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LA CITTÀ PROIBITA
di Zhang Yimou
Cast: Chown Yun Fat, Gong Li, Jay Cjou, Liu Ye, Chen Jin, Li Man
Nazionalità e anno: Cina, 2006
Distribuzione: 01 distribution
Edizione: italiano, cinese
Sottotitoli: italiano, italiano per non udenti
Audio: dolby-digital 5.1, DTS
Schermo: widescreen anamorfico 1.85:1
Durata: 117'
Extra: Backstage (87'); Speciale l'imperatore (); Speciale l'imperatrice (); B-roll (); Trailer cinematografico.
Note: Prodotto di grande qualità nel suo insieme. Audio potente e ben equilibrato grazie ad una buona equalizzazione dei toni e dei livelli. Un suono nitido e limpido, specialmente quello in DTS, possente e poderoso, ma anche quello originale e in DD 5.1 non è da meno, con un ottimo lavoro, in entrambi i casi, delle case retro e del subwoofer per un intenso e "Teso" coinvolgimento in questa storia tesa e vibrante come una corda di violino...
Buona anche la qualità video dai colori brillanti e nitidi, ben contrastati, che non fa perdere alcunché della bellissima fotografia del film e delle sgargianti scenografie del film. Un'immagine pulita che non presenta alcun problema di digitalizzazione, grazie ad un'alta qualità del lavoro fatto
Corretto il formato cinematografico con il quale il film è stato riversato su DVD.
Extra interessanti e ben fatti, che ci immergono sempre di più in questo mondo così lontano da noi...
Regione: 2
Sito ufficiale: http://www.01distribution.it/
Titolo originale: Man cheng jin dai huang jin jia
Qualità artistica: Buona
Qualità immagine: Ottima
Qualità audio: Ottima
Qualità extra: Buona
Film che non ha ricevuto grandi consensi da parte della critica, che in parte lo ho snobbato con un "il solito Zhang Yimou". In realtà La città proibita fonde le due anime così profondamente diverse di Yimou: quella più drammatica, che si erge sullo sfondo dei grandi temi sociali e politici della Cina, e quella più spettacolare, con grandi battaglie e ninjia che volano nell'aere per attaccare silenziosi i loro nemici. Un modo di raccontare, in modo epico e venato di malinconica poesia, "il peso del potere"... Un racconto epicamente drammatico che tocca dolcemente e tristemente le relazioni familiari, in questo caso quelle della famiglia più importante della Cina: l'imperatore e la moglie e i suoi tre figli. Un imperatore che vive nelle mura della città proibita e si nutre del suo odio verso la sua imperatrice... Un odio shakespiriano del quale Yimou fa largo uso, come i più classici drammi greci, per creare una storia basata sul rancore, sulle cose non dette per toccare le corde dei sentimenti più reconditi dei personaggi. Personaggi che rappresentano le varie anime che convivono nello sconfinato regno cinese. Anime tormentate, tortuose, che sembrano nutrirsi e sopravvivere solo per quelle stille di emozioni generate da un dolore difficile da lenire che viene da molto lontano... da quando l'imperatrice fu data in sposa al futuro imperatore per portare la pace e la quiete nella grande Cina. Ma l'uomo per fare ciò ha ripudiato la moglie facendola credere morta. Segreti, fatti ed eventi tenuti nascosti che però la bella imperatrice conosce bene e finalmente dopo oltre 20 anni ha la possibilità di "presentare il conto" a quell'uomo che l'ha soltanto usata. Un rancore che viene da lontano, che è cresciuto in maniera esponenziale ma che non porterà altro che nuovo dolore e morte. Il sangue che sgorga dalle mani dei due è quasi tangibile. Due esseri colpevoli di non aver saputo cambiare ed adattarsi alla nuova vita che è stata riservata allora, ma che hanno nutrito e covato a lungo solo un senso di impotenza che andrà a culminare con una vendetta e controvendetta bagnata di dolore e sangue. Zampilli del prezioso liquido che il corpo umano contiene e verranno sparsi nell'immensa regia dell'imperatore...
Yimou da vita ad un film altamente spettacolare anche nei momenti più intimi, che diventano momenti pubblici in virtù dei personaggi che sono al di sopra di tutto e tutti, personaggi che vivono sopra le righe e che hanno il potere di decidere della vita e della morte degli altri con un solo gesto, o mezza parola.
La città proibita è una felice fusione di cinema/spettacolo e cinema di introspezione... da non perdere...


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