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ORFEO 9

di Tito Schipa Jr.

Sceneggiatura: Tito Schipa Jr.
Fotografia: Ivan Stoinov
Montaggio: Alfredo Muschietti
Musiche: Tito Schipa Jr.
Scenografia: Giovanni Agostinucci
Costumi: Gabriella Colaiori
Interpreti: Loredana Bertè. Penny Brown, Marco Piacente, Tito Schipa Jr, Edoardo Nevola, Eva Axen, Renato Zero, Chrystel Dane, Roberto Bonanni, Monica Miguel, Ron Mardebro (cove di Ronnie Jones), Freddy Abbass, Peter Deno, Giovanna Di Bernardo (voce di Gisella Fusi), Paolo Granata (voce di Giovani Ullu); Aldina Martana, Danilo Moroni, Giovanni Rosselli (voce Santino Rocchetti), Eleonora "Rori" Zani, Bill Conti, Joel Van Droogenbroeck, Ann Collin
Produzione: Eidoscope, Mount Street Film, RAI
Distribuzione internazionale:
Distribuzione italiana: DAE - Distribuzione d'Arte e d'Essai di Enzo Fiorenza
Nazionalità ed anno: Italia, 1973
Durata:
Formato: originale 16mm, gonfiato a 35mm, colore
Lingua: italiano
Sito ufficiale: www.orfeo9.it

ORFEO 9
2 e mezzo

A ogni festival il suo evento speciale: quest'anno, all'ultimo giorno di una mostra prolungatasi abbastanza per mettere a segno almeno qualche colpo, l'evento conclusivo è la riproposizione di Orfeo 9 di Tito Schipa jr., stracultissima rock opera italiana di quasi quarant'anni fa. La storia è una rivisitazione del mito di Orfeo e Euridice in chiave di critica alla moderna società dei consumi e dello sballo lisergico, la musica è una contaminazione di generi pop, che spaziano dalla lirica all'ispirazione zeppelliniana.
Scritto quasi interamente da Schipa, che interpreta anche il ruolo di protagonista (e che indubbiamente dà migliori prove di sé come musicista e interprete che non come paroliere), Orfeo 9 è una visione originale e bizzarra, prevedibilmente sponsorizzata da Marco Giusti. Il suo appeal scopertamente pop pure contrasta con una narrazione simbolica, che procede per apologhi e che decostruisce la vicenda raccontata fino a relegarla definitivamente in una dimensione onirica. La musica, e soprattutto i temi trattati, risentono degli anni trascorsi, e lo rendono un documento eloquente e insieme datato di un'epoca di contestazione e flower power in salsa italiana, puntualmente influenzata da uno sguardo a modelli musicali esteri. Ha comunque dalla sua la nomea di prima opera rock ad essere stata rappresentata, l'allure del prodotto di nicchia e alcuni pezzi molto azzeccati, in particolare quelli affidati a interpretazioni corali. Tra i nomi oggi famosi che vi parteciparono, spicca la narratrice Loredana Bertè, e soprattutto il "guitto" Renato Zero, giovane e bellissimo, che interpreta un sulfureo venditore di felicità, a metà fra lo spacciatore di eroina e il Lucifero di collodiana memoria.

"Questa favola - Ha per vero protagonista assoluto - Un illusionista prodigioso: - Lo stesso che col suo gioco preciso - Ti inganna ancora - Ti tiene ancora distratto - Dalla più sublime delle visioni possibili: - La realtà."
ORFEO9 è la prima opera rock italiana e la prima mai rappresentata al mondo (Roma, Teatro Sistina, 23 gennaio 1970).
ORFEO9, composta da Tito Schipa Jr. e interpretata dall'autore insieme ad altri numerosi giovani talenti dell'epoca, divenne un doppio album nel 1973.
Ancora oggi detiene un record assoluto nella discografia: quello di essere l'unico doppio italiano che per trent'anni non ha mai cessato di vendere e non è mai uscito di catalogo nemmeno per un giorno, giungendo, al momento attuale, a sei edizioni diverse tra LP, Musicassette e CD. La stampa specializzata l'ha recentemente classificato fra i 100 eventi fondamentali del Rock italiano.
Il film fu girato per la RAI nel 1973 ed ebbe vari problemi. Censurato e boicottato pesantemente dalla stessa dirigenza RAI di allora, uscì nelle sale solo nel 1975, e in sordina. Più tardi fu distribuito brevemente nei circuiti d'essai. Da allora, e a dispetto di ciò, quest'opera è da un lato uno dei prodotti di spettacolo musicale più amato dal pubblico, dall'altro uno degli esempi più clamorosi di emarginazione e trascuratezza da parte delle strutture ufficiali e dei media.
Un vero cult-show della cultura giovanile degli anni 70.

