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PARC
di Arnaud des Pallières
Soggetto: dal romanzo "Les lumières de Bullet Park" di John Cheever
Sceneggiatura: Arnaud des Pallières
Fotografia: Emmanuel Machuel
Montaggio: Arnaud des Pallières
Musiche: Martin Wheeler
Scenografia: François Girard
Interpreti: Jean-Marc Barr, Geraldine Chaplin, Delphine Chuillot, Paola Comis, Laurent Delbecque, Jean-Pierre Kalfon, Sergi López, Nathalie Richard, László Szabó
Produzione: Marie Guirauden, Serge Lalou
Distribuzione internazionale: Films Distribution
Nazionalità ed anno: Francia, 2007
Durata: 149'
Formato: 35mm, colore
Lingua: francese
Sito ufficiale
Al Lido è sbarcato un distillato di ambizione purissima: risponde al nome di Parc, ed è firmato Arnaud des Pallières, regista che fino a questo momento si è equamente diviso tra cinema e televisione, mantenendo intatto il suo interesse per la cura del suono. Con questo film, ambientato in un lussuoso sobborgo residenziale della Costa Azzurra, vorrebbe narrare una storia di sistematica distruzione uomo contro uomo, e invece ci regala due ore e mezzo di noiosa aria fritta.
Peccato, viene subito da dire, perché gli spunti interessanti non mancavano di certo: tratto da uno dei rari romanzi (Les lumières de Bullet Park) di John Cheever, scrittore di racconti molto amato anche da Carver, la storia narrata in Parc esplora le oscurità più violente e inaccettabili dell'animo umano, conducendo uomini insospettabili a compiere azioni moralmente e socialmente inaccettabili. Invece Arnaud des Pallières, alla prima esperienza con un soggetto/sceneggiatura non originale, si perde nella - indubbia - bellezza dei pensieri dei due protagonisti/antagonisti e crea un film dalla durata inutilmente esagerata che va avanti a colpi di monologhi, interiori ed esteriori, ai quali si aggiungono ripetuti richiami all'attualità, con giornali radio e televisivi che informano continuamente dell'incredibile ondata di violenza che sconvolge la Francia dei nostri giorni. L'intento è chiaro: creare il contrasto che separa la vita controllata, ovattata e sicura dei ricchi residenti di Parc con il resto del mondo, per poi rivelare che il marcio e la violenza si annidano proprio lì, dove nessuno avrebbe sospettato. Peccato che a questa esaltante novità persino le poltrone dell'ultima fila del Palalido si siano offese, sbadigliando già dal tredicesimo minuto.
La storia dell'incontro malato e distruttivo tra il cattivo signor Martello (Jean-Marc Barr) e il mite signor Chiodo (Sergi Lopez) non ha prodotto le scintille che forse ci si aspettava, e lo spettatore resta in attesa che qualche altro personaggio, magari con un nome di arnese, lo liberi rapidamente. Ma non avverrà.
Georges Nail vive in uno dei nuovi, anonimi sobborghi residenziali che sorgono nelle periferie delle grandi città. Sposato, si reca ogni mattina in ufficio, va alla Messa ogni domenica, ama sua moglie, suo figlio, il suo cane. Paul Hammer è bello, giovane, ricco, intelligente. È diviso tra il suo severo giudizio sul mondo e il desiderio, nonostante tutto, di farne parte. Un giorno, le strade dei due uomini si incrociano casualmente.
Nail la vede come un'opportunità per una nuova e sincera amicizia. Per Hammer viceversa è l'occasione di una nuova ragione per vivere: crocifiggere l'idea di felicità dell'uomo occidentale, e la sua manifestazione nella forma di Georges Nail. Dopotutto, un chiodo (nail) è una vittima perfetta per un martello (hammer).
Arnaud Des Pallières è nato a Parigi nel 1961. Dopo un breve periodo di studi umanistici ha cominciato a lavorare a teatro come attore e regista. Ha studiato cinema a la Fémis, dove ha realizzato i suoi primi films. Seguono vari cortometraggi, sempre in bilico tra la fiction e il documentario. Il suo primo lungometraggio, Drancy Avenir (1998), non scampa a questa regola, così come i due realizzati in seguito per la televisione: Is Dead / Portrait incomplet de Gertrude Stein (1999, serie «Un siècle d'écrivains») e Disneyland, mon vieux pays natal (2002). Estremamente interessato al rapporto tra imagine e suono, è sceneggiatore e montatore dei suoi film.
Filmografia:
1997 Drancy Avenir
1999 Is Dead / Portrait incomplet de Gertrude Stein (TV)
2002 Disneyland, mon vieux pays natal (TV)
2003 Adieu
2007 Parc


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