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IL MATTINO HA L’ORO IN BOCCA
di Francesco Patierno
Cast: Elio Germano, Laura Chiatti, Carlo Monni, Dario Vergassola, Corrado Fortuna, Gianmarco Tognazzi, Martina Stella, Umberto Orsini, Antonio Buonuomo, Edoardo Gabriellini, Fiorenza Pieri, Francesco Casisa, Gerardo Amato, Donato Placido, Marco Bettoja
Nazionalità e anno: Italia, 2008
Distribuzione: Medusa Home Entertainment
Edizione: italiano
Sottotitoli: italiano per non udenti
Audio: dolby-digital 5.1
Schermo: widescreen anamorfico 1.85:1
Durata: 101'
Extra: "L'unico gioco in città" di Mario Sesti (31'35"); Papere (2'10"); Trailer (1'22"); Scene tagliate con introduzione del regista (23'59"); Cast artistico e tecnico.
Note: Ottima la qualità l'audio, dal suono brillante e corposo, equilibrato e nitido per un suono compatto e deciso.
Bene anche la qualità video dai colori brillanti e ben definiti, ben tarati e dall'ottimo contrasto. Una qualità di assoluto livello.
Corretto il formato cinema proposto sul DVD.
Extra corposi ed interessanti oltre che divertenti. Bene le scene tagliate come anche "L'unico gioco in città" con Marco Baldini che conduce l'intervista al regista... il tutto con una certa allegria...
Regione: 2
Sito ufficiale: http://www.medusahe.it/
Titolo originale: Il mattino ha l'oro in bocca
Qualità artistica: Sufficiente/Discreta
Qualità immagine: Buona/Ottima
Qualità audio: Ottima
Qualità extra: Buona
Biopic assai romanzato sulla vita di Marco Baldini, tratto dal libro autobiografico "Il giocatore" dello stesso Baldini, che oltre ad essere una biografia in vita dell'autore vuole essere un occhio indiscreto sul mondo del gioco e del vizio. Il mondo dei Dee-Jay viene toccato ma è da sfondo alla main story che vuole esplorare il mondo del "vizio" e di come possa condurre a fare delle cose ignobili e vergognose, per se stesso e per gli altri. Ottime le intenzioni di Francesco Patierno non altrettanto il risultato. Il mattino ha l'oro in bocca rimane un film molle, privo di energia, di guizzi, ma soprattutto di verità. Il mondo del gioco qui è sin troppo stile feilleuton, rendendolo morbido e leggerino. Il mondo del gioco è qualcosa di terribile che riduce in uno stato primordiale chi lo pratica sino a farlo diventare l'unico scopo della sua vita. Una vita che gira intorno ad un tavolo di carte o in una sala corse a vedere cavalli che corrono nella speranza di vincere. Un droga "sintetica" che ti attaglia sino al cuore, un cuore che non hai più, che ti stringe la bocca dello stomaco per provare quelle forti emozioni che durano meno di qualche secondo per avere una scarica di adrenalina che ti percorre lungo il corpo...
Ecco... il film manca di adrenalina. Tutto è telefonato, tutto è già visto, tutto è saputo... patinato e corroso da una mancanza di approfondimento e di lenta discesa verso gli inferi di un giocatore. Qui, il bravo Elio Germano, cerca di fare il possibile, ma rimane ingabbiato da una sceneggiatura che non permette più di tanto di scivolare sino "a quel bassezza, a quel toccare il fondo" che si dovrebbe agganciare e che qui non si arriva neanche a sfiorare. Peccato. Una grande occasione persa per dare alla luce un bel film su uno dei drammi della nostra società. E poi non ci può tornare alla mente Giocare d'azzardo, il folgorante esordio (ufficiale, dopo Ancora una corsa, saggio finale alla Hochshule fuer Film und Fernsehen) di Cinzia Th Torrini, sempre sul problema del gioco, che entra ed esplora sino alla fine ciò che comporta e che ne deriva. Qui è tutto affrontato con leggerezza e superficialità, con un pressappochismo che ci lascia interdetti...
Che dire di più. Nulla, anche se da Patierno ci aspettava qualcosa di più e non un'operina leggera, ben costruita, un compitino ben eseguito ma senza cuore e senza quella grinta e cattiveria necessaria per farlo assurgere a film a tutto tondo... Ne apprezziamo gli sforzi ma ci sembra una ciambella malriuscita...
vallone64 ha scritto:
con questo film sei stato un po' troppo duro. Non è un capolavoro ma un onesto film che si fa vedere. Niente di + e niente di -


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