Login utente
Cerca
Editoriale
Venezia 65
Messaggi recenti del blog
- "EINSTEIN", IL FILM DI LILIANA CAVANI, È STATA POSTICIPATO AL 26 E 27 OTTOBRE SU RAI UNO IN PRIMA SERATA
- 13° PUSAN FILM FESTIVAL: PRESENZA RECORD PER IL CINEMA ITALIANO
- “LA PRIMA LINEA”: INTERVENTO DEGLI AUTORI IN MERITO AL RINVIO DEL FINANZIAMENTO
- DOMANI RIAPRE IL CAFFÉ FANDANGO
- "NON-DOMESTIC. NEW WORKS BY MAREE" - AZZOPARDI, MYRIAM LAPLANTE AND LUANA PERILLI
- WUNDERKAMMERN OPENING pARTy
- STUDIOVISIT – A REVIEW ON WORKS BY ITALIAN ARTISTS
- “IL PASSATO È UNA TERRA STRANIERA” SUL… WEB
- RASSEGNA DI CORTOMETRAGGI A CASTELVETRANO-SELINUNTE “EFEBOCORTOGIOVANI”…
- IL MED FILM FESTIVAL A ROMA DAL 7 AL 16 NOVEMBRE
Argomenti del forum attivi
CANNES 61_CHI VINCERÀ?
Oggi ultimo giorno... chi vincerà la "volata finale"? Intanto ieri un Wenders appannato e un Cantet che va a "scuola...
Ultima giornata con serata di gala per annunciare i vincitori di Cannes 61. Dopo le miriadi di ipotesi formulate un po' da tutti oggi avremo "il verdetto".
Il nostro personale favorito? O almeno quello che vorremo veder vincere? Sicuramente Gomorra di Matteo Garrone, un film antiepico ma ancora più epico di quanti lo sono. Un film trascinante e devastante che mette a nudo un dramma quotidiano che ormai per noi italiani è divenuto un qualcosa di terribilmente usuale. Quindi dramma nel dramma che non ci fa più aprire gli occhi, ma rimangono socchiusi in una sorta di macabro gioco del "so ma non vorei sapere e ne vedere", impotenti a fare alcunché per cambiare "lo stato delle cose". Anche se per fare ciò ci dovrebbero essere le istituzioni preposte, ma come abbiamo visto ne Il divo, connivenza tra potere statale e potere mafioso è un dato di fatto!
Ma stavamo analizzando i possibili vincitori, o perlomeno quelli che ci sono piaciuti. Oltre a Gomorra inseriamo nella nostra "classifica" Adoration di Egoyan, Two Lovers di James Gray e La donna senza testa di Lucrecia Martel. Poi crediamo che a vincere possa essere Il divo, Il silenzio di Lorna dei Dardenne oppure la sorpresa di ieri di Laurent Cantet, La classe...
Di nuovo tutti a scuola!
Cantet, dobbiamo constatare, che è uno di quegli autori che non ti deludono mai, sempre pronti a rischiare e a raccontare storie di forte impegno civile ma soprattutto sociale. Come anche questo La classe dove indaga nelle vita e nelle relazioni di una classe di prima liceo del XX arrondissement, uno dei quartieri più multietnici di Parigi, ed anche uno dove la vita è reale, freme ed è frenetica, a differenza di altre zone parigine troppo invase da un certo "modo di fare di divertirsi a tutti i costi", dove si vive una vita un po' meno reale e più al fuori del quotidiano.
