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MASTERS OF HORROR – SECONDA STAGIONE - VOLUME UNO

di AA. VV.

Cast: Crociera di sangue: Daniel Gillies, Yoshino Kimura, Miho Ninagawa, Ryo Ishibashi
Family: George Wendt, Meredith Monroe, Matt Keeslar, Hailey Guile, Kerry Sandomirsky
Istinto animale:  Meat Loaf Aday, John Saxon, Ellen Ewusie, Link Baker, Brenda McDonald, Michal Suchanek
Il seme del male: Caitlin Wachs, Ron Perlman, Mark Feuerstein, Emmanuelle Vaugier, Bill Dow, Chad Kroxchuk, Graeme McComb, Benjamin Rogers  
Dal coma con vendetta: Martin Donovan, Julia Anderson, Robin Sydney, Anna Galvin, Linda Sorensen, Corbin Bernsen
Rumori e tenebre: Chris Bauer, Laura Margolis, Richard Kahan, Michael Daingerfield, David Allan Pearson, David Lovgren
Nazionalità e anno: USA, 2006
Distribuzione: 01 distribution  
Edizione: italiano, inglese
Sottotitoli: italiano per non udenti
Audio: dolby-digital 2.0
Schermo: widescreen anamorfico 1.78:1
Durata: 335' (57'; 56'; 56'; 55'; 56'; 55')
Extra: 6 dischi, ognuno con un film, ma non sono presenti contenuti speciali.
Note: Prodotto di grande qualità nel suo insieme. Audio potente e ben equilibrato grazie ad una buona equalizzazione dei toni e dei livelli. Un suono nitido e limpido, anche se è soltanto un DD 2.0.
Buona anche la qualità video dai colori brillanti e nitidi, compatti e corposi, dall'ottimo contrasto, per un immagine pulita e molto luminosa.
Corretto il formato panoramico con il quale il film è stato riversato su DVD.
Extra assenti.
Regione: 2
Sito ufficiale:
http://www.01distribution.it/
Titolo originale: Masters of Horror, Season Two

Qualità artistica: Buona
Qualità immagine: Buona/Ottima
Qualità audio: Buona
Qualità extra: N.G.

3 e mezzo
MASTERS OF HORROR – SECONDA STAGIONE - VOLUME UNO
3 e mezzo

Creato da Mick Garris torna Masters of Horror in DVD con questa seconda stagione. Questo è il primo cofanetto che vede 6 film brevi tra thriller e molto horror, con registi di calibro "pesante" come John Carpenter, Dario Argento e John Landis affiancati dal talentuoso nipponico Norio Tsuruta e da bravi mestieranti come Rob Schmidt e Brad Anderson. Sei episodi ad alto tasso adrenalico pronti a soddisfare i palati più esigenti. Ancora oggi ci chiediamo il perché non siano andati benissimo nel passaggio televisivo anche perché di prodotti del genere ce ne dovrebbero essere molti di più. Certo a volte sono un "po' troppo televisivi"... ma ci sembra anche normale essendo stati concepiti per il piccolo schermo... ma nel complesso parliamo di film di altissima qualità nel loro complesso. Qualcuno è più riuscito, altri meno, ma sono tutti ben al di sopra della media.

