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14 ANNI VERGINE

di Christian Charles

Soggetto: Yonathan Berkovtiz, Tony Dreannan, Tom Gammill, Max Pross
Sceneggiatura: Jon Lucas, Scott Moore, Jeff Gutheim
Fotografia: Kramer Morgenthau
Montaggio: Susan Shipton
Scenografia: Kathleen Climie
Costumi: Abram Waterhouse
Musiche: John Swihart
Interpreti: Ryan Pinkston, Teri Polo, Craig Kilborn, Carmen Electra, Kate Mara, Amanda Walsh, John Carroll Lynch, Cynthia Stevenson, Mercedes Leggett, Derek McGrath
Produzione: New Line Cinema, Anaada Films, Atmosphere Entertainment MM, Firstar Films, Jazz Spirit, Relativity Management, Relativity Media, Surf Films Distribuzione: Warner Bros.
Nazionalità ed anno: USA - Sudafrica - Italia, 2007
Durata: 93'
Data di uscita: 12 giugno 2008
Titolo originale: Full of It
Sito ufficiale  
Sito italiano

14 ANNI VERGINE
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Sam Leonard, sfigato DOC lontano un chilometro e per questo vessato da tutti i compagni di scuola, si rende conto che mentire su se stessi e le proprie qualità è un'ottima soluzione per piacere alle ragazze e avere successo: ma imprevedibilmente, a seguito della rottura di uno specchio (ci sfugge ancora il nesso) le sue menzogne diventano realtà, sconvolgendogli la vita e trasformandolo in un leader. Ma quanto può stancare essere costantemente sulla breccia? Peccato il giovane Sam non abbia mai conosciuto Rondi.
La commedia per adolescenti di Christian Charles, decisamente telefonata nel predicare l'elogio di se stessi e della propria normalità, tenta la strada del paradosso con una svolta narrativa volutamente irreale e sopra le righe, dissociandosi dalle volgarità moderne alla American Pie per un conformismo non dissimile da quello che caratterizzava Voglia di vincere, caposaldo del genere datato 1985. A differenza del quale, per fortuna, 14 anni vergine non si prende sul serio neanche un po', il che permette qua e là di respirare. Tra donne che cadono ai piedi di Sam (su tutte la splendida professoressa, clichè di un vero simulacro erotico dell'adolescenza), il tormentone del cane che mangia il compito e fidanzatine sceme che parlano spagnolo senza conoscerlo, la fine è chiara già dopo 11': caratterizzazioni e simbologie sono banalotte, i punti di svolta della storia vanno accettate come un mistero della fede, ma il ritmo non manca e la regia costruisce un climax talmente sgangherato nei suoi raccordi illogici tra scene e singole inquadrature da risultare quasi divertente. Probabilmente in modo involontario, ma tant'è.
A uscirne bene è il giovane Ryan Pinkston, fisicamente ad hoc per la parte, e Carmen Electra che in uno spassoso cameo ironizza sulla propria presunta dislessia. Peccato non si sia mantenuto il titolo italiano provvisorio, Sam lo sfigato raccontaballe, molto più chiaro nell'esporre la natura retrò del film, a danno di quello definitivo, tristemente più in linea con i tempi.

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