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A ROMA E NELLE SALE ITALIANE "NOI DUE SCONOSCIUTI" DI SUSANNE BIER

Teodora Film distribuisce in circa 100 copie il nuovo film di Susanne Bier. Nel cast Berry, Del Toro, Duchovny

A ROMA E NELLE SALE ITALIANE "NOI DUE SCONOSCIUTI" DI SUSANNE BIER

"Se avessimo voluto realizzare un film americano, non avremmo chiamato una regista danese a girarlo!". Così la produzione ha rassicurato la talentuosa Susanne Bier, che il grande pubblico ha imparato ad amare con Open hearts nel 2002 e Efter brylluppet - Dopo il matrimonio nel 2006 e che ci presenta oggi il suo primo lavoro hollywoodiano Noi due sconosciuti, dopo la prima proiezione italiana svoltasi in occasione dello scorso Rome Film Fest.
Ad interpretare i ruoli drammatici dei coniugi Burke e dell'amico Jerry, tossicodipendente aggrappato alla vita, sono infatti tre attori a stelle e strisce quali Halle Berry, David Duchovny e Benicio del Toro, felicemente prestati alla vena intimista e peculiare della regista di Copenaghen.
"Non ho notato grosse differenze tra il mio modo di lavorare abituale e quello imposto dal mondo delle grandi star: l'unica cosa che cambia realmente è l'entourage degli attori, davvero imponente, e il modo di strutturare il lavoro, necessariamente diverso. Ma la ricerca di momenti autentici di verità durante le riprese è identica, ed è il motivo stesso per cui faccio film", spiega la Bier. "Quando ho letto lo script di Allan Loeb ne avevo già avuti almeno duecento tra le mani, ma questo era decisamente interessante e aveva una particolarità: era prodotto da Sam Mendes! A Los Angeles, negli uffici Dreamworks, mi hanno subito rassicurata: avrei potuto apportare tutte le modifiche necessarie e dare un tocco estremamente personale al film". Infatti, racconta la regista, "ci siamo dedicati alla fase di montaggio molto presto, e da subito abbiamo stravolto la linea temporale rigorosamente lineare che la sceneggiatura originale prevedeva. Il rischio, nel tratteggiare la vita felice dei nostri protagonisti prima del dramma e seguire le vicende in ordine cronologico, sarebbe stato quello di attendere per secoli che la vera storia si decidesse a cominciare".
Ma è verso il futuro che Susanne proietta sé e il proprio lavoro: "Spero di avere nuovamente la possibilità di lavorare negli USA, lo rifarei mille volte. L'atteggiamento snob di chi sostiene che da Hollywood esca solo spazzatura mi ha stancata: certo, si producono anche lavori orrendi o ridicoli, ma ho l'impressione che sia in atto una profonda riflessione in tal senso da parte dell'industria cinematografica americana. E poi, quello che accade solitamente nel panorama europeo è che, dopo un paio di buoni film che consacrano il nome di un regista al successo, nessuno lo ponga più di fronte ad alcuna sfida: la fama raggiunta è scontata, priva di riconferme. Al contrario, io voglio essere convincente e mettermi in discussione frequentemente. E' un bene che le mie idee riescano a vincere qualche resistenza, significa che sono abbastanza valide e forti da poterlo fare".

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