Crociera di sangue (Dream Cruise) di Norio Tsuruta
Jack, un giovane rampante, soffre di una vera e propria fobia dell'acqua, dopo un doloroso evento del suo passato in cui morì il suo miglior amico quando erano solo dei ragazzetti. Ora vive a Tokyo per lavoro ed ha una relazione con una donna sposata, Yuri. Oltretutto il marito è un cliente di Jack e quando l'uomo lo invita a parlare di affari sul suo yacht, Jack è dapprima titubante ma poi accetta per non destare sospetti... ma la paura dell'acqua è troppo forte... e sin dal momento che mette piedi sul natante ha le prime visioni del suo amico immerso nell'acqua che lo chiama.
A bordo dello yacht la conversazione, in presenza della moglie e amante, è piena di doppi sensi, che fanno intuire a Jack che forse l'uomo sa qualcosa... ed infatti invece di tornare indietro fanno rotta sempre più verso il largo, ed ormai è notte. Una lunga notte che riserverà molte sorprese per tutti e tre!
Classica storia di fantasmi che vengono a tormentare il presente in virtù di un passato poco edificante della vita dei protagonisti. Un film che il bravo Tsurata snocciola con eleganza e sapienza, creando delle belle atmosfere di pura adrenalina, con più di una sorpresa. Un racconto lineare, semplice che si snoda chiaro senza possibilità di avere dubbi in un epifania di sangue, acqua, e terrore di morire... ma forse la paura maggiore è quella di vivere... Affascinante e delirante come la regia, che compone un quadro completo ed esaudiente non tralasciando nulla di una storia che si inoltra sempre più nei meandri della mente e delle sue paure... e di un passato che stenta a passare.

Family (id.) di John Landis
Inquietante, folle, psicotico, ma anche grottesco e con venature ironiche di pregevole fattura con un John Landis alla plancia di comando che ogni tanto ritorna ad essere quello di una volta, caustico e brillante, con picchi autoriali di gran classe... ma soprattutto completamente fuori di testa, come il protagonista del film. Un uomo che non auguriamo a nessuno di avere come vicino di casa, un vicino di casa dall'aspetto rassicurante (e questi sono i peggiori) ma che nasconde una psiche fortemente disturbata trasformandolo un killer senza pietà che dopo aver ucciso le sue vittime le scioglie nell'acido. Quindi un pericolo da evitare assolutamente se non si vuole fare una brutta fine. Un pericolo costante che potrebbe turbare i sonni di chiunque ma non certo quelli di Landis che si nutre di storie come queste... storie esagerate, storie che vanno oltre ogni più fantasia sfrenata. E anche in questa caso da libero sfogo alle sue fantasie attraverso quest'uomo che parla con la sua famiglia, ma in realtà da solo, un uomo molto solo che conosce solo un modo per avere una famiglia. E poi la famiglia è tutto nella vita. Una vita senza moglie e figli cosa è? Nulla...
Come dicevamo prima un vicino dall'aspetto bonario, dal viso rubicondo ma che ha il piccolo, ma non trascurabile vizietto, di uccidere le persone per crearsi una famiglia tutta sua. Uccide e poi sistema i loro scheletri nella sala da pranzo per mangiare insieme. Ma quando arriva una nuova coppia, Celia e David, nella villetta accanto l'uomo rimane affascinato dalla donna e la vuole come "nuova moglie"... D'altronde i cambiamenti sono qualcosa di molto gradito per Harold Thompson... e Celia è un bocconcino troppo prelibato per lasciarselo sfuggire... e sin dal primo incontro ha delle fantasie molto, ma molto "sporcaccione"... ma le cose andranno come Harold ha previsto? Chissà. Forse si o forse no... a voi scoprirlo... Un piccolo gioiello dal quel talentaccio di John Landis.

Istinto Animale (Pelts) di Dario Argento
Rosso, rosso e di nuovo rosso... il colore preferito di Dario Argento che sin dall'inizio declina questa sua (in)sana passione con delle immagini dove il sangue imbratta le pareti di un ascensore... e poi anche il locale di striptease ha le pareti rosse, le sedie rosse, luci rosse... insomma il rosso, il colore del sangue è una costante e cifra delle intenzioni di Dario Argento che ama schizzi e sangue che emerge da ogni centimetro della pellicola... Sangue, sangue, sangue per questa storia macchiata da maledizioni che sono il frutto della rivincita della natura sull'uomo, sulla folle speculazione che ne fa di essa. Un film ecologista, oseremmo dire, dove la natura e il mondo animale si rifiuta di sottostare al predominio umano, con una rivolta che porta alla follia e quindi al suicidio. Quindi un buon Dario Argento che non rimane fine a se stesso (nel genere) ma che lancia un grido a favore del regno animale!
Jake Feldman, il proprietario di un'azienda di lavorazione di pelli e pellicce ha una "insana" passione per uno stripper molto sensuale. Un chiodo fisso che lo porta nel locale dove si esibisce la ragazza di colore, Shanna, appena può, trascurando anche il lavoro... e non si ferma solo a guardare vorrebbe anche fornicare con la bella ragazza che rifiuta sempre le avances del pellettiere... Nel frattempo dei cacciatori di pelli fanno una bella incetta di pelli di procione molto belle e morbide, roba di prima qualità da dare a Feldman, che così può finalmente diventare ricco e "comprare" l'amore di Shanna! Ma le quelle pelli fanno impazzire il figlio del cacciatore che uccide il padre come si fa con gli animali: a colpi di mazza da baseball... e poi si uccide mettendo la testa in una tagliola! La follia alberga in quelle pelli... una specie di maledizione che colpisce chiunque ne venga a contatto... una lunga striscia di sangue verrà seminata ovunque sino ad un (il)logica conclusione!

