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BROKEN LINES
di Sallie Aprahamian
Fotografia: Jean-Louis Bompoint
Montaggio: Brand Thumim
Musiche: Laura Rossi
Scenografia: Michael Kane
Costumi: Caroline Harris
Interpreti: Paul Bettany, Olivia Williams, Doraly Rosa e Dan Fredenburgh
Produzione: Axiom Films
Nazionalità ed anno: Gran Bretagna, 2006
Durata: 112'
Formato: 35mm, colore
Lingua: inglese
Quell'isola lassù, oltremanica, che cinematograficamente forse non abbiamo ancora ben compreso a queste latitudini, continua invece a presentarci periodicamente sorprese in forma di film. Una nuova leva di registi inglesi - ma anche irlandesi in realtà - esiste, ed ogni tanto qualcosa si vede in Italia, ma anche se quasi vince la festa di Roma (come nel caso di This is England di Shane Meadows) nessuno si degna di distribuirlo.
Finirà con tutta probabilità nel dimenticatoio anche questo Broken Lines dell'esordiente Sallie Aprahamian, che firma qui la sua prima regia cinematografica dopo una lunga carriera televisiva (in un paese dove lavorare per la tv è realmente una palestra per il cinema).
Il film si inserisce al meglio nella lunga tradizione del racconto sociale ed umano del cinema inglese (ma anche della televisione, del teatro, romanzo e via dicendo). Le tematiche classiche ci sono tutte: periferia nord di Londra con affini colori grigi, morte del padre del protagonista, conseguente crisi e rielaborazione del lutto, madre assente, cameriera che lavora in un tipico bar caffetteria inglese (piuttosto squallido) con annessa storia d'amore in crisi con ex pugile rimasto semiparalizzato: insomma, il solito campionario di sofferenze, disagi e problemi che i vari Loach, Leigh, Frears, Clarke hanno saputo raccontarci magistralmente. Qui c'è un altro elemento, che di solito appartiene più alle commedie, e cioè l'ebraicità del protagonista Jake.
Il film è un pugno allo stomaco, un lungo immergersi in questa difficile (impossibile?) rielaborazione del lutto condita da tradimenti vari. Sallie Aprahamian scava nei volti e nei corpi dei protagonisti, li immerge in questa Londra grigia, di cui loro stessi si lamentano in un paio di scene. Ci mostra la sofferenza ma anche la rabbia, e le scene in cui l'ex pugile semiparalizzato urla e si arrabbia sono potentissime. Molto è affidato ai dialoghi, ma diverse cose rimangono saggiamente non dette: non sapremo mai, per esempio, perché il pugile di cui sopra è in quelle condizioni, possiamo solo immaginarlo. Ci viene risparmiato lo sdolcinato happy end, ma stranamente la speranza comunque rimane viva. Infatti il film cerca di andare oltre i limiti, di spingersi a trovare, malgrado tutto, un motivo per vivere ancora. Ed i motivi per amare un film del genere non mancano di certo.
Alla sua prima regia cinematografica con Broken Lines, Sallie Aprahamian è molto conosciuta e apprezzata come regista televisiva per lavori quali Real Men (candidato al Royal Television Society Award prodotto da BBC Scotland/BBC2 nel 2003); Outside the Rules (Serie BBC del 2002, vari episodi); Teachers (Serie Channel 4 del 2001 candidata al BAFTA); The Sins (Serie della BBC del 2000 candidata al BAFTA); Extremely Dangerous (ITV/North West One Pictures, 1999); City Central (Serie BBC 1 del 1998); The Lakes (Serie BBC1 del 1997 candidata al BAFTA); This Life (Serie BBC2 del 1996 candidata al BAFTA).
Per il teatro ha curato nel 1992 la regia di Blue Night in the Heart of the West premiato con il George Devine Award.
Filmografia:
2008 Broken Lines



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