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LOCARNO 61, PRIME DEGUSTAZIONI
Presentata la nuova edizione del festival al cocktail dell'ambasciata di Svizzera: poche le news sul programma, tanti personaggi famosi e soprattutto tanto caldo
"In Italia sotto i Borgia, per trent'anni, hanno avuto assassinii, guerre, terrore e massacri, ma hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia, e che cos'hanno prodotto? Gli orologi a cucù". La battuta è famosissima: la pronuncia un cinico e spietato Orson Welles in Il terzo uomo, regia di Carol Reed, tratto dal romanzo di Graham Greene.
Ma come è noto questa frase la fece aggiungere in corso d'opera proprio il geniale regista americano, che era impegnato "solo" come attore. Il film è del 1949, allora il festival di Locarno muoveva i primi passi in un Europa finalmente tornata alla normalità. A riscriverla oggi, si potrebbe aggiungere, dopo orologi a cucù, "e il festival di Locarno".
Quella presentata ieri nel tradizionale cocktail all'ambasciata di Svizzera a Roma (gradi all'ombra: almeno 32°) è l'edizione numero 61 dell'appuntamento ticinese. Il direttore è sempre il friburghese Frédéric Maire, che però ha annunciato di voler lasciare il festival nel 2009: manovre strane, dato che se ne va per dirigere la cineteca svizzera, un posto indubbiamente molto meno prestigioso. La retrospettiva (che è da sempre uno dei punti di forza della rassegna) scelta quest'anno dalla direzione artistica è dedicata ad un quanto mai sovraesposto Nanni Moretti (nella foto): è la prima completa, totale, compresi corti e medi, film da produttore e da attore.
L'excellence award, il premio che il festival consegna ad un grande attore o attrice, è destinato quest'anno ad Anjelica Huston, con la proiezione del suo nuovo film Choke (Soffocare) di Clark Gregg. Tra gli altri eventi annunciati, i 12 progetti selezionati per partecipare al laboratorio di coproduzione Open Doors, provenienti da dieci paesi latinoamericani (la sezione quest'anno sarà infatti dedicata all'America Latina); il pardo d'onore ad Amos Gitai; e l'anteprima mondiale dell'esordio di Baricco, Lezione 21, che era già in odore di Venezia. Svelata anche parte della composizione della giuria: tra gli altri, il nostro Paolo Sorrentino, presente al cocktail piuttosto stanco e stremato, in compagnia di un raggiante Moretti.
Ma sono solo piccole anticipazioni: per conoscere il programma (completo o quasi) bisogna attendere il 16 luglio.

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