Il seme del male (Pro-Life) di John Carpenter
Spesso capita che l'assassino torna sul luogo del delitto... ed è quello che ha fatto John Carpenter con questa sorta di remake di Distretto 13, dove il luogo da assalire non è un distretto di polizia ma un ospedale dove viene praticato l'aborto. Una sorta di film mistico religioso dove le forze in gioco sono tra ragione e fede religiosa. Pro-Life è uno di quei film che si insinua poco alla volta, che cresce lentamente ma progressivamente, sino ad assumere un ritmo frenetico. Un ritmo scandito da questo mistero della gravidanza che diventa una vera e propria battaglia per la vita o non. Una battaglia scaturita dai demoni della nostra mente che diventano realtà per la protagonista del film, che è una sorta di "Maria" destinata a mettere al mondo non il salvatore però, ma un'entità del male che si sviluppa con grande accelerazione. Ma per il padre della ragazza è un segno divino, è Dio che vuole quella creatura. Da qui una battaglia tra le due opposte fazioni che però non sanno bene per cosa combattono. Tutto è da scoprire e poco alla volta Carpenter, da quel grande Maestro dell0immagine e del thriller/horror qual è sciorina gran cinema sequenza dopo sequenza per dar vita ad un film ad alto tasso adrenalico e di grande intensità emotiva.
Angelique Burcell è una ragazza di soli 15 anni ed è incinta. Ma non vuole portare avanti la gravidanza. Ma tutta la situazione presenta molte stranezze: da solo una settimana è rimasta incinta ma in realtà è di 4/5 mesi. Come sia rimasta ingravidata non si sa. Angelique è spaventata e chiede ai medici dell'ospedale chiede di praticargli l'aborto. Nel mentre il padre la aspetta di fuori, Dwaine Burcell, un uomo violento che ha il divieto di stare nei pressi dell'ospedale per via del suo credo antiabortista che in passato lo ha portato ad atti di estrema violenza. Un uomo del quale tutti hanno paura. Con i suoi altri tre figli decide di assaltare l'ospedale per liberare la figlia... ma soprattutto la creatura che porta in grembo. Ma cosa porta in se!

