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Initial D

di Andrew Lau e Alan Mak

Regia: Andrew Lau e Alan Mak

Soggetto: tratto dai fumetti creati da Shigeno Shuichi

Sceneggiatura: Felix Chong

Fotografia: Andrei Lau, Lai Yiu Fai, Ng Man Ching

Montaggio: Wong Hoi

Musica: Chang Kwong Wing

Scenografia: Silver Cheung

Costumi:

Interpreti: Jay Chou, Annie Suzuki, Edison Chen, Anthony Wong, Shawn Yue, Chapman To, Jordan Chan, Kenny Bee, Tsuyoshi Abe, Liu Keng Hung

Produzione:  Basic Pictures Ltd., Media Asia Film Ltd., Sil – Metropoli Organization Ltd.

Distribuzione:

Formato: 35mm., col.

Nazionalità ed anno: Cina/Hong Kong, 2005

Durata: 108’

Initial D
mezzo
Decisamente mediocre questo film di Lau, del quale abbiamo visto di recente il notevole Internal Affairs (Scorsese ne sta preparando il remake). Tratto da un manga Initial D è un’imperfetta riproduzione di tanto cinema americano di serie B o forse peggio. Una storia senza pretese, una regia sciatta e senza nerbo (che delusione!!!), indispettiscono sino a voler scappare dalla sala irritati da tanta superficialità.
Una superficialità che colpisce i personaggi che sono delle figurine senza anima stampigliate sulla pellicola e che si muovono come burattini senza anima, che però si debbono muovere, o forse agitare, invano per dare un senso ad un film che non ne ha alcuno. Fantasmi di celluloide che attraversano lo schermo senza lasciare traccia. Lau descrive una storia che non percepisce la realtà come la realtà non viene percepita dal regista, e come, noi ignavi spettatori, non percepiamo nulla se non noia mista a delusione. Una delusione che entra sia nella mente che nel corpo sino a farti desiderare di essere altrove. E si che siamo abituati ai Festival, dove accanto a belle pellicole ce ne sono di brutte, ma come questa è veramente difficile concepirla. Oltrettutto, conoscendo il Manga, la nostra delusione è anche maggiore, eprché nel fumetto c'erano tutti gli elementi per fare un buon film, o perlomeno interessante...
Raccontare la storia ci sembra inutile (quale storia?), come ci sembra anche inutile la presenza di Initial D alla Mostra dell’Arte Cinematografica di Venezia (quale arte, quella del "ridicole"), come ci sembra inutile, per finire, le parole scritte per questo film…

Il 18enne Takumi è diventato un abile pilota di automobili guidando tutti i giorni la vecchia Toyota AE86 di suo padre, un produttore di tofu. L'esperienza acquisita durante le consegne ai clienti del genitore gli torna utile quando decide di partecipare a una serie di gare automobilistiche difficili e pericolose.

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