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PUEN YAI JOM SA LAD (Queens of Langkasuka)

di Nonzee Nimibutr

Sceneggiatura: Win Lyovarin, Kongdej Jaturanrasamee
Fotografia: Natthakit Preechacharoenwat
Musiche: Chatchai Pongprapaphan
Scenografie: Ek Iemchuen
Costumi: Pisanu Warirak, Namphung Mojanakul, Chatchai Chaiyon
Montaggio: Nonzee Nimibutr, Panutat Wisetwong, Likhit Waratgool
Interpreti: Ananda Everingham, Jarunee Suksawat, Chartchai Ngamsan, Sorapong Chatri, Winai Kraibutr, Attaporn Teemakorn.
Produzione: Nonzee Nimibutr - Saha Mongkul Film Production
Distribuzione internazionale: Sahamongkol Film International
Nazionalità ed anno: Thailandia, 2008
Durata: 147'
Formato: 35 mm, colore
Lingua: thai
Sito ufficiale

PUEN YAI JOM SA LAD (Queens of Langkasuka)
2 e mezzo

Quando è stato presentato il film Queens of Langkasuka, lo si è sempre paragonato al kolossal Disney I pirati dei caraibi, come se ne fosse la sua versione in salsa thailandese. Questo è vero, ma solo in parte. Queens of Langkasuka è prima di tutto un grande ricettacolo di temi classici e film altrettanto classici qui in Occidente che a quei temi si rifanno. Non si potrà non notare la somiglianza con Guerre stellari (lati oscuri, l'odio che è la via più facile da seguire, il colpo di scena genealogico e via dicendo) o con film altrettanto epici come Il signore degli anelli e Troy (la battaglia finale ne è una perfetta miscela).
Si potrebbe andare avanti per molto; in realtà se da una parte si può dire che Queens of Langkasuka si rifaccia direttamente a questi film (ne sono in fondo la percezione orientale e la loro imitazione: "anche noi vogliamo fare qualcosa del genere"), dall'altra non si può non notare un paradossale inversione in questo senso. Spesso sono i nostri film occidentali a rifarsi a tematiche squisitamente orientali, coniugandoli con quelli nostrani (c'è un po' di Omero in quasi tutto): parliamo del binomio bene e male, lo yin e lo yang, l'iterazione profonda con la natura, l'aspetto magico. Queens of Langkasuka è l'exemplum massimo di questo processo proprio perché lo esplica a doppio senso. E questo è possibile solo in film che si presenta come il primo kolossal thailandese, quindi una produzione che per ovvi motivi di industria si pone l'obbiettivo della spettacolarità e dell'intrattenimento di massa. Nel voler accontentare il numero più grande possibili di persone si finisce per scavare più a fondo delimitanto sempre di più i confini ed eliminando le sfumature. Si arriva quindi ad avere una percezione più cristallina e geometricamente semplice attraverso cui ci appaiono più genuinamente determinati processi sociopsicologici che sono alla base per capire come i gusti e le percezioni cambiano nella nostra contemporaneità. E si può continuare, scandagliando il fondo fino a rinvenire quella base solida che accompagna la nostra fantasia da millenni, rinvenendo quelle forme archetipiche alla base del nostro stesso pensare umano e al nostro rapportarsi con esso. Nondimeno, Queens of Langkasuka, è anche un prodotto di medio intrattenimento che tra effetti speciali più o meno riusciti (la fortezza pare presa da "Age of Empire"), combattimenti più o meno spettacolari (diciamo la verità: abbiamo visto di meglio) e un intreccio classico ma neanche così scontato (interessante la soluzione scelta nel finale: il mentore diventa cattivo e si allea con quello che si scopre essere il figlio) come si sarebbe potuto pensare. A questo si aggiunga il buon ritmo di montaggio, una buona fotografia e una buona qualità di ripresa (le scene sottomarine sono molto ben fatte e i pesci quasi veri) e si otterrà un film lungo ma godibile che dimostra di aver recepito la lezione dei blockbusters, aprendo così, e ce lo auguriamo vivamente, alla neonata industria thailandese anche le porte del difficile mercato occidentale.

XVII secolo. Il regno della Regina Hijau viene conquistato a tradimento da un principe ribelle che ha preso accordi con i pirati del malvagio capitano Corvo Nero. Pari, traumatizzato dall'assassinio dei genitori per opera del capitano a cui ha assistito, cresce con lo zio zio che lo introduce all'arte magica dal saggio Raggio Bianco, ovvero come entrare empaticamente in contatto con l'oceano e le sue creature.
Una volta adulto, il giovane userà le sue arti magiche per vendicarsi contro Corvo Nero e restituire il regno alla Regina Hijau.

Nato nel 1962 nella provincia di Nonthaburi, Nonzee Nimibutr è regista, produttore e sceneggiatore. Il suo titolo più celebre è il ghost thriller Nang Nak, film che lo ha accreditato tra gli autori del nuovo cinema tailandese al fianco di Pen-Ek Ratanaruang, Wisit Sasanatieng and Apichatpong Weerasethakul. Ha iniziato la sua carriera come regista televisivo, pubblicitario e di clip musicali.

Filmografia:

1997 2499 Antapan krong muang
1999 Nang Nak
2001 Jan Dara - L'oppio dei sensi
2002 Three (episodio San Geng)
2003 Ok Baytong
2005 The Ceiling (cortometraggio)
2008 Puen Yai Jom Sa Lad (Queens of Langkasuka)

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