Dal coma con vendetta (Right to Die) di Rob Schmidt
Anime erranti, fantasmi che tornano, ancora prima di morire, dal coma per dare il tormento a chi li ha feriti. Questa in sintesi è la storia che Rob Schmidt mette in scena. Fantasmi che tornano a tormentare chi è ancora in vita, una vendetta morale di chi non può fare altro vista la posizione nella quale si trova. Ma Schmidt usa questa morale per indagare nel mondo dell'eutanasia, se sia giusta o no. Un atto di carità o un atto di egoismo. Si potrebbe sindacare a lungo sulla questione morale dell'eutanasia, anche se noi siamo tra quelli favorevoli, ma non si arriverebbe a nulla anche perché il diritto di vita o di morte non possiamo essere noi a deciderlo, come delle deità sopra ogni altra cosa. L'eutanasia è qualcosa che, sempre secondo noi, deve essere deciso a monte dalla persona interessata. Ma questa è la sottotraccia su un problema endemico, per il resto Schmidt si muove nell'ambito dei sensi di colpa, di un amore che va oltre, ma anche del disgusto di vedere la donna amata (perché alla fine l'amore è sincero, nonostante lui l'abbia tradita) ridotta ad una larva da quella bellissima donna che era. Ma anche questo potrebbe essere un problema etico/morale, ma in realtà è sempre un discorso dei sensi di colpa, come anche se esiste qualcosa oltre la morte, oppure anche nello stato comatoso se esiste una forma di vita "altra" che possa inficiare nella vita normale.
Piccola nota... musiche strepitose...
Cliff ed Abbey sono una coppia apparentemente felice. Lui è innamoratissimo della sua donna... ma le cose non sono mai destinate a durare. Un brutto incidente d'auto manda in coma Abbey. Ma questo non è il solo problema. La donna è rimasta sfigurata e porta segni dell'incidente un po' ovunque. Ed è così che il marito decide di sospendere le terapie di sostegno per lasciarla morire, pensando che quella "vita non vita" non sarebbe quello che vorrebbe Abbey...
Ma le cose sono sempre diverse da quello che sembrano... Nonostante il coma la donna in qualche modo esercita un potere che diventa reale. Quando Cliff è nella vasca da bagno e immagina che lei sia lì con lui, in una macabra scena degna del miglior Argento, i segni di bruciatura che rimangono sull'uomo sono reali... ma la donna non si ferma qui. Si vendica di tutti quelli che la vogliono morta... ma lo può fare solo quando clinicamente viene dichiarata morta... e alla fine...??? Non andiamo oltre per non svelare altro...

Rumori e tenebre (Sounds Like) di Brad Anderson
Il dolore della perdita di una persona cara. Un dolore intenso, straziante, lacerante che porta ad amplificare ogni piccola sfumatura della vita e cambiare la stessa in una forma deviata e deviante. A nulla vale la ragione quando si è ossessionati da qualcosa sino al punto che queste ossessioni diventando reali come nel caso del protagonista di questo film che come sfogo del suo dolore inizia a percepire i suoni in modo sempre più intenso sino a diventare dei rumori molesti. Ma sono solo degli sfoghi dell'anima che si manifestano nei modi più incredibili, di fondo è la sua anima che non trova pace e indirizza questa "non pace" in una direzione assurda, degenerativa e di grande insofferenza. Un'insofferenza che è il male di vivere, di sopravvivere alla morte di un caro, come in questo caso dell'amato figlio... Brad Anderson crea una struttura filmica basata tutta suoi suoni, dove le immagini sono di compendio all'udito. Una struttura del tutto particolare che ha dei momenti di grande cinema alternati ad altri un po' lenti, ripetitivi e quindi anche noiosi. Un film curioso, che suscita interesse e e verso il quale si deve la massima attenzione e calarsi nei panni del protagonista per capire bene il dramma che il protagonista sta vivendo. Un dramma senza fine...
Larry Pearce dopo la morte del figlio non è più lo stesso. Una strana forma di sensibilità uditiva lo ha colto. Percepisce anche i suoni più flebili e la situazione peggiora sempre di più. Ormai anche l'accensione di una lampadina è come un tuono di portata spaventosa, peggio del rumore della barriera del suono... una lenta discesa verso gli inferi dei suoni, suoni che diventano sempre più duri per l'uomo da sopportare. Un vero tormento. Una strazio che potrebbe farlo uscire di senno. Ed infatti inizia a manifestare segni di insofferenza sempre più acuti sino a non sopportare neanche il leggero rumore degli occhi della moglie che si muovono mentre dorme...
Poi all'improvviso i suoni cessano di essere percepiti dall'uomo in quel modo così folle. Ma un solo rumore continua a tenerlo in ansia: un suono dello scorrere dell'acqua che percepisce di continuo... Ma la sua vita dove sta andando? Chissà.. e cosa farà per non essere più ossessionato da qui suoni così intensi?

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