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BELOW SEA LEVEL
di Gianfranco Rosi
Fotografia: Gianfranco Rosi
Montaggio: Jacopo Quadri
Produzione: 21oneproductions
Nazionalità ed anno: Italia, Usa, 2008
Durata: 105'
Formato: 35 mm, colore
Lingua: inglese
Terra di nessuno, depressa a 40 metri sotto il livello del mare, nel cuore del deserto californiano. Hollywood a poche centinaia di km di distanza. Si chiama Slab City e negli Usa è un luogo unico. Ne è rimasto vittima Gianfranco Rosi che per ritrarlo coi suoi incredibili abitanti ci ha vissuto 4 anni. Ne ha ricavato Below Sea Level, un doc di circa 100 minuti che ha per protagonisti 7 volti/voci, capitati in quella parentesi desertica della ricca California (siamo tra Los Angeles e San Diego) per scelta propria o di un destino avverso.
Si chiamano Ken, Lily, Mike, Wayne & Carol, Cindy e Sterling e sono - in ordine sparso - un professore universitario, un transessuale reduce dal Vietnam che si improvvisa parrucchiera, un ex detenuto, una dottoressa, un laureato in teologia, un attore di C movie. "Siamo rimasti fuori dai binari della società, ecco perché siamo qui", dicono unanimi lasciandosi le evidenti differenze alle spalle. A Slab City nessuno fa domande, e per questo è intesa come patria della vera libertà. Concetto ardito in un'America alla rincorsa dell'ultimo paradosso. Vivono in roulotte, non trascurano l'attenzione a se stessi, si curano, si amano, gioiscono e piangono. Come è successo alla visione del film su di loro, inattesa ovviamente. Per il governo degli Stati Uniti loro sono homeless ma di fatto non è corretto definirli tali, perché un'abitazione - loro malgrado - se la sono ricavata e hanno così eluso la legge americana che vieta ai senza tetto l'occupazione del luogo pubblico. "Nelle città sarebbe impossibile e saremmo già dietro le sbarre, qui si può. C'è un tacito accordo su Slab City". Luogo baciato dall'anarchia, dunque, in cui lo stesso Sean Penn ha girato alcune scene di Into the Wild, quelle degli hippies per intenderci. Potrebbe diventare di moda oggi: non a caso nelle tre stagioni vivibili (d'estate raggiunge i 55 gradi) si riempie di visitatori, fino a 2mila persone. "Dubito che diventerà luogo di pellegrinaggio anticonvenzionale, perché il regime di vita è troppo duro", dice il regista. Che spera di ottenere presto una visibilità nelle sue due patrie (è cittadino anche americano) e di restituire ai suoi "argonauti" l'applauso che meritano.
A 40 mt sotto il mare e 250 km a sud est da Los Angeles, c'è una terra di nessuno. O meglio, di alcuni individui che la abitano senza elettricità, senza acqua, senza polizia, senza governo. In questo vasto deserto si depositano e conservano tutti i detriti - fisici e mentali - dei nostri tempi, mantenuti intatti dall'aria arida del deserto. Questa è la storia di Ken e Lily, di Carol e Wayne, di Mike, Cindy e Sterling.
Questo film copre quattro anni della loro vita e le loro vite compongono la sceneggiatura di questo film. Il regista ha vissuto accanto a loro in questo arco di tempo entrando simbioticamente nella loro esistenza, fino a diventare "invisibile". Sembrano degli homeless, ma non hanno nulla a che vedere con i "barboni". La loro vita scorre in una situazione estrema e tuttavia riproduce la normalità. Cucinano, leggono, fanno l'amore, curano il loro aspetto, cercano lavoro, fanno musica, coltivano ancora sogni. Non hanno rifiutato la società, le convenzioni, la "normalità", ma ciascuno di loro, per circostanze diverse, si è trovato "fuori". Rappresentano la nuova povertà.
Filmografia:
1993 Boatman (mediometraggio)
2008 Below Sea Level


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