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REC
di Jaime Balaguero e Paco Plaza
Cast: Manuela Velasco, Jorge Yeman Serrano, Ferran Terrazza, Pablo Rosso, David Vert, Vicente Gil, Martha Carbonell, Carlos Vicente, Akemi Goto
Nazionalità e anno: Spagna, 2007
Distribuzione: Mediafilm - Fox HE
Edizione: italiano, inglese, spagnolo
Sottotitoli: italiano, italiano per non udenti
Audio: dolby-digital 5.1, DTS
Schermo: widescreen anamorfico 1.85:1
Durata: 85'
Extra: Making of (18'24"); Teaser (2'00"); Trailer originale (1'408"); Trailer italiano (1'42"); tv spots (3'00"); Easter Egg: L'urlo di REC; Film clips (6'35");Galleria fotografica.
Note: Prodotto nel complesso buono. Qualità audio ottima, con il suono che esce potente e nitido sulle differenti uscite, per un audio che coinvolge e travolge in questo clima di terrore.
Lo stesso anche la qualità dell'immagine, dai colori nitidi, netti e ben saturi, per una visione di buona qualità. Una qualità che permane anche nelle scene più scure (e ce sono molte) che non presentano problemi di rilievo.
Corretto il formato proposto sul DVD.
Buoni gli extra... in gran quantità anche se poi la cosa più interessante è il making of. Del film esiste anche un edizione doppio disco con molti più contenuti speciali. Il film è uscito anche in BRD.
Regione: 2
Sito ufficiale: http://www.mediafilm.it/
Sito ufficiale: http://www.foxvideo.it/
Titolo originale: REC
Qualità artistica: Buona
Qualità immagine: Buona
Qualità audio: Ottima
Qualità extra: Ottima
Paura... paura... paura.. un bel "cagotto" per chi non sopporta i film horror, anche se sarebbe meglio dire di forte tensione come questo REC, di Balaguerò (maestro del genere sin troppo osannato ma dalle indubbie qualità) e di Paco Plaza. Un film a quattro mani che convince anche se non travolge, per i picchi di tensione che sono feroci, angusti, terribili... e che arrivano sempre a sorpresa in un bel crescendo di adrenalina che ti/si/ci carica dalla cima dei capelli sino ai piedi... Un film non per amanti del genere ma solo per gli incalliti sostenitori del genere, ma non per una preclusione a priori quanto per quella tensione che "non" tutti potrebbero essere adusi a sopportare. Se infatti molti horror sconfinano nello splatter puro questo rimane molto serio sino alla fine senza concessioni neanche per un mezzo sorriso e poi l'uso della MDP come narrazione del film (cosa già vista) funziona assai bene in questo REC che genera i mostri più terribili della nostra infanzia, in un rincorrersi di paure ataviche che attanagliano anche lo spettatore più aduso a spettacoli del genere.
Un genere che trae nuova linfa vitale da un uso quasi smodato dello schermo nero o di inquadrature poco leggibili che fanno lievitare sempre più questo stato di tensione che carica la pellicola in modo indicibile. Un grande affresco delle nostre paure più recondite attraverso questi "mostri" generati da un virus a metà tra gli zombie, i vampiri e i cannibali. Mostri che si possono generare in un nonnulla attraverso la saliva e/o il morso con tanto di passaggio di sangue (la paura dell'AIDS è ancora palpabile nell'aria, e che non se parli più come prima non è detto che non esista più il male, ma non è più di moda!) da un corpo all'altro... et voilà... ecco il nuovo mostro creato. Un mostro invincibile che sopporta pallottole, martellate, coltellate ed ogni genere di arma... insomma rimane sempre in piedi. Quindi un mostro indistruttibile peggio di un Terminator di ultima generazione. E cosa può fare il genere umano contro questo virus che da un cane è passato all'uomo? Nulla, crediamo... perché nonostante l'edificio dove è stato riscontrato il primo caso di "anomalia" venga messo sotto stretto cordone sanitario dentro quell'edificio da un solo caso si passa all'annientamento totale del genere umano. È facile supporre, vista l'invincibilità di questo "Nuovo essere" che possa uscire con facilità e quindi contagiare il mondo intero. Quindi un mondo con le ore contate...
E uno dei punti di forza del film è questo senso claustrofobico che impedisce a chiunque di allontanarsi da queste mura. I pochi ancora non contagiati che cercano di trovare scampo ma che alla fine debbono cedere alle lusinghe del male... quindi di nuovo una casa infestata dal male. REC, in definitiva, fa parte del filone della case maledette. Un sottogenere che riesce sempre a trovare nuove strade e che funziona sempre. E REC ne è l'esempio lampante. Un buon film che fa stramazzare al suolo chiunque lo veda!


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