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E VENNE IL GIORNO

di M. Night Shyamalan

Soggetto e sceneggiatura: M. Night Shyamalan
Fotografia: Tak Fujimoto, ASC
Montaggio: Conrad Buff, ACE
Scenografia: Jeannine Oppewall
Costumi: Betsy Heimann
Musiche: James Newton Howard
Interpreti: Mark Wahlberg, Zooey Deschanel, John Leguizamo, Betty Buckley, Frank Collison, Ashlyn Sanchez, Spencer Breslin, Robert Bailey, Jr.
Produzione: M. Night Shyamalan, Sam Mercer, Barry Mendel - Barry Mendel Productions, Blinding Edge Pictures, Spyglass Entertainment, Twentieth Century-Fox Film Corporation, UTV Motion Pictures
Distribuzione: 20th Century Fox
Nazionalità ed anno: USA/India, 2008
Durata: 91'
Data di uscita: 12 giugno 2008
Titolo originale: The Happening
Sito ufficiale  
Sito italiano

E VENNE IL GIORNO
2

Nelle maggiori città americane, in pochi minuti e senza il minimo preavviso, si verificano morti strane ed inquietanti: la gente muta di colpo atteggiamento e si toglie la vita, come intossicata da un male invisibile. Scatta l'esodo della popolazione dalle città verso mete più incontaminate, ma lo strano contagio sembra avvenire ovunque. Elliot Moore e la moglie Alma, insieme alla figlia piccola di un amico che non ce l'ha fatta, provano a salvarsi e a capire cosa stia succedendo: un attacco terroristico o una minaccia ben più radicata, da cui è impossibile fuggire?
Shyamalan torna a raccontare incubi sotto la cupola delle majors, un compromesso accettato a suo tempo anche da Hitchcock, in questo senso vero nume tutelare del regista: a entrambi la cosa costò, qua e là, in termini di compromessi, ma nel caso di Shyamalan la discrepanza tra prodotto pensato e portato a termine è ultimamente piuttosto forte. Un thriller "ecologista", potremmo definirlo, con venature gore (gli espliciti suicidi) coraggiosamente calate in una solida produzione mainstream; qualcosa di idealmente coraggioso e positivo sulla carta, ma che stride terribilmente in termini di credibilità, come già è capitato con titoli precedenti del regista.
Si fatica molto a entrare nel mondo di The Happening (il titolo originale, molto più evocativo di quello italiano) a causa della naiveté classica di premesse e protagonisti che bilanciano quel che succede intorno a loro con l'esile sottotrama del proprio privato in crisi: una naiveté dalla chiara provenienza (i b-movies degli anni 50), ma dura da rievocare e digerire in una messa in scena hollywoodiana da milioni di dollari. Una volta entrati nel cuore della tragedia ineluttabile, l'indiscusso stile di Shyamalan regala momenti di tensione ed invenzioni visive ammirevoli; ma una volta portata la tensione al suo acme, il film non riesce a rilanciarsi con nuove trovate e talvolta si incarta nelle sue stesse premesse (non è ben chiaro se il "male", la cui origine non vogliamo rivelare, si manifesti o no per le cause ipotizzate da Moore).
Al tutto non giova un finale classico alla to be continued alquanto posticcio, che non ha la forza necessaria per globalizzare la tragedia ma riesce solo ad allontanare le paure da coloro in cui ci siamo immedesimati, ovvero Moore/Wahlberg e compagna, finalmente riconciliati nel privato e pronti a riprodurre una nuova specie. Magari più attenta all'ambiente che li circonda, che non si sa mai.

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