Figlio d'arte (il padre Tito Schipa è stato il più grande tenore di grazia del secolo), ha vissuto i suoi primi anni tra Los Angeles e Parigi, stabilendosi poi definitivamente a Roma dove ha seguito gli studi classici e, contemporaneamente, canto e pianoforte.
Un giorno del 1966, dopo aver dato il primo esame universitario, (Storia della Musica con Luigi Ronga) ascolta casualmente Bob Dylan. Decide così di mediare la sua passione per Verdi con quella per la Canzone Popolare. Nel 67 concretizza il progetto prendendo 18 canzoni di Dylan e cucendole insieme come in un'opera (l'OPERA BEAT). La "cosa" va in scena al Piper Club, dove Schipa lavora da presentatore. Il gioco ha un successo enorme e un'eco internazionale e a Schipa si apre il mondo del teatro ufficiale, che lo vede assistente di Giorgio De Lullo, Giancarlo Menotti, Luigi Squarzina, Lina Wertmuller, sempre nello specifico campo dello spettacolo musicale, cinema e teatro.
Nel 69, grazie a Garinei e Giovannini, che gli offrono il Teatro Sistina nell'ambito di una rassegna di teatro giovane, Schipa riapre il pianoforte per scrivere ORFEO 9, prima Rock Opera italiana originale e prima rappresentata nel mondo, che nel 1972 diventa un doppio LP Fonit Cetra e un film televisivo.
Nel 76 apre e inaugura, con il drammaturgo Mario Moretti, il Teatro in Trastevere, rappresentandovi L'ISOLA NELLA TEMPESTA, il suo secondo Musical, basato su una contaminazione tra Aldous Huxley e Shakespeare.
Nel 78, per rendere omaggio a Donizetti, ne riscrive il Don Pasquale, sotto forma di triplo LP RCA, così come pensa l'avrebbe scritto e vissuto l'autore oggi: nasce così ER DOM PASQUALE, le cui rappresentazioni iniziano nell'80 fino ad arrivare a Broadway nell'83, in un adattamento di Joseph Papp, e al Teatro di Roma ROMA nell'86.
L'attività di cantautore di Schipa Jr. era già avviata dal '72, anno in cui il suo primo album IO ED IO SOLO (Fonit Cetra) trova un forte riscontro fra il pubblico giovanile soprattutto grazie a brani come NON SIATE SOLI, SONO PASSATI I GIORNI e COMBAT, che alla Gondola d'Oro di Venezia gli vale l'ostracismo RAI per la forte politicizzazione del testo. Da questo momento gli verrà attribuito, suo malgrado, un ruolo di outsider nel cantautorato nazionale.
Il suo secondo album, CONCERTO PER UN PRIMO AMORE (Gattacicova) è del 1980.
Nell'87 pubblica l'album DYLANIATO (It, Dischi Italia) raccolta di canzoni di Bob Dylan da lui tradotte e interpretate.
Tra l'88 e il 93 prepara e pubblica una Biografia paterna scritta e una filmata, in occasione del centenario della nascita.
Nell'89, grazie a Fernanda Pivano, avviene l'incontro con l'Arcana Editrice di Riccardo Bertoncelli, che porta alla traduzione dell'OPERA OMNIA DI BOB DYLAN e JIM MORRISON in 6 volumi.
Schipa è inoltre autore di colonne sonore per il cinema e per il teatro, e ha collaborato con Bruno Cirino, Dacia Maraini, Alberto Moravia, Sergio Rossi, Antonio Salines, Mario Moretti, Italo Moscati, Roberto Marafante, Mario Orfini, Laura Belli.
Dal 92 al 95 ha collaborato regolarmente con la RAI e con MEDIASET come autore di musiche originali e riadattamenti delle grandi colonne sonore cinematografiche per lo Show del Sabato sera.
Come regista di lirica è stato il più giovane a mettere in scena un melodramma in un Ente Lirico italiano (ALCESTE di Gluck nel 1969 al Regio di Torino). L'ultimo suo allestimento sono "De Profundis", "Salome" e "Trittico 900" per la stagione 2006-2007 del Teatro dell'Opera di Roma.
Ha realizzato come autore e regista televisivo tre documentari per la RAI, Dipartimento Esteri: TITO SCHIPA, UN ITALIANO DEL MONDO, LECCE E IL SUO BAROCCO, LA PIETRA CHE CANTA E SORRIDE, e DITTA RANCATI.
Il suo progetto di film-opera-rock GIOIA ha ottenuto il finanziamento da parte dell'European Script Fund per le migliori sceneggiature europee.
E l'ideatore e il regista del progetto VIRTUALMENTE TOSCA, primo esperimento di unione tra il Melodramma e le tecniche dell'Animazione Computerizzata e della Realtà Virtuale.

Filmografia:

1973 Orfeo9

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