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VOY A EXPLOTAR

di Gerardo Naranjo

Sceneggiatura: Gerardo Naranjo
Fotografia: Tobias Datum
Montaggio: Yibran Assaud
Musiche: Lynn Fainchtein
Scenografia: Claudio Castelli
Interpreti: Daniel Giménez Cacho, Rebecca Jones, Martha Claudia Moreno, Juan Pablo De Santiago, Maria Deschamps.
Produzione: Canana Films, Cinematografica Revolcadero, Fidecine, Instituto Mexicano de Cinematografía (IMCINE), Verisimilitude, EFICINE 226
Nazionalità ed anno: Messico, 2008
Durata: 106'
Formato: 35 mm, colore
Lingua: spagnolo

VOY A EXPLOTAR
3 e mezzo

L'inizio è esemplare. Recita scolastica di fine anno. Maru balla sul palco con le compagne. Loro sono tutte sorridenti. Lei è palesemente annoiata. È bruttina, poco curata, i capelli sporchi. Adorabile. Poi arriva Roman, secco, aria da maudit. Porta in scena lo spettacolo Ci vediamo all'inferno. Dedicato al padre, militante d'estrema destra. S'impicca in scena, ridendo. Maru lo guarda divertita. È chiarissimo che sono fatti l'uno per l'altra.
E infatti è un attimo. Si incontrano e vedi la passione che striscia tra di loro. Si amano. Lui organizza un finto rapimento, spara un colpo di pistola per gioco a scuola, la porta via, ne ha maledettamente bisogno. Decidono di fuggire ma non sanno dove. Scelgono il tetto di casa. Lì nessuno li trova, li danno per dispersi, fuggiti chissà dove. Parte il desiderio, la ribellione innocente, l'amore folle e puro. È la parte più bella del film. Naranjo, complici i due straordinari attori Daniel e Rebecca, sembra aver filmato realmente una bruciante passione nella sua nascita ed evoluzione. E non l'ha solo filmata, l'ha inseguita, rincorsa, fregandosene di ogni estetica. Primissimi piani sporchi, sfocati, maltagliati. Poi ha selezionato il meglio. La prima volta di Maru è sensualità e poesia, riesce a rievocare tutte le emozioni di quando si era adolescenti. I baci non dati e i baci rubati, i giochi innocenti e le bravate che ti fanno diventare grande. Poi il tetto del palazzo non basta più ed inizia la fuga. Naranjo stempera le emozioni con pennellate d'ironia. Dipinge le famiglie dei due amanti: da una parte una donna messicana sola, dall'altro la borghesia corrotta. Un nulla che nulla riesce a fare. Ma la fuga di Maru e Roman diventa pian piano qualcosa d'altro, che non sembrava previsto all'inizio. Le pistole aumentano. L'amore anche, e prende vie indefinite, personali. Terribilmente emozionanti. Nel finale qualcosa si sfilaccia, ma tutto torna. E il cuore continua a battere forte.

Román e Maru, due adolescenti, scappano dalla quotidianità, in rivolta al mondo degli adulti. Tra loro sboccia un sentimento sincero, che sarà duramente colpito dal confronto con la realtà.

Messicano, Gerardo Naranjo è cresciuto nella cittadina di Salamanca. Ha vissuto un'adolescenza turbolenta, durante la quale ha divorato film su film. Terminati gli studi alla Universidad Iberoamericana di Città del Messico, ha fondato un cineclub chiamato Zero in Condotta in onore del film di Jean Vigo, tra I suoi preferiti. Dopo un periodo trascorso a occuparsi di critica cinematografica, dirige il suo primo corto Perro Negro (1997), che gli ha permesso di ottenere un Master in regia all' American Film Institute di Los Angeles. Dopo un altro corto di successo, The Last Attack of the Beast (2002), Naranjo debutta nel lungometraggio con lo scorsesiano Malachance (2004). Del 2006 è Drama/Mex, tre vicende parallele ambientate ad Acapulco.

Filmografia:

2001 Perro negro
2002 The Last Attack of the Beast
2004 Malachance
2006 Drama/Mex

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