Login utente
Cerca
Editoriale
Cinema - Festival di Roma III
Messaggi recenti del blog
- “THE MILLIONAIRE” VINCITORE AI BRITH INDEPENDENT FILM AWARDS
- "3D DAY" AL "FUTURE FILM FESTIVAL" 2009 IL 31 GENNAIO 2009
- “LA POLITICA CHE VORREI, LA POLITICA VISTA DAI GIOVANI”… CONCORSO LETTERARIO INDETTO DA “PRIMA RIFORMISTI”
- IL PUGILE E LA BALLERINA ESCE AL NUOVO CINEMA AQUILA
- “PRIME VISIONI”
- BFF IN AVVICINAMENTO
- OGGI AL NUOVO CINEMA AQUILA INIZIATIVA PUBBLICA COLOMBIA
- FRONTIERS: ANTEPRIMA ITALIANA NELLA NOTTE DI HALLOWEEN
- CORTO.WEB 8.0: AND THE WINNERS ARE...
- EVENTO DI PRESENTAZIONE AUTODESK MAYA 2009
Argomenti del forum attivi
ZERO BRIDGE
di Tariq Tapa
Soggetto e sceneggiatura: Tariq Tapa
Montaggio: Josee Lajoie, Tariq Tapa
Interpreti: Mohamad Emran Tapa, Ali Muhammed Dar, Taniya Khan
Produzione: Artists Public Domain, Joyless Films
Nazionalità ed anno: USA/India, 2008
Durata: 93'
Formato: miniDV, colore
Lingua: kashmiri
Sito ufficiale
I personaggi che contornano il film di Tapa sembrano non aver mai avuto l'anima. Non l'hanno persa, non l'hanno mai avuta. Si aggirano come cani intorno al protagonista, Dilawar. Lui l'anima la sta perdendo. Sta diventando come loro. Come quelli che chiama cani randagi solitari. Come suo zio, un uomo violento, schiavo delle ritualità religiose svuotate di senso, con la cattiveria che gli ha spento il cuore. Sono i figli del mondo incivilizado. Quelli che non hanno neanche il mito del buon selvaggio a cui aggrapparsi, che vivono svuotati d'esistenza come codice genetico.
Gli manca il ribellismo, la gioia di vivere di fronte alla morte. Anime senz'anima, culture di mezzo che vanno lente verso l'estinzione culturale e religiosa. Dilawar viene ritualmente pedinato, il materiale selezionato. La storia narrata non è lineare ma mostrata secondo esigenza. All'inizio un campo lungo, avvicinamento sul medio, poi la macchina si attacca al volto e non si stacca. Nei lineamenti del ragazzo vediamo il cambiamento. Sta diventando come loro, perde la voglia di reagire. Poi l'incontro con Bani. Il cambiamento è impercettibile ma epocale. Tapa lo coglie con brevi accenni, minimi dettagli che diventano giganteschi nell'economia del film. Dilawar che sfiora la mano di Bani durante la partita di scacchi, dichiarazione d'amore che ha perso le parole e che riluce in quel buio. Bani che ripone gli scacchi nella sua valigia: con un gesto, senza neanche vederne il volto vediamo la sua anima spegnersi rassegnata. Poi un barlume di luce: Dilawar che parla con Bani. Il suo primo piano emana una luce particolare dallo sfondo, una luce non corretta rispetto al campo lungo dalla luce opaca. E' l'ultimo segno di speranza. Vincerà il campo lungo.
Srinagar, Kashmir. Dilawar è un ragazzo di 17 anni, inquieto e ribelle. Ha da poco abbandonato gli studi, e vive con lo zio che lo tiene a bottega come apprendista; ma è insoddisfatto della propria vita, e il suo piano segreto è quello di raggiungere la madre adottiva a Delhi. Per farlo, incrementa i propri guadagni vendendo i compiti di matematica agli ex compagni di scuola e borseggiando i frequentatori del mercato cittadino.
Dilawar incontra Bani, una giovane donna da poco tornata a Srinagar dopo aver completato i propri studi in America. Lui la riconosce: l'ha borseggiata al mercato. Lei no. Si frequentano, e la loro amicizia cresce. Ma Dilawar continua le sue attività illecite, e le conseguense delle sue azioni rischieranno di ripercuotersi sul futuro suo, quello di Bani e sulla loro stessa amicizia.
Tariq Tapa è nato a New York. Sceneggiatore, produttore e regista di numerosi cortometraggi premiati in tutto il mondo, esordisce nel lungometraggio girando Zero Bridge insieme ai propri parenti del Kashmir, regione da cui discende.
Filmografia:
2006 Meet Me at the Gates of Paradise (cm)
2006 The Guard (cm)
2008 Zero Bridge


Commenti recenti
1 settimana 2 giorni fa
1 settimana 2 giorni fa
1 settimana 2 giorni fa
1 settimana 2 giorni fa
2 settimane 6 giorni fa
3 settimane 15 min fa
3 settimane 1 ora fa
4 settimane 1 min fa
4 settimane 5 ore fa
4 settimane 9 ore fa