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IL SEME DELLA DISCORDIA

di Pappi Corsicato

Soggetto: Tratto dal libro "La Marchesa Von O..." di Heinrich Von Kleist
Sceneggiatura: Pappi  Corsicato, Massimo  Gaudioso (collaborazione)
Fotografia: Ennio  Guarnieri  
Montaggio: Giogiò Franchini
Musiche:  AA. VV.
Scenografia: Antonio  Farina 
Costumi: Maria Grazia  Colombini
Interpreti: Caterina Murino, Alessandro Gassman, Martina Stella, Michele Venitucci, Valeria Fabrizi, Isabella Ferrari, Angelo Infanti, Lucilla Agosti, Iaia Forte, Monica Guerritore, Eleonora Pedron, Rosalia Porcaro
Produzione: Rodeo Drive, Medusa Film, Sky
Distribuzione internazionale:
Distribuzione italiana: Medusa Film
Nazionalità ed anno: Italia, 2008
Durata: 85'
Formato: 35mm, colore
Lingua: italiana
Sito ufficiale:
www.medusa.it

IL SEME DELLA DISCORDIA
2

Per fortuna ispirarsi fin quasi all'imitazione a Pedro Almodóvar non è un reato, altrimenti il regista Pappi Corsicato, quarto - ed ultimo, in ordine di tempo - italiano a scendere in Concorso alla Mostra del Cinema andrebbe senz'altro incontro a qualche problema. Ma Almodóvar è in buona compagnia: Il seme della discordia riesce nella non difficile impresa di pescare fonti d'ispirazione un po' ovunque, dalla commedia leggera italiana anni settanta a qualche fugace sprazzo dal poliziottesco, fino ad arrivare ai balletti televisivi (nientemeno tratti da Very Victoria!).
Chiaramente tutto avviene alla luce del sole: l'ipercitazionismo divertito e un po' auto-lesionista del regista è sfacciato e dichiarato, in cerca di una partecipazione spettatoriale facile facile e di una conseguente approvazione incondizionata. Per carità, può strappare un sorriso sentir pronunciare da un Alessandro Gassman in fuga dal tetto coniugale una variazione del tema "Francamente me ne infischio", oppure seguire tra i palazzoni del Centro Direzionale di Napoli una Caterina Murino imbelvita e vendicativa che, vanga dorata alla mano, indossa una tutina di ciniglia che ricorda tanto La Sposa di Tarantino (colore a parte). E poi ancora la "scena della doccia", appuntamento immancabile per tanto cinema scollacciato che credevamo ormai caduto in prescrizione e tante, troppe scene e dialoghi già visti e sentiti altrove, serviti un po' furbescamente senza troppe pretese di originalità. Occasione mancata per Corsicato, a sette anni dal tonfo di Chimera? Almeno in parte, sì, perché se Il seme della discordia fosse opera di esordiente, si rimarrebbe senz'altro piacevolmente colpiti, sorvolando qualche manierismo, dall'indubbio talento visivo di alcune sequenze e dal brio di qualche scena (veder prendere a pugni un gruppo di suore fa sempre un certo effetto). Ma le cose non stanno proprio così, e non resta che apprezzare un film scorrevole e non particolarmente ambizioso che è chiaramente nelle corde del regista, abile nel dirigere un cast di eterogenea bravura e che ha l'indubbio merito di mostrarci tanta femminea bellezza, in testa una Caterina Murino quasi accessibile, una Isabella Ferrari un po' materna e un po' maliarda, una Martina Stella lunare e simpatica. Tanti anni sessanta e settanta anche in colonna sonora, nonché nei costumi e nelle scenografie, per un già visto che è subito vintage.

Una giovane e bella donna, Veronica (Caterina Murino), sposata ad un rappresentante di fertilizzanti, passa la sua vita tra la sua casa nel Centro Direzionale di Napoli e il piccolo negozio di abbigliamento aperto anni prima dalla madre (Valeria Fabrizi) che ancora collabora con lei. Veronica, donna esuberante nel modo di fare e nell'aspetto, decide di aprire un nuovo e più grande negozio. Come Veronica anche suo marito Mario (Alessandro Gassman) troppo occupato dal lavoro, è responsabile della distanza che si crea nella loro coppia...Il mondo che li circonda e i fatti che avverranno contribuiranno a creare "Il seme della discordia"...
Pappi Corsicato: "Mi sono liberamente ispirato a un racconto che ho amato molto: "La marchesa von O" di Heinrich Von Kleist e al film che circa 30 anni fa ne ricavò Eric Rohmer. Nonostante risalga all'inizio dell'800 la storia contiene diversi temi attuali e facilmente trasportabili all'epoca contemporanea: un'acuta esplorazione del femminile ed un'attenta analisi dell'istituzione familiare".

Pappi Corsicato nasce a Napoli il 12 giugno del 1960. Frequenta la facoltà di architettura per seguire le orme del padre che ha costruito il centro direzionale di Napoli, poi si trasferisce a New York dove studia danza, coreografia e recitazione con Alvin Aley. Tornato in Italia scrive musica per spettacoli teatrali.
Dopo essere stato assistente alla regia con Elvio Porta e Pedro Almodòvar, nel 1992 dirige i corti "Libera", "Aurora" e "Carmela", che danno vita al suo primo lungometraggio, "Libera" (1993).
Il film partecipa al Festival di Berlino e in Italia vince diversi premi fra cui il Nastro d'argento per la migliore opera prima. Nel 1995 è l'anno del suo secondo lavoro "I buchi neri", storia di un menage tra un camionista e una prostituta. Il film, che è stato girato a Napoli e ad Acerra, partecipa alla Mostra di Venezia del 1995.
Nel 1997 gira l'episodio "La stirpe di Iana" per il film collettivo "I vesuviani", presentato a Venezia, di autori napoletani. Nel 1998 gira il cortometraggio "I colori della città celeste", video sull'installazione di Mario Merz in piazza Plebiscito a Napoli. Nel 2000 cura la regia e l'allestimento scenico dell'opera lirica "Carmen" al teatro San Carlo di Napoli. Nel 2001 torna al cinema con "Chimera", una scombinata opera "postmoderna" sulla crisi coniugale ambientata alla fine degli anni '60. Film con più di qualche problema che cerca in un linguaggio differente di trovare una nuova forma di espressione...
   

Filmografia:

1993 Libera  
1995 I buchi neri
1997 I Vesuviani (ep. "La stirpe di Iana")
1999 Corti d'autore
2001 Chimera
2004 Too Short For Sky
2007 La voce umana
2008 Il seme della discordia

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