Un film realizzato con tutti non attori, anzi con una vera classe di prima liceo di una vera scuola del XX. Ma non è ne un documentario e ne una docufiction, ma un film vero e proprio, dove i Cantet, assieme all'autore del libro Francois Bégaudeau (giornalista sportivo di "Le monde"), ha vissuto per quasi un anno con i ragazzi creando una sorta di laboratorio sino a strutturare il film. Ma, come detto prima, non sono "riprese di vita reale dei ragazzi" ma ognuno degli studenti ha avuto un ruolo che non necessariamente corrisponde al loro vissuto. Quindi una "finzione" a tutti gli effetti. Un film sincero, duro, reale, concreto che senza false enfasi racconta una storia non storia che ci mostra chi sono i giovani di oggi. Un tema assai abusato da noi in Italia, ma questa opera ci da dimostrazione di come si debbano fare i film sui giovani per capire cosa fanno, chi sono e quali sono le loro speranze...
Un film sincero che sommessamente, ma con decisione, racconta le vite di giovani 14/15enni...
Nel frattempo Wenders se ne va a Palermo...
Wenders "il siciliano"... "lettera aperta ad un regista..."
Caro Wenders, ti amiamo, ti stimiamo.. siamo sempre stati dei tuoi fans ma questa volta non ci hai convinti. Ci hai lasciato con l'amaro in bocca, Sarebbe potuto essere un gran film invece affoga nella confusione, nella difficoltà di esprimere un concetto così semplice ma anche così difficile come il passaggio dalla vita alla morte. Un desiderio di mostrare non solo il vagito di un neonato, ma l'ultimo "rantolo" prima di rendere la vita a Dio o a chi per lui, o a nessuno, comunque non appartenere, certamente, a questo piano dell'esistenza. Un'idea morbida, dolce, dura, che hai affrontato con grande pacatezza e serenità, ma che manca di quella giusta e necessari incisività per entrarci dentro rimanendo però estranei, in quanto la morte in questo momento non ci appartiene, anche se è un pensiero fisso della nostra vita, come quello di dare alla luce nuove vite. Quindi i due opposti che si affrontano e si attraggono nel continuo gioco "vivere e morire". E senza andare a scomodare Bergman, con le sue mille riflessioni tra questi due momenti essenziali e "fissi" della vita di ognuno di noi, non possiamo non dire di essere rimasti delusi ed interdetti su alcune scelte (tu stesso affermi che con questo film hai voluto omaggiare Bergman ed Antonioni). L'unica che condividiamo appieno è la presenza di Dennis Hopper. Una presenza forte, intensa, ma che stranamente può anche dar un significato ben preciso al film: con L'amico americano conoscevi la grande fama internazionale, diventando regista di culto, con questo Palermo Shooting forse firmi le fine della tua carriera da cineasta... non assoluta ma ai livelli ai quali ci hai abituati. Non è una sentenza ma una dolorosa constatazione. E se vuoi celebrare la morte ebbene che sia celebrazione!
Ma noi non ne siamo convinti... e ci dispiace molto.
Fioccano i primi premi...
In attesa di quelli più importanti ieri è stato assegnato il premio per un "Certain Regard" a Tulpan di Kazakh Sergey Dvortsevoy. Ma la giuria, preseduta dall'autore turco Fatih Akin ha deciso di dare altri premi: quello della giuria a Tokyo Sonata di Kurosawa Kiyoshi, altri ancora a Wolke 9 di Andreas Dresen, Tyson di James Toback, ed infine a Johnny Mad Dog di Jean-Stephane Sauvaire.
Assegnato anche il premio della "Semine de la Critique" a Snow di Aida Begic...
Infine il premio della Critica Internazionale è andato a Delta di Hongrois Kornel Mundruczo. Questo ultimo film anche il lizza nel Concorso...
Ora non ci rimane che aspettare per sapere gli altri e più prestigiosi premi... sperando che la fortuna arrida (meritatamente) agli italiani...


Commenti recenti
6 giorni 5 ore fa
6 giorni 12 ore fa
6 giorni 15 ore fa
2 settimane 4 ore fa
2 settimane 1 giorno fa
2 settimane 1 giorno fa
2 settimane 1 giorno fa
2 settimane 1 giorno fa
4 settimane 11 ore fa
4 settimane 18 ore fa