotta.
L'aspetto più riuscito del film diventa quindi il suo lato simil comico, dettato dalle solite regole di goffi incontri tra civiltà, lingue e culture. A poco serve il fascino parigino di Magimel (al di sotto delle sue ben note prestazioni attoriali) per non ingannare le giappo- trappole che lo porteranno ad un (per lui) inatteso finale. Da non rivelarsi, nonostante tutto.

Tratto da Inju, di Rampo Edogawa. In Giappone per promuovere il suo nuovo poliziesco, il romanziere Alex Fayard incontra e decide di proteggere Tamao, geisha minacciata da un violento ex amante. Si tratta di Shundei Oe, scrittore di gialli adrenalinici che Alex conosce a menadito, che finisce per condurlo in una spirale di vendetta cruenta dal quale sarà difficile trarsi in salvo. Qual è il confine tra realtà e fiction?

Classe 1941, nato a Teheran, il regista Barbet Schroeder è filosofo sorboniano e critico sui Cahiers du Cinema fino al balzo oltre lo schermo, scegliendo presto di dedicarsi alla produzione e alla regia. In più occasioni produttore delle pellicole di Eric Rohmer e di molte delle più celebri opere della classica nouvelle vague, solo negli anni '90 approda al largo consenso come regista grazie a Il mistero von Bulow e all'interpretazione del suo protagonista Jeremy Irons.

Filmografia:

1969 More
1971 Le cochon aux patates douces
1971 Maquillages
1971 Sing-Sing
1972 La vallée
1974 Général Idi Amin Dada: Autoportrait
1976 Maîtresse
1978 Koko, le gorille qui parle
1984 Tricheurs
1985 The Charles Bukowski Tapes
1987 Barfly
1990 Reversal of Fortune
1992 Single White Female
1995 Kiss of Death
1996 Before and After
1998 Desperate Measures
2000 La virgen de los sicarios
2002 Murder by Numbers
2007 L'avocat de la terreur
2008 Inju, la bête dans l'ombre

accedi o registrati per inviare commenti