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ČUVARI NOČI (GUARDIANI DI NOTTE)

di Namik Kabil

Sceneggiatura: Namik Kabil
Fotografia: Vladimir Trivic
Montaggio: Sanja Dzeba
Scenografia: Timvur Makarevic
Interpreti: Vahid Piralic, Milan Pavlovic, Haris Alic, Namik Kabil
Produzione: Amra Baksic Camo
Nazionalità ed anno: Bosnia Ezegovina, 2008
Durata: 85'
Formato: 35mm, colore
Lingua: Bosniaco
ČUVARI NOČI (GUARDIANI DI NOTTE)
1

Se c'è una cosa per cui si impone sullo spettatore l'opera prima di Namik Kabili, Nightguards, questa è la noia che inesorabile procede lungo i suoi seppur brevi 87 minuti che si dilatano fino a toccare la percezione delle ore. Inquadrature anonime con taglio di montaggio dai tempi biblici si alternano a dialoghi tanto banali e quotidiani quanto scontati ed ermeticamente spiccioli. Non che non ci piacciano i ritmi lenti, anzi ne siamo strenui difensori.
Sennonché Nightguards soffre di una malattia che sempre più spesso sembra colpire il cinema europeo, soprattutto a nord e ad est: la malattia della ricerca spasmodica del quotidiano di  realtà forse non così a torto poco esplorate, se non altro non in questa sempre più testarda fuga verso l'estremamente reale e banale.
Ma a voler esser maliziosi tutto questo appare mero alambicco intellettuale per giustificare una totale mancanza di idee da una parte e di storie valide dall'altra. Narrare una storia pare oggi la peste bubbonica che il cinema deve costantemente evitare, come se essa sia sinonimo di Hollywood, commediola, filmaccio d'azione. E allora si punta all'immobilismo, al descrittivismo estremo (innumerevoli minuti persi a vedere il protagonista che si siede, prepara il tè, sbuccia la mela - tutta! Ecc, ecc), al meno narrativo possibile. Ma l'anti-narrativo non appartiene al cinema che è sempre (oltre)narrativo anche nelle sue forme più sperimentali: il cinema racconta sempre qualcosa, anche se non sempre quello che racconta ha una trama.
Certo non è questo il caso di Nightguards che una sua storiella la racconta (ma giusto a voler essere rigorosi nei termini). Eppure è difficile negare che nel film bosniaco in 90 minuti non accade nulla: solo due guardiani notturni che vagano nel silenzio più totale da una inquadratura fissa all'altra, fermandosi ogni tanto per scambiarsi due dialoghetti da poco.
Hai voglia a dire paese post guerra, macerie psicologiche: se ci sono, sono semplici intermezzucci tappabuchi per riempire il tempo così come i pochissimi, inutili accadimenti del film (cioè uno solo, alla fine: suona l'allarme e arriva un poliziotto).
Tutto da perdere, niente da guadagnare quindi.  A meno che non soffriate d'insonnia.

Nella Sarajevo contemporanea, in un grande negozio di mobili, due guardiani notturni si alternano nel controllo dei vari reparti e si organizzano a trascorrere la notte, effettuando i consueti giri di guardia e scambiandosi considerazioni sulla loro vita privata. Mehir è sposato da tre anni e non ha ancora avuto figli e i suoi dolori allo stomaco assomigliano curiosamente alle nausee da gravidanza.
Brizla, che si occupa del reparto sanitari, è ossessionato dalla dieta. Il dirimpettaio è un veterano di guerra che non può dormire, mette in allarme la polizia pretendendo la sua presenza e con un megafono sfoga le sue ansie e recriminazioni di fronte alla strada deserta. Quando arriva il mattino, alcuni problemi che durante la notte sembrava non avessero soluzione, appaiono meno gravi.
Namik Kabil è nato a Tuzla, Bosnia Erzegovina, nel 1968. Dopo aver studiato a Los Angeles, si è stabilito a Sarajevo, dove lavora come scrittore, sceneggiatore e regista. Ha realizzato numerose sceneggiature per la televisione e alcuni documentari, tra cui Inormativni razgovori, premiato al Sarajevo Film Festival nel 2007. Ha inoltre sceneggiato nel 2004 il film di Pjer Zalica Kod amidže idrica.

Filmografia:
2004 "Crna hronika" (Serie TV)
2007 Informativni razgovori (AKA: The Interrogation)
2008 Čuvari Noci
SIC
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