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BAJO EL SIGNO DE LAS SOMBRAS

di Ferrán Alberich

Sceneggiatura: Ferrán Alberich
Fotografia: Carlos García Aguilar
Montaggio: Tucho Rodriguez
Interpreti: Beatriz Sans, Carlos Serrano de Osma, Delmiro de Caralt
Produzione: Marga Lobo per la Filmoteca Espańola
Nazionalità ed anno: Spagna, 1984
Durata: 32'
Formato: Betacam SP, colore
Lingua: spagnolo

BAJO EL SIGNO DE LAS SOMBRAS
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Non è certo un documento inedito, quello di Ferràn Alberich girato in beta nel 1984 per ricostruire la genesi di un film assolutamente unico ed originale, Vida en Sombras, e una vita altrettanto originale, quella del suo regista Llobet Gracìa. Ma è un documento che spiega bene come l'esistenza di Gracìa, interamente consacrata al cinema, sia legata a filo doppio con l'unico film professionale da lui girato, un film che forse più di ogni altro trova la sua vera ambientazione in quella minuscola porzione di spazio che separa lo schermo cinematografico, spesso sullo sfondo del film stesso, dalla platea: una terra di nessuno chiamata vita.
Vita che con Llobet Gracìa non fu troppo generosa, segnata come fu dall'insuccesso commerciale (viziato dalla censura che ne impedì di fatto la circolazione) di uno dei film spagnoli più belli mai realizzati, autobiografia romanzata e insieme riflessione sul cinema, quello amato (da vedere) e quello creato e filmato con le proprie mani. Un amore che si sovrappone ad altri amori, una vita che forse non lascia spazio per vivere altro. Ma i dolori reali, quelli che segnano il protagonista del film, sono in agguato anche in quella del suo regista: così la perdita del figlio e i debiti contratti per terminare le riprese del film ne segnarono duramente l'esistenza, che terminò nel 1976 in tempo perché Gracìa potesse vedere Vida en Sombras riscoperto. Non abbastanza per il duplice omaggio che Venezia tributa a un gioiello misconosciuto, certo, ma il nuovo restauro annunciato dalla Filmoteca Espanola ha il sapore di una rinascita. Come quella del protagonista, in seguito alla visione di Rebecca. Forse Llobet Gracìa aveva previsto anche questo.

 

"Questo documentario vuole essere un prologo a Vida en sombras. Non pretendiamo di spiegare la figura del regista, ma semplicemente raccontiamo alcune cose accadute prima, durante e dopo le riprese del suo unico film "professionale". Non si tratta nemmeno di una biografia, ma semplicemente di una cronaca di fatti, così come li abbiamo conosciuti". (Ferrán Alberich)

Ferrán Alberich, cinefilo a 360°, ha alternato una intensa attività nei cineclub a una carriera di sceneggiatore e autore di corti e fiction televisive. Notevole anche la sua attività di restauratore di pellicole della Filmoteca Española altrimenti destinate ad andare perdute, su tutte Un chien Andalou di Buñuel e Vida en sombras de Llobet Gracia, cui ha dedicato nel 1984 questo documentario - omaggio.
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