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BOOGEYMAN 2 – IL RITORNO DELL’UOMO NERO

di Jeff Betancourt

Soggetto e  sceneggiatura: Brian Sieve, dai personaggi creati da Erik Kripke
Fotografia: Nelson Cragg
Musiche: Joseph LoDuca
Montaggio: Jeff Betancourt
Interpreti: Danielle Savre, Matthew Cohen, Chrissy Griffith, Michael Graziadei, Mae Whitman, Renée O'Connor, Tobin Bell, Johnny Simmons, David Gallagher, Lesli Margherita
Produzione: Ghost House Pictures
Distribuzione: Eagle Pictures
Nazionalità ed anno: Usa, 2007
Durata: 93'
Data di uscita: 4 luglio 2008
Titolo originale: Boogeyman 2
Sito ufficiale

BOOGEYMAN 2 – IL RITORNO DELL’UOMO NERO
2

Laura si convince a entrare in una clinica psichiatrica dove fino a pochi giorni prima è stato ricoverato il fratello. Entrambi sono perseguitati sin dall'infanzia dalla paura dell'uomo nero, una superstizione infantile trasformatasi in agghiacciante realtà la notte dell'efferato omicidio dei loro genitori. L'assassino, fuggito prima dell'arrivo della polizia, è rimasto senza un volto e senza un'identità, e Laura e il fratello Henry non possono fare a meno di continuare ad attribuirgli l'onnipotenza mostruosa dei mostri delle favole.
Ma in clinica Henry sembra aver trovato una maggior serenità, e Laura decide di intraprendere la stessa ricerca.
Onesto film horror senza troppe pretese, Boogeyman 2 più che un sequel è una variazione sul tema del suo dimenticabile predecessore, rispetto al quale ha la marcia in più di un cast che complessivamente convince. Archiviata una prima parte frettolosa e prevedibile, in cui vengono poste le premesse dell'ultima claustrofobica mezz'ora, il film rimane a metà tra la sciatteria delle convenzioni di genere e una più interessante capacità di generare spavento. I piccoli indiani, che cadono inesorabilmente l'uno dopo l'altro, seguono un percorso rassicurante in cui sembra che l'unico elemento su cui porre attenzione sia la creatività dell'assassino: eppure, il grand guignol delle esecuzioni dell'uomo nero non causa semplicemente debolezza di stomaco, ma mira a suscitare emozioni di angosciata empatia, non fallendo l'obiettivo. Buona anche la sinergia tra immagine e suono, vista la capacità del regista di utilizzare il silenzio per sottolineare i passaggi più efficaci, senza cadere nel ricorso alla cacofonia per suggerire lo spavento. Le psicochiacchiere suscitano qualche sbadiglio, ma non è privo di interesse il fatto di suggerire come la terapia stessa possa essere un evento traumatico.
Film de paura che non aggiunge niente al filone, ma che non approfitta indebitamente della disponibilità degli spettatori, Boogeyman 2 si consuma velocemente e velocemente si dimentica, e nel frattempo non ci si è annoiati. Divertente il fatto che l'assassino potrebbe anche essere anche l'Enigmista Tobin Bell: ma non è come accusare il maggiordomo? Infine, se questa volta manca Lucy Lawless, che in Boogeyman era la madre del protagonista, a tenere alta nei nostri cuori la fiamma di Xena c'è la meno muscolare Renée O'Connor.

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