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ROGUE IL SOLITARIO
di Philip G. Atwell
Sceneggiatura: Lee Anthony Smith, Gregory J. Bradley
Fotografia: Pierre Morel
Montaggio: Scott Richter
Musiche: Brian Tyler
Scenografia: Chris August
Costumi: Cynthia Ann Summers
Interpreti: Jet Li, Jason Statham, John Lone, Devon Aoki, Luis Guzmàn, Saul Rubinek, Ryo Ishibashi, Sung Kang, Mathew St. Patrick, Nadine Velazquez, Andrea Roth
Produzione: Lionsgate, Mosaic Media Group, Fierce Entertainment
Distribuzione: 01 Distribution
Nazionalità ed anno: Usa, 2007
Durata: 103'
Data di uscita: 18 luglio 2008
Titolo originale: War
Sito ufficiale
Sito italiano
Rogue, il solitario. Killer spietato ed elegante che detta legge nel torbido mondo della malavita. Come un fantasma appare e scompare quando meno te l'aspetti. La leggenda narra di una sua presunta immortalità. Chiunque se lo trovi davanti non ha scampo, è destinato a morte certa. A John Crawford, agente dell'FBI dai metodi decisamente poco ortodossi, le leggende non sono mai piaciute e quando si troverà ad incrociare la strada del temibile Rogue, reo di avergli ucciso l'amico e collega di una vita, non ci penserà due volte a farsi giustizia da solo...
Il titolo italiano suggerisce di puntare tutta l'attenzione sul (presunto) cattivo della storia piuttosto che sull'azione come invece il titolo originale (War semplicemente guerra) lasciava supporre. E forse per una volta, sebbene fuorviante, la scelta distributiva di cambiare drasticamente il titolo non è da biasimare. Eh sì perché la guerra è più che altro annunciata, supposta, desunta. L'azione è purtroppo limitata rispetto allo snodo narrativo. Si parla tanto ma si agisce poco. E per un action movie è senza dubbio un deterrente. Strano però perché sui due fronti di combattimento ci sono da una parte Jet Li, maestro incontrastato di arti marziali specializzato in duelli acrobatici, emblema di certo cinema orientale di largo consumo anche da noi, e dall'altra Jason Statham, nuovo eroe dell'action made in Usa (pur essendo inglese), sorta di incrocio tra Van Damme e Bruce Willis. Lo scontro avrebbe dovuto garantire scintille ma l'alchimia tra i due non lievita: Li sembra spaesato e poco convinto e Statham ha perso tutta l'adrenalina di cui era succube in Crank. Sullo sfondo di una San Francisco cupa e decadente, quasi irriconoscibile, si trascina lenta e annoiata questa lotta all'ultimo sangue tra i due poli opposti (orientale e occidentale). In virtù della solita sete di vendetta cui non si può fare a meno...
Atwell, qui al suo esordio su grande schermo dopo tanti videoclip, frena inspiegabilmente l'adrenalina (lui dice per assicurare maggiore realismo alle scene) e si mantiene nei limiti consunti del cliché destreggiandosi senza slancio tra yakuza, triadi di Hong Kong e vendette private. Si ripetono ossessivamente inseguimenti, sparatorie e duelli. Il sangue scorre ma manca l'ironia. Come se ci si volesse dare un tono rispetto ai film di genere. Eppure la forza dei film di genere sta proprio nella specificità, nell'univocità espressiva, nell'aderenza ad uno stile prefigurato che però ne contraddistingue inequivocabilmente i caratteri. Qui ci troviamo di fronte ad un action movie ripetitivo che si prende molto sul serio (Statham che urla: "è guerra!") ma che alla fine non rispetta neppure le regole basilari dell'intrattenimento puro. Si avverte un'atmosfera poco divertita (lo stesso Li, glaciale, si lascia andare a parche dimostrazioni del suo innegabile talento). E anche il colpo di scena finale che risveglia dal torpore non lascia il segno.


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